L'Avvocato risponde

 

Chi paga il servoscala?

Sono affetto da tetraparesi spastica, vivo al terzo piano di un palazzo che all'entrata ha otto scalini ed è impossibile costruire lo scivolo di cemento. La Regione Campania mi ha finanziato una cifra di sette milioni di vecchie lire e il preventivo per un servoscala è di sedici milioni. La legge prevede che il resto sia a carico del disabile o la cifra dovrebbe essere divisa fra i vari condomini? E l'amministratore in tutto questo che facolta' ha?

Angelo - Salerno.

Lei può chiedere all'amministratore con raccomandata A.R. di mettere all'ordine del giorno dell'assemblea l'installazione di un dispositivo per il superamento delle barriere architettoniche. L'amministratore dovra' indire l'assemblea e, solo nel caso in cui la maggioranza dei condomini deliberi l'installazione, la spesa relativa sara' suddivisa tra gli stessi. Nel caso di delibera negativa dell'assemblea il disabile può procedere egualmente all'installazione ma a proprie spese, salvo i rimborsi previsti dalla legge.

La nonna ha diritto all'accompagnamento?

Mia nonna di 75 anni, è invalida civile al 100% per varie patologie e, ultimamente, si è ammalata di leucemia mieloide cronica. La commissione Asl l'ha riconosciuta "soggetto ultrasessantacinquen- ne con difficolta' persistenti a svolgere le funzioni proprie delle sue eta'" senza diritto all'indennita' di accompagnamento. Per fare degli esami è costretta però a recarsi una volta alla settimana in ospedale che dista 25 Km e deve essere accompagnata da una persona perché non può camminare a lungo, salire e scendere gradini da sola, e spesso le medicine che assume le provocano capogiri. Mi chiedo: esistono gli estremi per un ricorso? La sentenza della Corte di Cassazione 1705/99 che riconosce l'indennita' di accompagnamento a chi deve frequentare continuamente l'ospedale per fare la chemioterapia, può essere di aiuto anche per mia nonna?

Elisabetta Pistori

 La sentenza della Corte di Cassazione 1705/99 fa riferimento all'indennita' mensile di frequenza (e non all'accompagnamento) che spetta solo ai minori degli anni 18 ai sensi dell'art.1 della legge n. 289 del 1990. L'importo di tale indennita' è equivalente alla pensione di invalidita' civile. Nel caso di sua nonna non sembrano esserci gli estremi per un ricorso per ottenere l'indennita' di accompagnamento poiché quest'ultima viene concessa nel caso in cui la persona sia permanentemente incapace di svolgere gli atti quotidiani della vita o di deambulare senza l'aiuto di un accompagnatore. Potra' comunque ripresentare la domanda nel caso di aggravamento.

Pensione e accompagnamento

A una mia parente di 20 anni affetta da Sindrome di Down fu riconosciuto all'eta' di 3 anni l'accompagnamento e poi a 18 anni il 100% di invalidita' piu' l'accompagnamento. Mi chiedo: ha diritto a percepire il solo accompagnamento oppure l'accompagnamento piu' la pensione?

Clementina di Martino

La sua parente può percepire sia l'indennita' di accompagnamento che la pensione di invalidita', salvo che non abbia un reddito ulteriore (escluse queste provvidenze) superiore al tetto fissato annualmente (attualmente di Euro 13.103,20).

Sclerosi multipla e invalidita'

Mia moglie, affetta da sclerosi multipla, ha ottenuto l'invalidita' del 67%. Mi hanno detto che potrei fare ricorso per avere una percentuale minima del 93% in base ad una legge che è specifica a questo tipo di patologia. E vero?

Sergio Sorrentino - Pozzuoli Napoli

La percentuale di invalidita' viene attribuita in base al grado di menomazione. Anche nel caso di malattie evolutive si dovra' tener conto della compromis- sione, ai fini lavorativi, che la patologia comporta. E' vero che la commissione medica deve considerare la malattia nella sua progressione ma questo è contemperato con la possibilita' di presentare una nuova domanda di aggravamento in qualsiasi momento così che possa essere valutata la situazione effettiva. Non mi risulta che nel caso della sclerosi multipla esistano disposizioni specifiche in questa materia. Potra' chiedere ulteriori e specifiche informazioni rivolgendosi direttamente al numero verde dell'Aism 800803028 e visitando il loro sito internet www.aism.it

Percentuale per l'invalidita'

Ho 54 anni, soffro di distrofia muscolare e mi è stata ricosciuta un'invalidita' del 70%. Per avere la pensione di invalidita' quale punteggio devo raggiungere?

Lettera firmata

Per ottenere la pensione di invalidita' civile occorre il riconoscimento di una percentuale del 100% e un reddito annuo inferiore ai 13.103,20 Euro. Nel caso in cui venga invece riconosciuta una percentuale di invalidita' superiore al 75% spetta l'assegno mensile di assistenza dello stesso importo della pensione di invalidita' (per l'anno corrente di 223,90 Euro) qualora la persona non superi un reddito annuo di circa 3.500 Euro. Al di sotto del 75% non è prevista alcuna provvidenza economica.

