| Pensioni e lavoro
Sono un disabile paraplegico da circa 4 anni, con invalidita' al
100%. Se in un futuro dovessi essere assunto o in unazienda privata o in un posto
pubblico, delle mie tre pensioni erogate dall'Inps: invalidita' civile, accompagnamento e
inabilita' al lavoro (in quanto prima dellincidente ho lavorato per 5 anni), quale
mi rimarrebbe e quale mi verrebbe tolta?
Stefano Girelli -
Cagni (Ps)
Come molti altri anche il signor Girelli sembra
confondere la pensione con l'indennita' di accompagnamento, dato che parla di tre
pensioni. In realta' egli percepisce una indennita' di accompagnamento e due pensioni di
inabilita'/invalidita': una pagata dall'Inps per conto del Ministero dell'Interno come
invalido civile, l'altra conseguente ad una precedente contribuzione obbligatoria di
almeno cinque anni.
In sintesi ricordiamo (v. anche articolo a p. 26)
che la provvidenza economica erogata a tutti gli invalidi civili di eta' compresa tra i 18
ed i 65 anni è definita "pensione di inabilita'" e per percepirla occorre:
essere cittadino italiano residente in Italia (o straniero con permesso di soggiorno
superiore all'anno); avere il riconoscimento di un' invalidita' pari al 100%; disporre di
un reddito annuo personale non superiore a L.23.583.165. La pensione di invalidita' è
attualmente di L.401.380 per 13 mensilita', è compatibile con l'indennita' di
accompagnamento riconosciuta agli invalidi non deambulanti o non in grado di compiere gli
atti quotidiani della vita. Quest'ultima indennita' (attualmente di L.808.130 per 12
mensilita') non deve essere confusa con la pensione, anche perché viene erogata al solo
titolo della minorazione ed è pertanto indipendente dal reddito. L'accompagnamento è
comunque incompatibile con erogazioni di provvidenze simili erogate per cause di servizio,
lavoro o guerra.
Rispondendo nello specifico al nostro lettore,
possiamo dire che nel caso in cui venisse assunto come lavoratore dipendente potra'
continuare a percepire l'indennita' di accompagnamento ma perdera' il diritto a percepire
la pensione di inabilita' (per intenderci quella dei cinque anni di contribuzione) che è
totalmente incumulabile con i redditi da lavoro. Per quanto riguarda la pensione di
invalidita' civile continuera' a percepirla fino a quando non superera' il tetto di
reddito annuo previsto (L.23.583.165).
Accredito dell'indennita' di accompagnamento
Sono il genitore di un ragazzo disabile minorenne e vorrei sapere se
l'indennita' di accompagnamento che percepisce può essere accreditata sul mio conto
corrente bancario.
Giuseppe Boschini -
Azzate (Va)
Con D. M. del 28/11/96 sono state fissate le
norme per l'accreditamento sui conti correnti bancari delle provvidenze economiche
spettanti agli invalidi civili. Occorre presentare all'Inps una istanza - il cui modello
può essere ritirato presso la stessa sede - nella quale vengono indicati gli estremi del
conto corrente bancario, il numero di libretto relativo al tipo di provvidenza erogata. E'
vero che le norme prevedono che l'istanza sia sottoscritta dal titolare della provvidenza
economica, se in grado di farlo, ma nel caso di minore, la patria potesta' è esercitata
dai genitori. In merito alla specifica domanda si consiglia far accreditare la provvidenza
su di un conto corrente bancario cointestato anche al beneficiario della stessa.
Parcheggi riservati
Sono affetto da
tetraplegia spastica con patente speciale e con notevoli difficolta' di spostamento in
carrozzina. Siccome non possiedo un garage né un posto macchina vicino alla mia
abitazione ed i posteggi pubblici sono lontani, chiedo se sia possibile ottenere uno
spazio riservato sulla strada antistante al cancello del palazzo ove abito.
