2003: ANNO EUROPEO DELLE PERSONE HANDICAPPATE

Cittadini integrati

Questo vogliono essere i 50 milioni di persone handicappate presenti nei Paesi dell'Unione europea. Né "pazienti" né "oggetti di carita'" secondo i principi riassunti nella Dichiarazione di Madrid del marzo scorso.

Il 2003 è stato procla- mato all'unanimita' l'Anno europeo delle persone handicappate dal Consiglio dei ministri degli affari sociali nel dicembre 2001. Nel corso dell'anno europeo numerose attivita' avranno luogo in Europa al fine di promuovere i diritti di piu' di 50 milioni di persone handicappate e di responsabilizzare il pubblico sulle difficolta' quotidiane alle quali devono far fronte nella societa'. Le iniziative si ispireranno alla Dichiarazione di Madrid, proclamata da piu' di 600 partecipanti di 34 paesi differenti durante il Congresso europeo delle persone handicappate svoltosi a Madrid nel marzo 2002. Il testo adottato è il risultato di un accordo tra il foro europeo delle persone handicappate, la Presidenza spagnola dell'Unione europea e la Commissione europea. Il punto di partenza della Dichiarazione di Madrid è l'analisi della situazione attuale delle persone handicappate nell'unione europea che porta spesso alla discriminazione, all'esclusione sociale e alla poverta'. La Dichiarazione propone una visione generale attraverso la quale le persone handicappate non sono piu' considerate come oggetti di carita' o pazienti, ma come cittadini pienamente integrati nella societa'. Al fine di arrivare a un risultato, la dichiarazione di Madrid sviluppa un programma e delle suggestioni d'azione nei quali tutti gli attori coinvolti hanno un ruolo da giocare. Le autorita' locali e nazionali, le organizzazioni di persone con disabilita', i dipendenti, i media, gli insegnanti, i familiari, i politici, tutti sono chiamati a contribuire a questo processo che portera' all'uguaglianza per tutte le persone con disabilita' e le loro famiglie. Questi i siti Internet che invitano ad aderire alla dichiarazione, e a diffonderla ampiamente fino al livello locale, prima, durante e dopo l'Anno europeo delle persone handicappate:

www.madriddeclaration.org/fr/form/form.htm

 www.eypd2003.org/eypd/eypd/index.html

DICHIARAZIONE DI MADRID

Non discriminazione

 +

azione positiva

=

integrazione sociale

In occasione del Congresso Europeo sulla disabilita', noi qui riuniti a Madrid, nel numero di 400 persone, accogliamo calorosamente la proclamazione dell'anno 2003 come Anno Europeo delle Persone Disabili, evento che vuole diffondere la conoscenza dei diritti di oltre 50 milioni di cittadini europei con disabilita'. In questa Dichiarazione esponiamo il nostro pensiero, con l'obiettivo di proporre un quadro ideale d'azione da sviluppare durante l'Anno Europeo nell'ambito dell'Unione Europea, a livello nazionale, regionale e locale.

INTRODUZIONE

1. LA DISABILITA:' UNA QUESTIONE DI DIRITTI UMANI

Le persone disabili hanno gli stessi diritti fondamentali degli altri cittadini. Il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignita' e diritti". Per raggiungere questa meta, tutte le comunita' devono celebrare la diversita', e assicurarsi che le persone disabili possano godere di tutti i tipi di diritti umani: civili, sociali, politici, economici e culturali riconosciuti dalle varie Convenzioni internazionali, dal Trattato dell'Unione Europea e dalle Costituzioni nazionali.

2. PARI OPPORTUNITA', NON BENEFICENZA.

L'Unione Europea, al pari di tante altre regioni nel mondo, ha fatto molti passi in avanti negli ultimi decenni, evolvendo da una filosofia paternalistica verso le persone disabili ad un approccio che, invece, permette loro di prendere le proprie decisioni. Il vecchio atteggiamento, basato in gran parte sulla compassione per la loro mancanza di autonomia e di difesa, è oggi considerato inaccettabile. La situazione si sta evolvendo, dall'obiettivo di riabilitare l'individuo così da inserirlo nella societa', verso una concezione universale mirata a modificare la societa' al fine di adattarla alle necessita' di ognuno, ivi comprese le persone con disabilita'. I disabili rivendicano le stesse opportunita' di accesso alle risorse sociali, come il lavoro, l'educazione scolastica e professionale, la formazione alle nuove tecnologie, i servizi sociali e sanitari, lo sport e il tempo libero, ed ai prodotti e beni di consumo.

