Libri

 

Progetto Giasone

Il volume presenta l'esperienza del 'Progetto Giasone', una serie di azioni coordinate sviluppatesi a Varese a partire dal 1994 - con al centro l'allora Ussl n.8 - per promuovere l'inserimento lavorativo dei disabili, specie psichici.

"Qual è il livello di integrazione possibile per i disabili nell'impresa?",

 "Quali vie sono possibili per dimostrare che il disabile può non essere un peso sociale"? Da siffatti interrogativi ha preso le mosse il 'Progetto Giasone'.

Certo non basta dire:

"C'è la legge sull'inserimento lavorativo dei disabili". La legge non può imporre di per sé sola tutti quei comportamenti virtuosi idonei a condurre al miglior possibile inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.

Il 'Progetto Giasone' storicamente nasce da una piccola esperienza: l'inserimento di due disabili mentali negli uffici (biblioteca, asilo nido) del Comune di Gorla Maggiore (Va). Ma gia' nel 1998 aveva coinvolto oltre trecento disabili.

Non è in verita' facile trarre dal libro un quadro del 'Progetto Giasone'. Il linguaggio e i concetti non sono sempre di agevole comprensione, i commenti sono mescolati con i dati di fatto; addirittura molti dati di fatto essenziali per comprendere il 'progetto' sono collocati nella seconda parte del volume mentre la prima è dominata da affermazioni che presuppongo una conoscenza della storia, dei problemi, dei risultati che al lettore non viene data.

Ma se si superano tali difficolta' si entra a poco a poco in una esperienza ed infine in una logica su cui vale la pena di riflettere. A poco a poco si delinea il grande errore che segna le comuni esperienze di inserimento lavorativo dei disabili: la passivita'. Che cosa accade per lo piu'? Le imprese subiscono la legge che impone loro di inserire disabili. Gli amministratori e i funzionari pubblici fanno quel che la legge gli impone di fare. I disabili infine subiscono un mondo del lavoro e un pubblico potere che vogliono ricondurli a determinati schemi ("Ecco: questo è il lavoro per te"). Ma com'è possibile affrontare un problema non banale come quello dell'inserimento lavorativo dei disabili senza (usando un linguaggio corrente che non è quello del libro), senza entusiasmo?

Dall'esperienza del 'gruppo di lavoro' (clinici, assistenti sociali, educatori ecc.) che ha dato vita al 'Progetto Giasone' emerge come sia necessario e possibile per tutti i protagonisti - operatori pubblici, manager, disabili ecc. - recuperare (usando una terminologia del testo) il 'desiderio' con la sua forza. Il desiderio del disabile di lavorare, che si concretizza senza spegnersi ma anzi sviluppandosi attraverso una valutazione fatta insieme delle sue risorse nel quadro di un'immagine realistica del lavoro. Il 'desiderio' dei responsabili d'impresa, inscritto nel codice genetico di quest'ultima, di 'valorizzare' i fattori produttivi, a partire dal fattore lavoro. Il desiderio degli operatori pubblici di un agire davvero utile. Al di la' degli aspetti tecnici, alla fine della lettura ci si ritrova con un messaggio forte e non banale (e che comunemente non troviamo nelle riflessioni sul tema): è possibile un'esperienza di inserimento lavorativo dei disabili nella quale tutti i protagonisti realizzino appieno sé stessi.

Ada Frontini - Stefano Gastaldi - Giuseppe Pozzi (a cura di),
Progetto Giasone.
Cultura d'impresa, rischio di emarginazione e inserimenti lavorativi,
FrancoAngeli,
Milano 2002, pp.221,
 euro 16,50.