Mario Pavani - Como
Il regolamento al codice della strada (Dpr 610/96) ha
previsto un'ipotesi di questo genere stabilendo all'art.381, comma 5 che:"nei casi in
cui ricorrano condizioni di invalidita' della persona interessata, il Sindaco può, con
propria ordinanza, assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta individuato da
apposita segnaletica indicante gli estremi del "contrassegno invalido" del
soggetto autorizzato ad usufruirne". Il disabile che è gia' in possesso del
"contrassegno invalido" dovra' presentare specifica richiesta motivandola con
riferimenti alla alta densita' di traffico nella zona interessata (che può essere anche
il luogo di lavoro), indicando il possesso o comunque la disponibilita' dell'autoveicolo e
l'abilitazione alla guida.
Per l'interdizione serve sempre l'avvocato?
Ho una
nipote cerebrolesa dalla nascita che ha raggiunto la maggiore eta'. I Servizi Sociali
consigliano di iniziare un procedimento di interdizione tramite un avvocato perché
altrimenti i tempi della procedura dufficio sarebbero troppo lunghi. Purtroppo non
possiamo permetterci di pagare un professionista. Non è possibile fare qualcosa?
A.G. -
Castronno - Va
Finalmente dopo anni di tentativi la Procura di
Milano ha recepito lorientamento gia' assunto da tempo dalla Procura di Torino
accettando le domande di interdizione presentate dal genitore senza ausilio di avvocato e
promuovendo dufficio la procedura. Cercheremo di ottenere dalla Procura di Varese la
stesso trattamento e ve ne daremo notizia sul prossimo numero del Lisdha news.
Insegnante disabile ma l'aula è al secondo piano
Mia madre, invalida civile affetta da gravi problemi di
deambulazione, è insegnante elementare e le è stata assegnata unaula al 2° piano
di un edificio sprovvisto sia di ascensore che di servoscale. Visto il disagio ed il
pericolo sempre piu' grave per il peggioramento delle sue condizioni di salute, quali
strumenti concreti possono utilizzarsi per risolvere la situazione?
G.P. Cerignola (Fg)
Gli edifici scolastici devono essere resi accessibili mediante
labbattimento delle barriere architettoniche da parte dei comuni di riferimento.
Questo è un dovere che in caso di inosservanza può legittimare la denuncia alla procura
della Repubblica del sindaco competente. Peraltro visto il pericolo alla salute del
lavoratore la responsabilita' ricade anche sullincaricato alla sicurezza scolastica
e, quindi, sul direttore scolastico che ha assegnato le aule senza prevedere le
difficolta' di sua madre. Nel caso esistano aule piu' accessibili, sua madre faccia
espressa richiesta di trasferimento della sua classe diffidando il direttore responsabile
ad adempiere ai propri doveri di sicurezza nei confronti degli insegnanti facendo presente
che, in caso di mancato tempestivo intervento, dovra' rivolgersi allautorita'
giudiziaria. In prima istanza invierei la lettera anche al provveditore e ai sindacati.
Ho vinto il concorso ma
non mi assumono
Sono un paraplegico e, pur avendo vinto un concorso per titoli ed esami
nella P.A. Regionale (Campania) con graduatoria finale approvata con delibera della Giunta
e successiva nomina che mi definiva "assunto" dal 1° gennaio 2000, al termine
di un corso di aggiornamento professionale previsto da uno specifico articolo del bando,
sono stato sospeso in attesa che un "Organo Competente" si esprimesse in merito
alla mia situazione di invalidita' e compatibilita' lavorativa. Il Ministero del Lavoro e
Previdenza Sociale di Napoli ha espresso un parere negativo, senza prendere una posizione
definitiva, basandosi esclusivamente sull'invalidita' al 100%, ma la P.A. non mi ha
comunicato alcuna esclusione, in piu' non risponde ai solleciti da me spediti ai sensi
della legge Bassanini. Cosa posso fare? Preciso che sin dalla presentazione della domanda
di ammissione al concorso ho specificato la mia condizione allegando documentazione
medica.
