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Nessuno è perfetto |
| È la storia, raccontata dal protagonista, di una ragazzo nato con gravissime, insuperabili malformazioni alle gambe e alle braccia. Protagonista è un giapponese nato e vissuto in quel paese. Questo è forse per noi il principale motivo di interesse per un libro di cui tra l'altro in Giappone sono state vendute oltre quattro milioni di copie. Questo libro ci viene da un mondo per tanti versi diversi dal nostro. Per alcuni aspetti la storia sembra riproporre il nostro passato: scopriamo subito che nel Giappone di oggi (il protagonista è nato nel 1976) è normale che i disabili restino chiusi in casa (e questo spiega almeno in parte il successo di un libro che ponendo un disabile all'attenzione rompe un vero e proprio tabu'); scopriamo ancora che in Giappone anche solo un mero handicap fisico porta a non dare per scontato l'inserimento in una scuola 'normale' ritenendosi invece logico che il disabile frequenti scuole speciali. Comunque, i genitori del ragazzo rifiutano di tenerlo chiuso in casa e cercano ostinatamente di iscriverlo ad una scuola 'normale'. Ed infine, dopo lunghe trattative con il direttore della scuola elementare e gli uffici del competente Provveditorato (siamo in Giappone, non si ragiona tanto in termini di diritti ma piuttosto in termini di convincimento delle autorita') riescono ad ottenere la sospirata ammissione. Nella scuola vediamo emergere un modello educativo che a noi pare straordinariamente autoritario: basta pensare che il maestro ha il potere di imporre al ragazzo di abbandonare la sedia a rotelle per trascinarsi tutto il tempo strisciando sui pavimenti della scuola e arrampicarsi su sedie e banchi. Sorprendente per noi è anche la tranquilla valutazione che oggi ci da di quegli eventi il protagonista: "La vera severita' è vera gentilezza". Il libro poi racconta della giovinezza del protagonista con i temi che il lettore si può attendere, la vita scolastica (cui viene riservato grande spazio), i rapporti con i genitori, con gli altri ragazzi, l'amore… Colpisce il tono costantemente sereno della narrazione, tutto sembra svilupparsi senza conflitti drammatici benché, e l'autore non lo nasconda, per molti aspetti il Giappone sia un ambiente difficile per i disabili come per tutti i 'diversi' essendo un mondo che esalta fino all'esasperazione l'uniformita'. La vita di Hirotada pare simile a uno di quegli acquarelli dai tenui colori che non a caso ci vengono dal Giappone. Anche i momenti piu' duri vengono raccontati come farebbe una persona che sorride. Certo, non mancano analogie con la nostra sensibilita' e il nostro mondo: anche in Giappone, ad esempio, i disabili si organizzano per combattere le barriere architettoniche. Ma è soprattutto per le 'differenze' di ambiente e di sensibilita' che il libro colpisce un lettore occidentale e lo fa riflettere. Se si vuol muovere un appunto ad un libro comunque interessante e ben scritto, può essere quello di una certa superficialita' rispetto ad alcuni problemi, ma forse ancora una volta conta 'la differenza' della cultura giapponese. Probabilmente leggendo un libro come questo bisogna prestare la massima attenzione alle sfumature (in fondo si tratta di misurarsi con un mondo dove per rispondere ad una domanda sembra quasi che non ci siano il 'sì' e il 'no' ma solo infinite sottili possibilita' intermedie…). Hirotada Ototake, Nessuno è perfetto, TEA, Milano 2001, euro 7,23. Gli assistenti sociali visti dagli utenti Nonostante i numerosi articoli e libri dedicati alle attivita' socialo, la voce diretta degli utenti appare quasi completamente assente. Il volume "Gli assistenti sociali visti dagli utenti" di Maria Grazia Breda e Francesco Fontanera, che da anni operano nel campo del volontariato, propone spunti stimolanti di riflessione sulla figura dell'assistente sociale e sulla programmazione, la gestione e il controllo dei servizi prendendo come punto di vista quello del cittadino. Maria Grazia Breda, Francesco Santanera, Gli assistenza sociali visti dagli utenti, Utet, Torino, 2002. Il ritardo mentale nei bambini Si tratta di un libro con chiaro orientamento pratico indirizzato a genitori, terapisti e insegnanti cui propone, con dovizia di particolari e presentazione di casi, concrete linee di intervento per rispondere al ritardo mentale nei bambini onde far sì che il bimbo 'ritardato' raggiunga la massima possibile maturazione e autonomia. Molto chiare e dettagliate appaiono la descrizione delle diverse situazioni di ritardo mentale così come la descrizione degli interventi che possono realizzarsi. Emerge forte un messaggio: c'è molto da fare (molto di piu' di quanto pensano anche parecchi 'addetti ai lavori') per i bambini con ritardo mentale. Se si avverte una mancanza è quella di maggiori indicazioni circa tempi e caratteristiche dei risultati conseguibili laddove un genitore, anzitutto, ma, inevitabilmente, anche un genitore e un terapista non possono non pensare in termini di risultati oscillando tra speranze magari irrea- listiche e una rassegnazione di fondo che può essere parimenti irragionevole. Stefania Bargagna (a cura di), Il ritardo mentale in eta' evolutiva, Edizioni del Cerro, Tirrenia (Pisa) 2001, euro 16,53. |