3. LE BARRIERE SOCIALI

La struttura delle nostre societa' comporta spesso che le persone disabili non siano in grado di esercitare pienamente i loro diritti fondamentali e vengano socialmente escluse. I dati statistici disponibili dimostrano che l'educazione e l'occupazione dei disabili sono a un livello molto inferiore alla norma, il che risulta inaccettabile. Molti disabili vivono in situazioni di poverta' estrema rispetto ai cittadini non disabili.

4. CITTADINI INVISIBILI

La discriminazione verso le persone con disabilita' dipende a volte dai pregiudizi che la societa' crea nei loro confronti, ma sempre piu' spesso è dovuta dal fatto che i disabili sono stati a lungo dimenticati, ignorati, e ciò ha permesso il costituirsi di barriere ambientali e di atteggiamenti sociali che impediscono ai disabili di avere un ruolo attivo nella vita pubblica.

5. UN GRUPPO ETEROGENEO

Come accade per tutti gli ambiti della societa', le persone con disabilita' formano un gruppo di persone molto diversificato; pertanto solo le politiche che rispettano tale diversita' avranno un esito positivo. In particolare, i disabili aventi necessita' complesse, di grave dipendenza, e le loro famiglie, richiedono azioni specifiche da parte della societa', mentre spesso sono le categorie di disabili piu' abbandonate. Allo stesso modo, le donne con disabilita' e i disabili appartenenti a gruppi di minoranze etniche devono affrontare spesso una molteplice discriminazione, derivante dall'interazione tra la discriminazione dovuta alla loro disabilita' e quella suscitata dal sesso o dall'origine etnica. Infine, il riconoscimento della lingua dei segni è un passo in avanti fondamentale per le persone sorde.

6 NON DISCRIMINAZIONE + AZIONE POSITIVA = INTEGRAZIONE SOCIALE

La Carta dei Diritti Fondamentali, sottoscritta recentemente, riconosce che, affinché le persone disabili abbiano pari opportunita', il diritto a non essere discriminato deve essere accompagnato dal diritto a ricevere sostegno e assistenza. Questo, in sintesi, è stato il principio fondamentale del Congresso di Madrid.

IL NOSTRO PENSIERO

1. NUOVA CONCEZIONE

Il nostro pensiero può essere descritto come un contrasto tra la nuova concezione ad il vecchio atteggiamento che si cerca di rimpiazzare:

  1. abbandonare l'idea che le persone disabili vadano trattate con compassione e prendere coscienza dei disabili come persone aventi dei diritti.

  2. abbandonare l'idea di disabili come ammalati e prendere coscienza dei disabili come cittadini indipendenti e consumatori.

  3. abbandonare la mentalita' per cui i professionisti prendono le decisioni a nome dei disabili e prendere coscienza delle decisioni e delle responsabilita' degli stessi disabili per le questioni che li riguardano.

  4. abbandonare l'attenzione ai deficit individuali e prendere coscienza dell'eliminazione delle barriere, della creazione di norme sociali e politiche, e dell'accessibilita' alla cultura e all'ambiente circostante.

  5. abbandonare l'abitudine ad etichettare le persone disabili come dipendenti, incapaci di lavorare e prendere coscienza delle loro capacita', e fornire i mezzi di sostegno appropriati.

  6. abbandonare la convinzione che le scelte politiche ed economiche siano concepite per il beneficio di pochi e prendere coscienza di un mondo flessibile disegnato ad uso di tutti.

  7. abbandonare le segregazioni inutili nell'ambito educativo, lavorativo e nelle altre sfere della vita e prendere coscienza dell'integrazione delle persone con disabilita' nelle strutture normali.

  8. abbandonare la convinzione che la politica per le persone disabili sia materia di competenza di un solo ministero e collaborare per farla diventare responsabilita' di tutto il governo.