Antonio
Afeltra
Chieda di essere immediatamente reinserito nei suoi diritti tramite un
legale, magari rivolgendosi ad una associazione di categoria come l'Anmic presente su
tutto il territorio o anche tramite i sindacati. E' da anni che i giudici confermano la
possibilita' di svolgere un proficuo lavoro anche a chi è invalido al 100%. Peraltro nel
suo caso, visto che è paraplegico e quindi non ha problemi agli arti superiori, non
capisco come sia ancora possibile dubitarne, a meno che si tratti di un lavoro che deve
necessariamente svolgersi in piedi. Anche in questo caso dovrebbero dimostrare che nessun
ausilio può permettere lo svolgimento di quella specifica attivita'. E' opportuno che si
faccia rilasciare dall'Asl un certificato che specifichi che nel suo caso non vi sono
incompatibilita' con il lavoro da svolgere.
Parcheggi riservati occupati: come intervenire?
Recatomi alla Esselunga di
Induno in un giorno di massima utenza ho visto parcheggiare un giovanotto rampante, alla
guida di una potente fuori strada, sprovvista dellapposito permesso, nellunico
posto libero riservato ai disabili. Alla mia contestazione mi ha risposto che non c'era
altro posto. Contrariato mi sono recato presso la direzione del supermercato per far
presente lepisodio. Mi hanno risposto di non avere alcun potere in merito e,
pertanto, hanno chiamato i vigili di Induno, che a loro volta hanno dichiarato la loro
incompetenza dato che il parcheggio è proprieta' privata. Come si può far rispettare il
diritto dei disabili alla priorita' nei posti riservati su area privata?
G. L. - Induno
(Va)
E' vero che essendo privato il parcheggio i vigili urbani
possono avere problemi di competenza. Peraltro la direzione del supermercato ha il dovere
di mettere a disposizione un certo numero di posti riservati ai disabili in proporzione
alla portata complessiva del parcheggio. Essendo la proprieta' libera di destinare a chi
vuole una parte dei propri spazi, qualora vi siano abusi, può ricorrere alle forze
pubbliche chiedendo di far rispettare la propria volonta'. Anche i vigili urbani potevano
intervenire visti i poteri attualmente loro assegnati. Peraltro, culturalmente, interventi
sulle proprieta' private possono trovare maggiore risposta chiedendo lintervento ai
carabinieri od alla polizia. Chiederemo comunque alle associazioni di svolgere una
campagna di sensibilizzazione dei dirigenti dei supermercati e anche dei vigili.
Barriere architettoniche in un cimitero
Sono unoperatrice del Servizio Informa-handicap di Racale (Le). Un
utente mi ha inoltrato la seguente richiesta: il cimitero del paese è strutturato su tre
livelli raggiungibili tramite scale; ne deriva limpossibilita', sia per gli anziani
che per i disabili, di raggiungere da soli il livello superiore. Ciò sarebbe possibile
solo con linstallazione di un servoscala il cui costo, però, la Confraternita (di
cui lutente fa parte) non è in grado di sostenere per intero. La domanda è la
seguente: chi può concorrere a tale spesa visto anche che trattasi di "abbattimento
di barriere architettoniche"?
S. C. di
Racale (Le)
Anche in questo caso
valgono le norme relative allabbattimento delle barriere architettoniche negli
immobili pubblici. Se il cimitero non è di nuova costruzione ed addirittura rientra tra i
beni di valore storico-artistico è difficile immaginare modifiche rilevanti alla
struttura. Se, invece, non vi sono particolari vincoli, deve essere considerato come un
qualsiasi altro edificio pubblico ed il Comune ha lobbligo di garantire la
fruibilita' dellimmobile ai disabili, provvedendo allinclusione dello stesso
nel proprio piano di eliminazione delle barriere architettoniche.
Ha bisogno di un
assistente ma il Comune non ha i soldi
Nostro figlio frequenta la scuola materna e necessita di un assistente
per le necessita' quotidiane. Siamo stati costretti a sollecitare il Comune diverse volte
per lassegnazione di personale specializzato allinizio di ogni anno
scolastico. Il Comune può rifiutarsi di inviare un assistente per mancanza di fondi?
