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Trasporti accessibili? |
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Il punto della situazione a Varese in un'intervista a Giuseppe Donati, direttore dell'Avt. Lunga la strada da percorrere per avere un servizio che sia effettivamente utilizzabile da chi ha difficolta' motorie. Qualcuno ricordera' come a suo tempo l'ingegner Marchiori, allora direttore dell'Avt (Azienda Varesina Trasporti), aveva illustrato, anche ad alcuni rappresentanti di Associazioni, il progetto in via di realizzazione del programma "trambus" che avrebbe consentito uno snellimento del sistema dei trasporti urbani nella citta' di Varese. In quell' occasione era stato enfatizzato il fatto che, con l'entrata in servizio dei nuovi mezzi, si sarebbe anche risolto il problema della mobilita' delle persone disabili in quanto tali mezzi, a pianale ribassato, sarebbero stati dotati di appositi sistemi (pedana estraibile, inclinabilita' laterale, spazio adeguato e possibilita' di vincolo della carrozzina, segnalazioni visive e auditive). Funzionari dell'Avt, rappresentanti del Comune e membri di associazioni avevano fatto anche una prova pratica, sul percorso stazione-stadio, utilizzando un autobus Mercedes che l'Avt aveva ottenuto in prestito come dimostratore di accessibilita'. La prova era stata soddisfacente e quindi molte speranze erano riposte nella realizzazione da parte italiana di analoghi mezzi e nella rapida sostituzione dei vecchi autobus in servizio. In effetti, sia pure con i soliti ritardi, diverse aziende hanno realizzato gli autobus secondo i criteri previsti da tempo dalle leggi in vigore, e quindi le aziende di trasporto pubblico hanno potuto con i previsti finan- ziamenti delle Regioni acquisire finalmente mezzi accessibili. L'operazione di rinnovo del materiale rotabile ha avuto luogo in misura piu' o meno ampia in molte citta' e quindi anche a Varese che, per la verita', è stata tra le prime a dotarsi di mezzi accessibili. Dopo 5 anni, da quando cioè sono entrati in servizio i primi "trambus" accessibili abbiamo voluto fare il punto della situazione con il dottor Giuseppe Donati, direttore dell'Avt. - Perché il simbolo della carrozzina per bambini posto sull'ingresso degli autobus accessibili, presenti negli autobus tedeschi (quelli Mercedes che abbiamo provato a Varese) è stato sostituito anziché abbinato a quello classico del disabile? "Non risulta agli addetti all'officina che nessun posizionamento di simboli per carrozzine per bambini sia stato effettuato sui bus Avt". Commento: E' proprio perché il simbolo della donna con carrozzina non è stato messo che abbiamo fatto la domanda in quanto esso era presente invece all'entrata dell'autobus Mercedes presentato e provato il 23/9/94 come campione dei mezzi che sarebbero stati poi costruiti per l'Avt. E' un problema culturale il fatto di non evidenziare un aspetto di normalita' quale è quello di segnalare l'accessibilita' alla persona con bambino in carrozzina. - Di quanti mezzi è composto il parco degli autobus cittadini e quanti sono accessibili? "Attualmente il parco mezzi di Avt è composto da 60 mezzi che a turno sono in circolazione sulle strade cittadine. I mezzi accessibili sono 30 che transitano su varie linee". - Che previsioni esistono in materia di sostituzione degli autobus rimanenti con altri nuovi (per legge sicuramente accessibili) tenuto conto degli anni di servizio e del necessario rinnovo del materiale rotabile? "Il rinnovo del parco veicoli variera' in funzione degli stanziamenti pubblici per l'acquisto agevolato dei veicoli e dei quali nulla è dato, ad oggi, conoscere". Commento: A noi sembra strano che un'azienda della dimensione dell'Avt non abbia programmato il reintegro dei mezzi quanto meno sulla base tecnica dell'obsolescenza. Anche in altri campi il finanziamento può non essere garantito con conseguente modifica della programmazione. - Vi è la garanzia che su una data linea gli autobus sono tutti