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Pendenza dei marciapiedi |
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Che cosa è la pendenza
trasversale dei marciapiedi Non sempre viene compreso, anche da parte
di molti tecnici, perché chi si occupa del problema della mobilita' della
persona in carrozzina sottolinea sempre la necessita' che la pendenza
trasversale, quella cioè perpendicolare all'asse del marciapiede, sia
mantenuta nei limiti previsti dalle norme tecniche in vigore e cioè con
il massimo dell'1%. Il che vuol dire che su un normale marciapiede largo
1,5 metri il dislivello tra un lato e l'altro del marciapiede stesso non
deve superare 1,5 cm. In sostanza è consentita solamente la pendenza
sufficiente per il deflusso dell'acqua piovana. Se le carrozzine devono liberamente circolare, come è logico che sia, occorre tenere sempre presente la necessita' che le citate ruotine possano "rotolare" senza ostacoli (quindi eliminando dislivelli anche minimi se non ben raccordati) e possano essere mantenute nella direzione voluta senza dover contrastare la loro tendenza a disporsi verso la parte discendente di un percorso seguendo appunto la sua pendenza trasversale. Occorre aggiungere che il disabile in carrozzina procede normalmente per impulsi simmetrici sulle ruote per sfruttare l'inerzia della carrozzina. In questa fase egli deve, dopo ogni spinta, staccare le mani dalle ruote per poi riposizionarle per un'ulteriore spinta. Ed è durante questa manovra che la pendenza trasversale eccessiva prende il sopravvento causando nel disabile grandi difficolta' per mantenere la direzione in quanto egli è costretto, per non deviare dal percorso, ad esercitare uno sforzo continuo frenando una ruota e spingendo l'altra. Anche chi spinge una carrozzina come accompagnatore si accorge subito della differenza esistente tra il percorso in piano e quello con pendenza trasversale. Tutto sommato è preferibile spingere una carrozzina in salita (purchè la pendenza non superi il 5-8%) in quanto vi è simmetria di sforzi e la direzione è mantenibile con facilita'.
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