Famiglia Negri
La scuola materna non rientra nellobbligo scolastico e
pertanto non si può invocare la responsabilita' degli organi della scuola
dellobbligo. In questo caso, la competenza è del Comune il quale, purtroppo, ha
ampia discrezionalita' nellassegnazione delle risorse relative allassistenza.
La legge al momento è alquanto carente, soprattutto nellindividuazione dei doveri
degli enti preposti. Speriamo che venga approvata al piu' presto la legge quadro
sullassistenza.
Reddito e case comunali
Ho una
disabilita' al 100% e lavoro come impiegato nellamministrazione scolastica. Avendo
ormai raggiunto leta' di anni 45 vorrei trasferirmi in un appartamento nel Comune in
cui svolgo la mia attivita' anche come presidente di una associazione. Preciso che
attualmente sono comproprietario della casa in cui abito, insieme a mia madre e a mia
sorella.
Questultima abita
nellappartamento superiore mentre mia madre ed io abitiamo in quello a piano terra
dove non cè nemmeno una stanza autonoma per me. Ho fatto domanda per partecipare
allassegnazione delle case comunali ma mi è stato detto che il mio reddito verra'
calcolato insieme a quello di mia madre, visto che attualmente coabitiamo. In questo modo
sara' difficile avere il punteggio sufficiente per lassegnazione. E possibile
fare qualcosa?
C. E. Varese
Effettivamente le norme che regolano la materia prevedono che
la domanda del disabile convivente con altri familiari contenga anche la documentazione
dei redditi di questi ultimi ai fini del calcolo dei requisiti. La motivazione di queste
norme risiede nel fatto che molti nuclei familiari, pur non avendone il diritto, hanno
usufruito dellalloggio assegnato al familiare disabile. Consiglio comunque di
presentare ugualmente la domanda corredata di tutti i documenti richiesti con una lettera
accom- pagnatoria nella quale si presenta la necessita' di autonomia della persona
disabile allegando magari anche una dichiarazione dei familiari conviventi nella quale
questi ultimi attestino di non avere alcuna intenzione di trasferirsi e si impegnano a non
farlo. Nel caso di mancata assegnazione del punteggio relativo al solo disabile senza
considerazione dei familiari conviventi potra' essere fatto ricorso alla commissione
competente.
Che cosa si intende per barriera architettonica?
Quando
un ostacolo (tipo scalino di marciapiede o similare) è considerato una barriera
architettonica? Esiste unaltezza minima definita per legge o è un dato soggettivo?
Esiste insomma una
definizione di barriera architettonica?
F.A.
Per barriere architettoniche si intendono:
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilita' di
chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacita' motoria
ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e
sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono
lorientamento e la riconoscibilita' dei luoghi e delle fonti di pericolo per
chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipoventi e per i sordi.
La pavimentazione del percorso pedonale deve essere antisdrucciolevole.
Eventuali differenze di livello tra gli elementi costituenti una pavimentazione, devono
essere contenute in maniera tale da non costituire ostacolo al transito di una persona su
sedia a ruote e avere un altezza massima di 2,5 cm.
Scalino di marciapiede = ostacolo - soluzione: rampa con pendenza max.
8%
Scala = ostacolo - soluzione: servoscala o piattaforma; elevatrice o
ascensore.
La giustizia non ci difende
Sono una persona disabile di 48
anni, vivo solo e con la mia carrozzina riesco, con molti sacrifici, ad organizzarmi nel
mio appartamento.
Nel 1997 sono stato derubato da una
persona che aveva abusato della mia buona fede. Dopo 3 anni dalla denuncia cè stato
un processo che ha completamente scagionato la persona sopraddetta.
Mi domando se la giustizia è in
gradi di difendere le persone disabili gravi come me.