2. SOCIETA' INTEGRANTE NEI CONFRONTI DI TUTTI

Mettendo in pratica queste strategie, ne trarranno profitto non solo le persone disabili ma tutta la societa' nel suo insieme. Una societa' che esclude parte dei suoi membri, infatti, è una societa' impoverita. Le azioni volte a migliorare le condizioni delle persone disabili porteranno alla creazione di un mondo a portata di tutti. "Quanto viene realizzato oggi per le persone disabili, avra' senso per tutti nel mondo di domani". Noi, partecipanti al Congresso Europeo sulla disabilita', condividiamo pienamente questa affermazione, e chiediamo a tutte le parti sociali che considerino l'Anno Europeo dei Disabili nel 2003 come il punto di partenza di un processo che renda possibile la sua concretizzazione. Cinquanta milioni di persone con disabilita' in Europa stanno aspettando da noi un impulso per l'avvio di questo processo di rinnovamento.

IL NOSTRO PROGRAMMA

1. MISURE LEGALI

Una legislazione anti-discriminatoria completa deve essere promulgata al piu' presto affinché siano eliminati gli ostacoli esistenti e si possa evitare la creazione di nuove barriere che le persone disabili generalmente incontrano nell'ambito della scuola, del lavoro e nell'accesso ai beni e ai servizi e che impediscono loro di raggiungere l'indipendenza e le massime potenzialita' nella partecipazione sociale. La clausola di non discriminazione dell'articolo 13 del Trattato di Amsterdam della Commissione Europea estende queste premesse a tutto il territorio europeo, contribuendo così ad un'Europa libera da barriere per le persone disabili.

2. CAMBIAMO ATTEGGIAMENTO

La legislazione antidiscriminatoria ha comportato dei cambiamenti nell'atteggiamento verso le persone disabili. Tuttavia, non è sufficiente la legge, senza l'impegno costante da parte della societa' e la partecipazione attiva delle persone disabili nell'affermare i propri diritti. La sensibilizzazione pubblica è indispensabile per sostenere le misure legislative necessarie e per aumentare la comprensione dei bisogni e dei diritti delle persone disabili nella societa'; questo creera' le basi per lottare contro i pregiudizi e la stigmatizzazione che esistono ancora oggi.

3. SERVIZI PER LA VITA INDIPENDENTE

Per ottenere l'uguaglianza nell'accesso e nella partecipazione sociale, è necessario che le risorse siano strutturate in modo tale da migliorare le capacita' di integrazione della persona disabile e il suo diritto a vivere in modo indipendente. Molte persone disabili hanno bisogno di servizi di assistenza e di sostegno nella quotidianita', e questi servizi devono essere di alta qualita', rispondenti alle loro necessita'; devono promuovere il coinvolgimento nella societa', e non essere motivo di segregazione. Questo tipo di approccio è in linea con il modello sociale europeo di solidarieta', modello che riconosce la nostra responsabilita' collettiva verso coloro che hanno bisogno di assistenza.

4. SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

Le famiglie delle persone disabili hanno un ruolo fondamentale nella educazione e nell'inserimento sociale dei disabili, ed in particolar modo nel caso dei bambini con disabilita' e delle persone che in seguito ad una complessa situazione di dipendenza non sono in condizione di rappresentare se stesse. Pertanto, le autorita' pubbliche devono stabilire misure adeguate per aiutare le famiglie, cosicché queste possano garantire alla persona disabile l'assistenza piu' efficace possibile.

5. ATTENZIONE PARTICOLARE ALLE DONNE DISABILI

L'Anno Europeo rappresenta un'opportunita' per considerare la situazione della donna con disabilita' da un nuovo punto di vista. L'esclusione sociale a cui va incontro una donna disabile è motivata non solo dalla sua disabilita' ma anche dal suo sesso. Questa molteplice discriminazione sofferta dalla donna disabile va combattuta combinando misure di integrazione e di azione positiva, che devono essere proposte e stabilite in concordanza con la donna disabile.

