|
L'assistenza che vogliamo |
|
Il concetto di vita indipendente può essereinteso come la possibilita' per la persona con disabilita' di compiere delle scelte (qualsiasi tipo di scelta) con le sole limitazioni che hanno le persone senza disabilita'. E' logico quindi che in presenza di disabilita' gravi la vita indipendente possa essere attuata esclusivamente con un servizio di assistenza personale. Per assistenza personale si deve intendere la presenza accanto al disabile, di un professionista, adeguatamente retribuito, che gli permetta di compiere azioni che altrimenti sarebbero impossibili. Si tratta quindi di un rapporto di lavoro, dove la persona con disabilita' è il datore e l'assistente l'impiegato. In parole semplici la persona con disabilita' riceve dall'amministrazione pubblica una cifra con cui pagarsi il servizio, ma è lui a formare, addestrare, decidere chi assumere, gli orari e le mansioni. L'assistenza personale autogestita è una modalita' di servizio alla persona fortemente richiesta e avviata in diversi paesi, particolarmente nel nord Europa. E' una modalita' di servizio nuova ed innovativa, che si differenzia notevolmente dalle forme assistenziali tradizionali ed è una concreta alternativa al ricovero in qualunque tipo di struttura residenziale. Nasce dalla richiesta da parte della persona con disabilita' che desideri gestire in prima persona la propria assistenza, di un determinato numero di ore settimanali o mensili di assistenza, sulla base della propria valutazione dei bisogni e delle progettualita' di vita. Ne segue la valutazione da parte dell'ambito socio-assistenziale. Si concorda un prezzo orario medio da erogare. La persona con disabilita' sceglie e assume direttamente il o i propri assistenti. Ne cura e gestisce direttamente la formazione. Ne concorda direttamente mansioni, orari e retribuzione. Ne giustifica a norma di legge la spesa che deve essere esclusivamente a questo titolo. L'assistenza personale autogestita permette di vivere a casa propria senza gravare sulla famiglia e di organizzare la propria vita come fanno le persone senza disabilita'. Permette alle famiglie di essere libere da oneri assistenziali per forza di cose finora obbligatori. In particolare:
Cosa prevedono le leggi 104 162 e 328 e
a chi si applicano Gli effetti dei limiti di tali leggi Un ruolo molto ampio, a nostro avviso preoccupante, è assegnato dalla legge 328/2000 al terzo settore e cioè alla cooperazione sociale. Non solo il terzo settore partecipa "alla gestione e all'offerta dei servizi" ed è uno dei "soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi" (art. 1, comma 5), ma gli Enti locali, le Regioni e lo Stato sono tenuti a promuovere "azioni per il sostegno e la qualificazione dei soggetti operanti nel terzo settore anche attraverso politiche formative ed interventi per l'accesso agevolato al credito ed ai fondi dell'Unione europea" (art. 5, 1° comma). È addirittura stabilito che "sulla base di un atto di indirizzo e coordinamento del Governo" le Regioni debbano adottare "specifici indirizzi per regolamentare i rapporti tra enti locali e terzo settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona" (art. 5 comma 3). Come risulta evidente, mentre il Parlamento ed il Governo non hanno voluto dare alcuna garanzia agli utenti dei servizi sociali, hanno definito sia sul piano dei principi generali, sia con molti e precisi dettagli il campo di azione del terzo settore. La speciale benevolenza della legge 328/2000 nei confronti del terzo settore è la conseguenza diretta dell'intesa fra il Governo e il terzo settore sottoscritta il 12/2/99. Una delle caratteristiche salienti dell'accordo è il riconoscimento da parte del Governo del terzo settore quale soggetto politico, sociale ed economico in grado sia di "corrispondere in modo efficace alla domanda insoddisfatta di servizi di interesse collettivo e al diffuso bisogno di "beni relazionali" necessari per la convivenza civile e la coesione sociale", sia di incentivare "l'occupa- bilita' di lavoratori svantaggiati". In concreto, questi soggetti, se senza congiunti o altri che ne rivendichino i diritti, sono emarginati presso le cooperative sociali. Gli operatori dei servizi sociali, come avviene gia' attualmente, hanno ampie possibilita' discrezionali di inviare nelle cooperative sociali i soggetti che vogliono. Il compenso del lavoro svolto può anche essere irrisorio. D'altro lato, se l'utente reclama, rischia di essere espulso e di rimanere abbandonato a se stesso. Disastrose sono, a volte, le conseguenze per gli utenti delle strutture (comunita' alloggio, centri diurni ecc.) gestite da cooperative sociali: bambini senza famiglia, adolescenti in difficolta', handicappati intellettivi ecc. Le loro difficolta', infatti, vengono accentuate dal continuo cambiamento degli operatori che sono alla continua ricerca di posti di lavoro piu' remunerativi. Soffrono per l'incessante susseguirsi di nuovi addetti e per le continue mutazioni dei programmi e dei metodi educativi. ENIL Italia PETIZIONE POPOLARE Denunciata la discrezionalita' dei comuni
sull'assistenza ai disabili e la non esigibilita' della stessa. Ancora
molta strada da percorrere per arrivare al reale riconocimento della
liberta' di scelta, dignita' e autodeterminazione del disabile. Al Presidente della Repubblica Vi vengono oggi consegnate le firme secondo
quanto previsto dall'art. 50 della nostra Costituzione che si sono
raccolte attraverso una petizione popolare indetta dall'e-group Vita
Indipendente di Yahoo groups il cui url è http://it.groups.yahoo.com/group/VitaIndipendente/ Questi i punti essenziali della nostra petizione: 1) Esigibilita' ed applicazione effettiva, nella sua concretezza, della L. 162/98 che promuove la Vita Indipendente per tutte le persone con disabilita' in stato di gravita' ai sensi della L.104/92. 2)Necessaria promul- gazione legislativa che demandi alle Regioni il compito vincolante di erogare l'assegno mensile per la Vita Indipendente. 3) Rendere chiaro e noto che fare
"Vita Indipendente" significa avere la possibilita' , per mezzo
dell'assunzione diretta di assistenti personali, scelti, formati,
addestrati dalle stesse persone con disabilita' che fruiscono del loro
aiuto, di condurre una vita come quella di tutti e di tutte, con pari
opportunita' di vita e di autodeterminazione. Nella filosofia della Vita
indipendente non ha importanza per quali ragioni abbiamo una disabilita'.