G.O. di Sumirago (VA)
Abbiamo voluto proporre ai lettori questa triste esperienza perché
molti altri disabili hanno vissuto situazioni analoghe. Il problema della giustizia è
quello riguardante la prova dei fatti denunciati.
Spesso i disabili devono farsi aiutare da altre persone che entrano
nella loro casa superando le normali barriere difensive. Per chi non è autosufficiente è
piu' difficile selezionare le persone che entrano nel proprio domicilio e soprattutto
tenerle lontane dai luoghi piu' riservati ed intimi.
E chiaro che in mancanza di testimoni o indizi gravi precisi e
concordanti è difficile sostenere laccusa nei confronti di chi abbia abusato della
situazione.
Vale quindi la regola generale di essere prudenti cercando di custodire
almeno gli oggetti di valore in luoghi sicuri, anche per evitare di accusare ingiustamente
quelle persone che invece si prodigano in buona fede.
Disabili
e riduzione di orario
Vorremmo avere informazioni
circa la riduzione dellorario di lavoro per le persone disabili.
Elisa e Paola
La legge non parla di riduzione dellorario di lavoro ma di
permessi giornalieri od orari di cui il disabile lavoratore ha il diritto di usufruire
alternativamente (art. 33 L. 104/92). Lultima circolare Inps che regolamenta questa
materia tormentata è la n. 133 del 17 luglio 2000 che prevede i criteri di conversione
dei permessi giornalieri in permessi orari e viceversa.
Permessi di lavoro se la moglie è casalinga
Vorrei
capire meglio la legge 8/3/2000 n. 53 riguardo ai 3 giorni di permessi mensili concessi al
padre di una disabile (grave) la cui moglie sia casalinga. AllInps mi hanno detto
che questi permessi non possono essere concessi al padre lavoratore qualora la madre del
disabile sia casalinga e munita di patente. Noi siamo emigrati dalla nostra regione per
motivi di lavoro e non abbiamo parenti che ci possano dare una mano. Quindi, quando mio
marito va al lavoro io mio trovo da sola ad assistere il mio bambino, disabile grave,
incontrando molte difficolta'. Potete dirmi se questa applicazione della legge è
corretta?
G.C. Varese
Parlando di bambino presumo che si tratti di figlio minorenne e se ciò
è vero linterpretazione data alla nostra lettrice è assolutamente errata. La
circolare Inps 17 luglio 2000 n.133 prevede espressamente che: "è ora possibile per
il genitore lavoratore fruire del prolungamento dellastensione facoltativa o dei
riposi orari fino ai 3 anni di eta' del bambino nonché dei giorni di permesso dopo i 3
anni e fino ai 18, anche qualora laltro genitore non abbia diritto a tali benefici
(perché, ad esempio, è casalingo/a, non svolge attivita' lavorativa, è lavoratore
autonomo ecc.)". Nel caso in cui, invece, il figlio disabile sia maggiorenne, secondo
la stessa circolare "ai fini della concessione dei permessi non debbano essere
presenti nella famiglia altri soggetti che possano fornire assistenza" . Oltre ai
motivi, obiettivamente rilevanti, di impossibilita' allassistenza da parte del
genitore non lavoratore, da accertarsi con valutazione medico-legale, la predetta
circolare elenca altri motivi tra cui "la mancanza di patente di guida del non
lavoratore; motivo valido, peraltro, solo se il lavoratore documenta la necessita' di
trasportare, nei giorni richiesti, il figlio o parente handicappato per visite mediche,
terapie specifiche e simili e dichiara limpossibilita' di far trasportare la persona
handicappata da altri soggetti conviventi non lavoratori, in quanto sprovvisti di patente
di guida."
Sconti sui mezzi pubblici
Vorrei sapere che
possibilita' ci sono per i disabili - secondo le leggi vigenti - di usufruire dei mezzi di
trasporto pubblici in forma gratuita o a tariffa ridotta.
Claudia Pozzi
assistente sociale Comune di Somma
Lombard o
La legge quadro 104/92 all'art 26 prevede il diritto dei disabili di
usufruire dei servizi pubblici "alle stesse condizioni degli altri cittadini".