accessibili, senza cioè il rischio che l'utente in carrozzina, debba continuamente domandarsi se potra' salire sull'autobus che arrivera' e se al ritorno potra' contare di nuovo sull'accessibilita' dell'autobus per ritornare da dove era partito nell'ambito delle normali previsioni che si pone qualunque cittadino? "Non è possibile, allo stato attuale, garantire l'accessibilita' su di una linea per tutte le corse; solo con il parco completamente datato di veicoli accessibili sara' possibile garantire questa performance". Commento: Sono trascorsi cinque anni dall'entrata in servizio del primo bus accessibile. Non è possibile che il disabile in carrozzina debba aspettare altri cinque anni e piu' per poter utilizzare l'autobus con la certezza di fare un viaggio di andata e ritorno nei tempi normali come è abituato a fare qualunque cittadino. Ci sembra evidente però che solo disponendo i mezzi accessibili su determinate linee, e pubblicizzandone la presenza, il servizio sarebbe utile per le carrozzine di disabili almeno su tali linee. - Viene addestrato il personale all'uso della pedana e all'inclinazione del mezzo in modo che questa operazione venga effettuata senza i problemi piu' volte lamentati? "Il personale viene addestrato, al momento dell'assunzione o dell'acquisto di nuovi veicoli, all'utilizzo delle pedane". Commento: Evidentemente non è così perché prove pratiche effettuate su alcune linee urbane hanno dimostrato il contrario. Riteniamo che debbano essere fatte periodicamente delle prove sia per l'addestramento del personale sia per accertare il corretto funzionamento della pedana. Sarebbe auspicabile che sul cruscotto sia posta una targhetta che rammenti all'autista la procedura. Il fatto che la pedana, senza la presenza del marciapiede, non arrivi a posarsi a terra e quindi non consenta l'imbarco fa pensare che vi siano invece delle differenze con l'autobus Mercedes sul quale, simulando un arresto in avaria sul piazzale dello stadio aveva consentito sbarco e reimbarco di una carrozzina elettrica in quanto la pedana era appoggiata al suolo. - Sull'autobus Mercedes presentato a Varese il dislivello rispetto al terreno della porta anteriore e centrale erano rispettivamente di 32 e 34 cm. Con il dispositivo "kneeling" detto dislivello si riduceva di altri 8 cm consentendo alla pedana (anche nel caso di mancanza del marciapiede di sbarco) di avere un'inclinazione accettabile. Sono state mantenute queste misure anche nei mezzi forniti all'Avt dalle altre case costruttrici? Nel caso siano diverse quali sono le misure attuali? "I mezzi acquistati a partire dal 1998 sono dotati di kneeling e i vari modelli mantengono pressoché costanti le misure del piano di calpestio". Commento: Date le differenze esistenti tra l'autobus Mercedes, presentato in Varese alle autorita' e alle associazioni, e gli autobus entrati poi in servizio, ci era sembrata pertinente la domanda, tanto piu' che la risposta non avrebbe richiesto che una semplice azione di verifica di misure oltre che un'occasione per fare uscire in prova una pedana. - Il sistema attuale di vincolo a bordo della carrozzina, anche secondo le esperienze dell'ATM di Milano, non ha dato buoni risultati. Infatti gia' dal 1997 l'ATM aveva previsto l'adozione di una soluzione alternativa (moschettone di vincolo e cintura di sicurezza) approvata dal Ministero. L'Avt cosa si propone di fare sull'argomento? "Le apparecchiature utilizzate sui veicoli Avt rispettano le prescrizioni in vigore. La casistica è troppo limitata per aver ottenuto consigli validi". - Si possiedono dati statistici sull'uso degli autobus accessibili (esclusi quelli porta-a-porta) da parte di persone (disabili e non) che hanno utilizzato la pedana retrattile? "Dati in possesso: 1998: 11 utilizzi delle pedana; 1999: 0 utilizzi; 2000: 0 utilizzi; 2001: 1 utilizzo; 2002: 0 utilizzi. Commento: I dati esposti sono inattendibili in quanto alcuni disabili in carrozzina negli scorsi anni sono riusciti in qualche modo a salire a