Quello che importa è il riconoscere che tutti, indipendentemente dal tipo
e dal grado della loro disabilita', possano imparare ad assumersi maggiore
responsabilita', a prendere piu' decisioni riguardo alla loro vita e ad
apportare un contributo maggiore alle loro famiglie, comunita', economia e
mercato del lavoro. 4) Affinché ciò possa avvenire oggi, le Regioni, in accordo con i Comuni o le Asl, devono ogni anno stanziare puntualmente il contributo richiesto per ogni progetto individualizzato presentato da ciascuno/a disabile. 5) Eliminazione, nella L.104/92, all'art.9
titolato "Servizio di aiuto per- 6) I contributi per la vita indipendente devono essere equiparati al costo della vita.. 7) Modificare la L.162/98 che demanda alle
Regioni e ai Comuni, il compito di erogare il contributo mensile per la
vita indipendente. Ogni dispersione o gestione dei fondi diversa
dall'obbiettivo legislativo dell'erogazione deve essere considerata
illegittima. Questa richiesta ha anche il significato di eliminare l'uso
arbitrario dei fondi e i vari "passaggi di mano" degli stessi da
parte delle Pubbliche Amministrazioni per mezzo dell'enuncia- zione di
leggi e leggine regionali che permettono appunto la gestione impropria dei
fondi nonché della discrezionalita' amministrativa fondata sull'uso
personalistico e arbitrario dei fondi stessi. 8) Eliminare la discrezionalita' di recente introdotta nell'uso del Fondo sociale nazionale (il Governo in sostanza ha modificato la normativa riguardante il fondo in modo da riservarsi la facolta' di poterlo utilizzare per fini estranei alle politiche sociali; (vedi mucca pazza " ? ", giovani coppie). 9) Estendere ed ampliare alle altre persone disabili la facolta', prevista nell'ultima finanziaria per le sole persone non vedenti, di richiedere l'assegnazione di un obiettore o volontario del servizio civile per mansioni di accompagnamento 10) L'assistenza personale indiretta deve essere finanziata anche con la riconversione delle rette destinate all'isituziona- lizzazione delle persone con disabilita'. (Istituti e centri diurni) . Esse non possono e non devono essere considerate in alcun modo gli unici fondi a disposizione per coprire la spesa in questione. 11) Così dicasi della somma elargita per i
soggiorni estivi organizzati dall' Aias che deve esse- 12) E' necessario permettere la
partecipazione attiva delle persone con disabilita' in prima persona o
delle loro famiglie alla stesura ed alla realizzazione dei progetti che
gli enti locali, oggi, dicono di proporre in loro favore. Questa prassi
deve diventare vincolante per l'approvazione e il finanziamento di questi
progetti da parte della Regione. Vogliamo spezzare il monopolio dei
professionisti che parlano a nostro nome, definendo i nostri problemi e
suggerendo le soluzioni per le nostre necessita'. Il punto di vista di
ogni persona con disabilita' per quanto riguarda la sua vita deve essere
accettato, condiviso. 13) La condizione dello stato di gravita' deve permettere al/la disabile di poter usufruire del contributo con l'avvento della stessa e con la presentazione del relativo progetto, immediatamente e senza attendere mesi. 14) Le persone con disabililita' di cui sopra non devono essere oggetto di discriminazioni economiche da regione a regione. I nostri bisogni sono gli stessi. 15) Che venga applicato sempre il Dlgs 3/5/00 n. 130 come previsto all' art. 3 comma 4 punto 2 ter , al fine di impedire la caduta in stato di poverta' della famiglia del/la disabile e la conseguente presa in carico sociale di tutta la famiglia per il sostegno economico previsto per le famiglie indigenti. Inoltre la mancata applicazione di tale decreto lederebbe la liberta' e l' uguaglianza (nei diritti e nei doveri) costituzionalmente sancita di diritto per tutti i cittadini indipendentemente dalla posizione economica, religione, idee politiche ecc. ecc. Caro Presidente, siamo certi che queste
nostre sollecitazioni troveranno in |