6. LINEE DI AZIONE

Le persone disabili devono poter accedere ai comuni servizi sanitari, scolastici, professionali e sociali, così come a tutte le opportunita' disponibili per le persone non disabili. Proporre un approccio integrante nei confronti della disabilita' e delle persone disabili implica dei cambiamenti radicali nella vita pratica, a vari livelli. Prima di tutto, è necessario assicurare che i servizi disponibili siano coordinati da e tra i vari settori. Le diverse necessita' di accesso dei differenti gruppi di persone disabili devono essere tenute in considerazione durante il processo di pianificazione di qualsiasi attivita', e non come un adattamento a posteriori ad una pianificazione gia' prestabilita. I bisogni di una persona disabile e dei suoi familiari sono numerosi, ed è importante sviluppare una risposta comprensiva, che tenga in considerazione sia l'individuo che i vari aspetti della sua vita.

7. IL LAVORO, CHIAVE PER L'INSERIMENTO

E' richiesto un impegno particolare per promuovere l'accesso dei disabili al mondo del lavoro, e preferibilmente nell'ambito del lavoro ordinario. Questa è una delle forme piu' importanti nella lotta contro l'esclusione sociale delle persone disabili, al fine di garantire loro indipendenza e dignita'. Tale sforzo richiede la mobilitazione tanto degli operatori sociali quanto delle autorita' pubbliche, che devono rafforzare le strutture e le misure gia' esistenti.

8. NIENTE PER LE PERSONE DISABILI SENZA DI LORO

L'Anno 2003 sara' concepito come un'opportunita' per i disabili, le loro famiglie, i loro rappresentanti e le associazioni, di stabilire un obiettivo politico e sociale nuovo ed esteso a tutti i livelli, per coinvolgere i governi ed impegnarli a prendere decisioni mirate all'uguaglianza e all'integrazione. Tutte le azioni saranno intraprese con il dialogo e la volonta' di cooperazione con le organizzazioni delle persone disabili piu' rappresentative. La partecipazione non deve essere limitata allo scambio di informazioni o all'accettazione di decisioni gia' prese. A tutti i livelli del processo, invece, i governi dovranno stabilire dei meccanismi precisi per la concertazione ed il dialogo, che permettano alle persone disabili ed alle loro organizzazioni di contribuire alla pianificazione, applicazione, supervisione e valutazione di tutte le attivita'. Una forte collaborazione tra governi e organizzazioni delle persone disabili è il requisito fondamentale per progredire nel modo piu' efficace verso l'uguaglianza e le pari opportunita' nella partecipazione sociale. Per agevolare tale processo, le organizzazioni delle persone disabili dovrebbero avere maggior disponibilita' di mezzi e di risorse, che permettano loro di migliorare la promozione e la gestione delle campagne di sensibilizzazione. Dal canto loro, le organizzazioni si impegneranno a migliorare continuamente il loro livello di governo interno e di rappresentanza.

PROPOSTE DI AZIONE

L'Anno 2003, Anno Europeo delle persone disabili, deve determinare un miglioramento delle attivita' programmate. Questo obiettivo implica l'allargamento del sostegno attivo a tutta la societa'. Di conseguenza, presentiamo delle proposte concrete rivolte a tutti i partecipanti. Le azioni suggerite saranno sviluppate durante l'arco dell'Anno Europeo, ma dovranno proseguire anche in seguito, in modo da permettere nel tempo una valutazione dei progressi ottenuti.

1. LE AUTORITA' DELL'UNIONE EUROPEA E DEGLI STATI

Le Autorita' pubbliche dovranno dare l'esempio ed essere le prime a sviluppare le seguenti misure: - Analizzare la situazione attuale dei quadri legislativi nazionali e comunitari destinati alla lotta contro le pratiche discriminatorie nell'ambito educativo, lavorativo e di accesso ai beni e servizi; - Scoprire le restrizioni e le barriere discriminatorie che colpiscono la liberta' delle persone disabili e la loro partecipazione alla vita sociale, e prendere le misure necessarie affinché tali limitazioni siano rimosse; - Passare in esame i servizi ed i sistemi di assistenza al fine di assicurare una politica che sostenga ed incoraggi le persone disabili ad essere parte integrante nella societa' in cui vivono; - Indagare le situazioni di abuso e di violenza commessi contro le persone disabili, in modo particolare nel caso di disabili che vivono all'interno di grandi istituti; rafforzare la legislazione sull'accessibilita' al fine di assicurare alle persone disabili gli stessi diritti di accesso alle strutture sociali e pubbliche che hanno le altre persone; - Contribuire alla promozione dei diritti fondamentali delle persone disabili a livello mondiale, partecipando attivamente alla redazione di una Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilita'; - Contribuire a migliorare la situazione delle persone disabili che vivono in Paesi in via di sviluppo, rendendo la loro integrazione sociale un obiettivo delle politiche di cooperazione.