Nuvole diverse

Handicap e fumetto in una monografia di Accarparlante

La collana monografica trimestrale "HP/Accaparlante", alla sua seconda uscita per il 2002, si riveste di tavole illustrate e nuvole di parole: si parla infatti del rapporto tra fumetti e disabilita'. Se è vero che il fumetto è "il diversabile dei media", con la sua potenza e contaminazione linguistica, non può stupire che l'handicap abbia fatto molto spesso la sua comparsa sulle strisce che appassionano bambini e, oggi forse ancor di piu', adulti.

I curatori della monografia, Stefano Gorla e Paolo Guiducci, sono giornalisti ben navigati in materia di comics, e sono tra i piu' importanti esponenti di quella pubblicistica che, da "Apocalittici e integrati" di Umberto Eco in poi, ha contribuito a rimuovere dal fumetto l'etichetta di arte "bassa", per evidenziarne le potenzialita' linguistiche e le capacita' di esprimere con grande liberta' sogni e paure della contemporaneita'. La loro scelta è quella di costruire in "Accaparlante" un alfabeto del rapporto tra disabilita' e fumetto, in cui ad ogni lettera è associata una voce, come "Carrozzelle", "Genitori", "Politically Correct" o "Vecchiaia". Ogni parola diventa così occasione per analizzare un aspetto della rappresentazione fumetti- stica dell'handicap, con tutte le sue varianti nel tempo e nelle culture.

Emerge in questo modo, ad esempio, che mentre nel fumetto anglosassone e soprattutto statunitense la disabilita' viene rappresentata con un trionfalismo che magari risulta un po' superficiale, nella tradizione italiana l'handicappato viene non di rado mostrato con tutti i suoi difetti, come persona umana in senso pieno (e dunque anche deteriore) e realistico. Oppure, che i pregiudizi sulla disabilita' sono tanto presenti nelle strisce tradizionali (specie se di qualche tempo fa) quanto combattuti da fumetti piu' border-line, o magari creati apposta per fare capire la diversabilita' ai bambini. Né poteva mancare un approfondimento su "Rat-man", il personaggio di carta di fine millennio, che parodizza con la propria banalita'/incapacita' il mito, sociale prima che fumettistico, del supereroe.

Naturalmente, il numero è ricco di tavole di ogni genere, dalla Disney alla Marvel fino a "Colla", il personaggio con sindrome di Down creato dal CEPS. I non-fanatici possono così capire meglio di cosa si parla, e magari per questa via unirsi alle schiere di appassionati del fumetto, un medium che, anche con rimozioni e forzature, ha da sempre il coraggio raro di un discorso maturo sull'handicap.

Per ricevere la monografia o chiedere ulteriori informazioni, rivolgersi a:

Associazione CDH
Centro Documentazione Handicap,
via Legnano 2 40132 Bologna,
tel. 051/6415005 fax 051/6415055,
cdh@accaparlante.it,
www.accaparlante.it

Il dono della dislessia

Perché alcune persone molto intelligenti non possono leggere e come possono imparare

Cosa avevano in comune Leonardo da Vinci e Walt Disney? Erano dislessici e come un altro dislessico Ronald D. Davis autore del volume che presentiamo, avevano il dono della creativita' e dell'immaginazione. Dono che, dopo un'infanzia segnata dalle difficolta' di apprendimento permise a Davis, ormai giunto all'eta' di trentotto anni, di rendersi conto di avere la capacita' di leggere a velocita' assolutamente sorprendente. Ciò lo condusse a sviluppare un nuovo rivoluzionario metodo per correggere la dislessia e i disturbi dell'apprendimento in genere. Ronald Davis, oltre ad essere ingegnere e scultore ha fondato il Reading Research Council Dylexia Correction Center, centro che fin dalla sua istituzione nel 1982 ha insegnato a leggere, scrivere e studiare in maniera del tutto normale a oltre 2000 dislessici. In questa volume Ronald parte dall'analisi del problema dislessia, ne elabora una teoria evolutiva e propone il proprio metodo in maniera chiara e comprensibile a chiunque.

Ronald D. Davis,
Il dono della dislessia,
Armando Editore,
euro 14.98.