Autorizzazione per il servoscala

Intendo aprire una piccola comunita' alloggio per anziani. La struttura è ubicata su un piano rialzato, per cui sarebbe necessario installare ai lati della scalinata d'ingresso una pedana mobile o servoscala. Come semplice privato, non disabile o tutore o titolare di una potesta' attinente, con le dovute comunicazioni ai condomini, posso installare totalmente a mie spese il servoscala nella scalinata comune d´ingresso alla palazzina oppure ho bisogno di ottenere autorizzazione da una delibera condominiale, come sembrerebbe dalla lettera della legge 13/89?

Dott. Luca Alaimo - Cagliari

La legge prevede le agevolazioni a favore delle persone disabili. Tra queste vi è la facolta' di installare sugli enti comuni condominiali dei dispositivi per il superamento delle barriere architettoniche anche contro la volonta' dell'assemblea. E' evidente che le limitazioni ai diritti dei condomini non possono essere estese al di fuori dei casi previsti dalla legge e, pertanto, nella sua situazione è indispensabile ottenere l'autorizzazione da parte dell'assemblea.

Possono cambiare l'assistente di mio figlio?

Sono la mamma di un bambino disabile di 4 anni che frequenta la scuola materna. Quest'anno, avvertendoci il giorno prima dell'inizio della scuola, gli è stata cambiata l'addetta all'assistenza. Ho parlato con la neuropsichitra la quale ci ha detto che il bambino aveva bisogno di un cambiamento, ma il cambiamento non va discusso con i genitori?

Barbara

Occorre considerare l'autonomia ampia prevista dalla legge a favore delle istituzioni scolastiche e della loro organizzazione. Veri e propri diritti in questo campo da parte dei genitori non sono previsti, salvo quelli esercitabili negli organismi rappresentativi. Per quanto riguarda i disabili è prevista l'istituzione di gruppi H che possono portare le istanze dei genitori davanti agli organi direttivi. Le consiglio di instaurare un rapporto con almeno uno dei membri del gruppo di riferimento rispetto al suo circolo scolastico chiedendo informazioni presso il Provveditorato. Nel caso specifico la chiara posizione della neuropschiatra rende il comportamento della scuola assolutamente legittimo e, anzi, doveroso.

Non ci lasciano entrare a scuola

Mia figlia Francesca ha gravi problemi muscolari e non cammina e io e mia moglie ci occupiamo del trasporto scolastico. Per 4 anni abbiamo portato e prelevato Francesca nelle e dalle aule. Quest'anno il dirigente scolastico mi ha proibito l'accesso alle strutture scolastiche sostenendo che solo il personale è abilitato a tale funzione. Questo crea a Francesca una serie di problemi che manifesta con sintomi di disagio verso la scuola. Che cosa posso fare per difendermi? Ha violato delle norme? Esistono precedenti analoghi sui quali si sia gia' espresso qualche organo competente?

Lettera firmata

Riceviamo molte lettere da parte di genitori arrabbiati nei confronti delle strutture e in particolare della scuola. Spesso la richiesta è diretta all'avvocato pensando di trovare una possibilita' di rivalsa che appoggiandosi sulla forza della legge e sulle sentenze dei giudici realizzi delle scorciatoie che evitano la frustrazione di mediare con le persone. Non dimentichiamo mai che dietro alle istituzioni e ai ruoli esistono persone con cui dobbiamo confrontarci, nonostante la diversita' di pensiero, sensibilita' e cultura. Il dirigente scolastico ha il potere di tenere fuori dalla scuola le persone non autorizzate e, nel caso di Francesca, ha solo il dovere di predisporre un'assistenza adeguata all'interno della struttura.

Accessibilita' e case popolari

Un mio amico abita in affitto al terzo piano di un condominio di 5 piani sprovvisto di ascensore e ha un'invalidita' permanente riconosciuta del 100%. Il proprietario del condominio è l'Ater (Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale, ex Iacp). Nonostante sia possibile installare un ascensore che gli permetta di uscire di casa con la sua carrozzina, l'Ater si oppone affermando che, secondo la legge, loro non hanno nessun obbligo. Gradirei sapere se siano tenuti a contribuire all'eliminazione di questa barriera architettonica: sono anni che vive segregato in casa a causa della sua malattia.

Alberto

Ho un figlio di 15 anni invalido al 100% non deambulante. Abitiamo al terzo piano in un alloggio dell'Istituto autonomo case popolari sprovvisto di ascensore e servoscale. Ho fatto presente la mia situazione piu' di una volta all'ente e al Comune per chiedere l'abbattimento delle barriere architettoniche. Mi hanno risposto che non vi sono fondi. Cosa debbo fare per far rispettare questo diritto e di chi è la competenza per eseguire i lavori?