bordo di autobus, ma rimane inconfutabile il fatto che fino a che non ci sara' la certezza di potersi imbarcare, senza problemi, sul primo autobus in arrivo alla fermata non ci potranno essere gli utenti per i quali è stata realizzato il sistema di accessibilita'. - La pedana retrattile è dotata di un sistema manuale che consenta di farla retrarre nel caso di guasto al sistema per non costringere all'arresto l'autobus e a fare scendere tutti i passeggeri come è capitato per esempio a Rimini? "Le pedane retrattili, omologate dal Ministero competenze, non sono retrattili, per motivi di sicurezza, manualmente in caso di rottura da parte del personale di guida". Commento: Visto il timore sul mancato rientro della pedana, che ne condiziona addirittura l'uso, ci sembra sia invece indispensabile obbligare la ditta fornitrice del sistema pedana affinché, oltre a migliorare l'affi- dabilita' del sistema, realizzi un dispositivo che consenta con sicurezza il rientro manuale della citata pedana in caso di avaria. - Gli uffici dell'Avt sono al primo piano di una palazzina di recente ristrutturazione (comunque sicuramente posteriore alle leggi sulle barriere architettoniche in vigore) priva di ascensore. A prescindere dalla considerazione se gli uffici in cui risiede l'Avt sono da considerare o meno aperti al pubblico e se possono essere presenti o meno lavoratori disabili, perché la palazzina in quanto tale non è accessibile? Si possono conoscere i dati con cui il Comune ha rilasciato l'abitabilita'? "Gli uffici amministrativi di Avt non sono aperti al pubblico. II front-office Avt è in piazza stazione FS. Recentemente gli uffici di largo Gigli sono stati imbiancati e, come avra' potuto notare, hanno mantenuto la struttura originale non essendo stata effettuata alcuna ristrutturazione". Commento: I rappresentanti di Associazioni che hanno fatto visita agli uffici Avt di largo Gigli, e che hanno parlato con il dottor Donati e l'assessore Ogliari, non erano forse "pubblico". Verrebbe assunta per gli uffici una persona in carrozzina o verrebbe esclusa per la mancanza dell'ascensore? - Sono previsti interventi per rimediare alla situazione di inaccessibilita' della palazzina in cui hanno sede gli uffici Avt? "Per quanto riguarda queste informazioni dovra' rivolgersi agli uffici comunali". - Perché le pensiline installate non sono del tipo a sbalzo o comunque non hanno una parete di sostegno anziché pali fissati sul marciapiede (esempio di via Sacco) causando rischi per i non vedenti (o i distratti)? "Le pensiline installate per le vie di Varese sono state regolarmente autorizzate dagli uffici comunali preposti e dagli uffici ministeriali competenti". Commento: Per la pensilina situata all'inizio di Via Sacco (sul lato opposto di quella citata ad esempio) è stata necessaria un'ingiunzione del Comune (lett. 29426 del 26/7/95) per fare in modo che l'Avt spostasse la pensilina per lasciare il passaggio con la larghezza prevista dalle norme. E' per questo che la domanda l'abbiamo rivolta all'Adt. - Che ne è stato dell'attuazione del programma che (al lancio del sistema trambus) prevedeva che in corrispondenza delle fermate (oltre agli attuali cartelli luminosi) fosse udibile un messaggio, comandato dall'apertura delle porte, segnalante la linea presente e la sua destinazione? "La Regione Lombardia ha finanziato l'acquisto di un veicolo dotati di sistema di riconoscimento vocale delle fermate. Attualmente il veicolo è in servizio ma non sono stati ripetuti i finanziamenti per l'acquisto di dette tecnologie né delle tecnologie di completamento". Abbiamo apprezzato la cortesia dimostrata dal dottor Donati durante l'incontro, avvenuto su un altro tema, ma che ha dato origine alle nostre domande alle quali in modo tempestivo è stato risposto. Da parte nostra riteniamo di aver fornito con i nostri commenti un contributo per migliorare il servizio e tendere ad un effettivo utilizzo degli autobus cittadini da parte di tutti. Bruno Biasci Ottobre 2002 |