Nessun riferimento viene fatto alla gratuita' o altre agevolazioni. E' vero che si prevede
un'apposita disciplina regionale con "piani di mobilita' per persone
handicappate", che avrebbero dovuto essere emanata entro il 1992. La Regione
Lombardia ha assegnato alle Province la competenza relativamente ai predetti piani di
mobilita' (v. art. 4, L. Reg. Lomb. n. 22/1998). Dovendo accedere alle stesse condizioni
degli altri il disabile con necessita' di accompagnatore dovra' pagare un solo biglietto
risultando considerato in questo anche quello dell'accompagnatore.
Eventuali agevolazioni non previste dalla normativa regionale
potrebbero essere riconosciute dalla normativa locale, Provinciale e Comunale. Rimane
comunque l'ampia discrezionalita' dei Servizi Sociali di questi due enti che andrebbero
interpellati formalmente con una richiesta scritta (a mezzo raccomandata AR) da parte
degli interessati.
Siamo a conoscenza di un'iniziativa politica regionale per garantire con una legge
apposita il diritto di mobilita' dei disabili mediante il riconoscimento di rimborsi
spese. Ma questo sara' tutto da vedere. Da parte nostra sosterremo ogni iniziativa che
garantisca concretamente ai disabili i diritti essenziali dell'uomo, gia'
costituzionalmente previsti sulla carta da circa 50 anni.
Scooter
vietato al disabile
Sono una persona disabile impiegata
presso una grande azienda. Potete dirmi se la 626 può limitare luso di uno scooter
per disabili sul luogo di lavoro?
Daniela Fasoli - Milano
La legge non detta prescrizioni così precise. E chiaro che
eventuali oggettive ragioni di pericolo per la persona disabile o per gli altri lavoratori
o per gli impianti impongono al datore di lavoro linterdizione del comportamento
pericoloso. La domanda sembra avere a monte una segnalazione da parte di un responsabile
che ne rileva la pericolosita'. Se per lei lutilizzo dello scooter è indispensabile
le consiglio di rivolgersi ad un patronato affinché venga posto il problema in modo
formale magari nominando un perito per la valutazione dellimpatto sulla sicurezza
delluso del mezzo da lei in uso e con lincarico di valutare, eventualmente,
altri mezzi sostitutivi privi di controindicazioni.
Negli spazi blu con il contrassegno
Il contrassegno per
parcheggiare negli spazi riservati ai disabili permette anche di usufruire degli spazi blu
a pagamento?
C. V - Busto A.
Il nostro lettore vuole sapere se il contrassegno da' diritto a
parcheggiare gratuitamente negli spazi blu. Al momento tale diritto non sussiste e alcune
associazioni si sono mobilitate per richiedere ai sindaci di emanare provvedimenti
specifici per permettere ai disabili titolari del contrassegno di parcheggiare
gratuitamente anche nelle zone soggette a tariffazione. Vista la competenza degli enti
locali in materia occorrerebbe promuovere delle istanze in ogni comune affinché il
Sindaco si pronunci sul tema.
Ancora troppi uffici off limits
Ho 23 anni e sono in carrozzina da 5. Dopo i
primi due anni di rifiuto della mia condizione ho ripreso a vivere cercando di fare tutto
quello che la vita mi offre lopportunita' di provare. Posso dire che la disabilita'
fisica, anche grave, come nel mio caso, non ti toglie il gusto di vivere e per certi versi
apre orizzonti nuovi, soprattutto con i mezzi oggi disponibili. Purtroppo sono
continuamente sottoposto a frustranti rinunce dovute al fatto che la mia carrozzina
elettrica non entra nei luoghi pubblici dove si incontrano i miei amici. Sono stufo. Che
cosa posso fare per cambiare la situazione? Posso denunciare il gestore di un bar o un
amministratore pubblico per la frustrazione che procura alle persone come me?