Pietro Morrone

In un caso analogo a questi si è ottenuto un risultato celere e soddisfacente presentando un ricorso d'urgenza ex art.700 c.p.c. al Presidente del Tribunale competente. In quel caso non è stato necessario nemmeno emettere un provvedimento giudiziario poiché l'ente, sollecitato dall'autorevole intervento del Presidente, ha provveduto tempestivamente a risolvere il problema. Vi consiglio di rivolgervi ad un'associazione per la tutela dei diritti dei disabili affinché l'azione venga portata avanti con efficacia.

Monastero "inaccessibile"

Mio padre è invalido al 100% da quattro anni. Nel mio comune vi è un monastero di monache domenicane con foreste- ria. Piu' di una volta sono stati negati i permessi per mettere le pedane per il passaggio delle persone con problemi di deambulazione perché secondo la Sovrintendenza si sarebbe rovinata l'estetica delle scale del monastero. E' stata bocciata anche la proposta di mettere pedane rimovibili da togliere dopo che la persona sia passata. Che cosa mi consiglia per superare tale ottusita'?

Giorgio Gagliardo

Mi permetta di dubitare dell'informazione che le è stata data relativamente alla possibilita' di utilizzare pedane rimovibili visto che in tale caso non c'è alcun bisogno di autorizzazioni da parte della Sovrintendenza. Le consiglio di verificare presso il tecnico di fiducia del monastero ed eventualmente chiedere il supporto di qualche associazione locale per convincere le suore.

Quale pensione?

Mia madre ha 67 anni e le è stato riconosciuto l'aggravamento dell'invalidita' civile, dal 70 al 100%. Ha diritto oggi alla pensione o assegno di invalidita' e all'assegno sociale sostitutivo da parte dell''Inps tenuto conto che ha un reddito ai fini Irpef di lire 11 milioni complessivi annui?

Lettera firmata

Dai 65 anni di eta' le pensioni di invalidita' civile vengono trasformate in pensioni sociali. E' evidente che non è possibile cumulare le provvidenze indipendente dal reddito. Permessi per assistere la sorella Mia sorella è una disabile (100%) volevo sapere se posso usufruire dei permessi (non retribuiti) per la sua assistenza. Carosi Maria Grazia E' possibile usufruire di permessi retribuiti soltanto dopo aver avuto il riconoscimento dello stato di gravita' previsto dalla legge 104/92 da parte della commissione invalidi della Asl di zona. Per quanto riguarda i permessi non retribuiti dipende dalla disponibilita' del suo datore di lavoro che potra' contattare direttamente o tramite la rappresentanza sindacale di sua fiducia. Tenga conto che non vi sono diritti previsti per legge e che pochi contratti collettivi hanno disciplinato la possibilita' di programmare l'orario di lavoro per lo svolgimento di attivita' di volontariato.

Mi possono trasferire?

Sono una disabile grave al 100% con assegno di accompagnamento. La sede della banca presso cui lavoro verra' trasferita a circa 20 km da casa mia e così anche il mio ufficio. Vicino a casa restera' solo la filiale, con prevalente attivita' di sportello che io non posso svolgere. Dovrò per forza essere trasferita?

Laura Franzosi

 In base alla legge 104/92 si può affermare che il disabile in stato di gravita' non dovrebbe essere trasferito a sedi piu' lontane rispetto al proprio domicilio, salvo che l'azienda chiuda l'attivita' della sede stessa. Le consiglio di contattare la direzione insieme al rappresentante sindacale di riferimento cercando di portare delle proposte per il mantenimento di mansioni da lei espletabili nella sede piu' vicina.

 Autonomia quotidiana

Che cosa si intende per "persona non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita" ?

 Lina Rossi - Napoli

Si intende un soggetto che non riesce autonomamente a provvedere a se stesso (per esempio, lavarsi, mangiare da solo, cucinare, occuparsi della cura e dell'igiene della propria abitazione, ecc.) a causa di limitazioni psichiche e/o fisiche.

Libretti bancari della madre inferma

Mia mamma è stata colpita da ictus e non può farsi capire a parole o in altro modo. Mio fratello si è impossessato di due suoi libretti bancari, facendosi forte del fatto che in uno di questi libretti, prima che mia madre si ammalasse, lei aveva cointestato anche mio fratello. Lui come fratello maggiore può fare tutto questo?

Fabrizio

Per quanto riguarda i libretti cointestati, salvo prova contraria, si presume che il contenuto sia al 50% dei titolari. Se sua madre non è in grado di intendere e di volere - o comunque non può esprimere in nessun modo la sua volonta' - e non riuscite come fratelli a concordare le modalita' di assistenza e di gestione dei suoi beni, occorre procedere con una interdizione affinché sia il Giudice Tutelare a nominare un tutore che vi provveda. Cerchi di trovare un accordo con suo fratello e, qualora non riesca direttamente, le consiglio di rivolgersi ad un legale.