A.R. Milano
Abbiamo gia' trattato la questione ma le molteplici richieste ci
spingono a pubblicare questa lettera che esprime in modo veramente emblematico il
problema. Sul Lisdha News abbiamo anche pubblicato delle formule per denunciare le
violazioni.
Cogliamo loccasione per segnalare e appoggiare liniziativa
dellavvocato penalista Mario Allegra che, a sua volta costretto in carrozzina, dal
sito www.disabili.com invita a denunciare le violazioni, ad "avere il coraggio
di chiedere il rispetto della legge perché in uno Stato di diritto essa deve sempre
trovare attuazione altrimenti diventa carta straccia". Riportiamo di seguito i suoi
consigli. "Ogniqualvolta ci troviamo di fronte ad un edificio pubblico o aperto al
pubblico dove si svolge la vita di relazione che presenta delle barriere architettoniche
che ci impediscono di entrare come tutti gli altri cittadini che non hanno difficolta'
motorie, possiamo chiamare i vigili urbani oppure la Polizia per denunciare latto di
discriminazione che subiamo e far contestare ai titolari degli esercizi pubblici
lillecito amministrativo previsto dallart. 23 comma 5 Legge 104/92 che prevede
una sanzione amministrativa da lire 1.000.000 a lire 10.000.000 e la chiusura
dellesercizio da uno a sei mesi.
Oppure possiamo presentare una denuncia allAutorita' Giudiziaria utilizzando lo
schema riportato di seguito.
Schema di
denuncia penale per edifici pubblici e privati aperti al pubblico che presentano barriere
architettoniche.
Al Sig. Procuratore della Repubblica di..................
Il sottoscritto (generalita' e domicilio) e/o nella qualita' di
presidente dellassociazione (denominazione e sede sociale), espone quanto segue:
Laccesso al pubblico esercizio denominato.......sito nel comune
di................in via............n...è di fatto precluso alle persone disabili
portatori di limitazioni motorie e che quindi la struttura edilizia non appare conforme
alla normativa in materia di eliminazione delle cosiddette barriere architettoniche.
Infatti ledificio presenta le seguenti barriere: (descrizione
sintetica delle barriere: scalini, porte strette, mancanza di ascensore, mancanza di
servizi igienici, ecc.).
Tale fatto sembra integrare gli estremi del reato di cui allart.
24 comma 7° legge 5 febbraio 92 n. 104 che prevede: "Tutte le opere realizzate negli
edifici pubblici o privati aperti al pubblico in difformita' dalle disposizioni vigenti in
materia di accessibilita' e di eliminazione delle barriere architettoniche, nelle quali le
difformita' siano tali da rendere impossibile lutilizzazione dellopera da
parte delle persone handicappate, sono dichiarate inabitabili e inagibili. Il progettista,
il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per lagibilita'
o labitabilita' ed il collaudatore, ciascuno per la propria competenza, sono
direttamente responsabili. Essi sono puniti con lammenda da Lire 10.000.000 a Lire
50.000.000 e con la sospensione dai rispettivi albi professionali per un periodo compreso
da uno a sei mesi"
Pertanto il sottoscritto chiede che la S.V. Ill.ma proceda ad iniziare
unindagine penale onde accertare se tale reato è stato commesso punendo gli
eventuali responsabili. Si chiede altresì che lindagine accerti anche se le
autorita' competenti hanno compiuto tutti gli atti dovuti per evitare la commissione del
reato e per ottenere la eliminazione delle barriere architettoniche come previsto dalla
legge.
Il sottoscritto chiede un intervento immediato della S.V. anche con
eventuale sequestro penale, onde evitare che il reato venga portato ad ulteriore
conseguenze, come il divieto di accesso ai disabili che determina una gravissima forma di
discriminazione punita, tra laltro, dallart.23 comma 5° Legge 104/92 cit..
Con riserva di costituirsi parte civile e con espressa richiesta di essere informato nel
caso di richiesta di archiviazione.
Con i migliori ossequi.
Data........................
Firma....................... |