2. AUTORITA' LOCALI

L'Anno Europeo deve avere risvolti incisivi in primo luogo a livello locale, dove i cittadini sono piu' a contatto con i problemi, e dove le associazioni di e per le persone disabili realizzano la maggior parte delle loro attivita'. Lo sforzo deve essere concentrato sulla promozione e sull'incremento di risorse ed attivita' nell'ambito locale. Si dovranno invitare i vari operatori ed amministratori locali ad integrare le politiche locali e comunitarie, ivi incluso l'istruzione, il lavoro, l'abitazione, i trasporti, la salute ed i servizi sociali, tenendo conto delle necessita' e della diversita' delle persone disabili, e soprattutto degli anziani, donne ed immigrati. I governi locali devono progettare dei piani di azione locali a riguardo, in collaborazione con i rappresentanti delle persone disabili, che organizzeranno i propri comitati locali e saranno i responsabili delle attivita' dell'Anno.

3. ORGANIZZAZIONI DI PERSONE DISABILI

Le associazioni della disabilita', in quanto rappresentanti delle persone disabili, hanno una responsabilita' notevole nel garantire la riuscita dell'Anno Europeo. Devono considerarsi come gli ambasciatori dell'Anno Europeo e rivolgersi attivamente a tutte le parti sociali piu' rilevanti, proponendo misure concrete e cercando di stabilire una cooperazione a lungo termine in settori in cui ancora non si fosse creata.

4. IMPRESE

Le imprese devono aumentare i loro sforzi per coinvolgere, mantenere e promuovere le persone disabili nel loro personale, e progettare i loro prodotti e servizi in modo che siano accessibili alle persone con disabilita'. Gli imprenditori devono rivedere le loro politiche interne per assicurare che nessuna norma impedisca alle persone disabili di godere delle pari opportunita'. Le organizzazioni imprenditoriali possono contribuire a questi sforzi raccogliendo una lunga serie di esempi di buone prassi gia' esistenti.

5. SINDACATI

I sindacati possono migliorare la situazione occupazionale delle persone disabili assicurando nella loro attivita' una adeguata rappresentanza dei lavoratori disabili. I sindacati devono rivisitare le loro politiche interne al fine di assicurare che queste non impediscano ai lavoratori disabili di godere delle pari opportunita'.

6. MEZZI DI COMUNICAZIONE

I mezzi di comunicazione devono creare e rafforzare la collaborazione con le associazioni delle persone disabili, per migliorare l'immagine dei disabili offerta dai mass media. Si dovrebbe potenziare l'informazione sulle persone con disabilita' per riconoscere l'esistenza della diversita' tra esseri umani. Trattando i temi della disabilita', i media dovrebbero evitare un atteggiamento pietistico o umiliante, e parlare di piu' degli ostacoli incontrati dalle persone disabili e del contributo positivo che le persone disabili possono dare una volta rimossi questi ostacoli.

7. SISTEMA SCOLASTICO

Le scuole devono assumere un ruolo rilevante nella diffusione della comprensione ed accettazione dei diritti delle persone disabili, aiutando a dissipare timori, miti e pregiudizi, supportando lo sforzo di tutta la comunita'. Devono sviluppare e diffondere risorse educative di sostegno agli studenti, affinché sviluppino una consapevolezza individuale della propria disabilita' o di quella altrui, aiutandoli a considerare in modo positivo le diversita'. Le scuole, gli istituti, le universita' devono, congiuntamente ai rappresentanti dei gruppi di disabili, organizzare conferenze e laboratori rivolti a giornalisti, editori, architetti, imprenditori, assistenti sociali e sanitari, familiari, volontari e membri del governo locale.

8. UNO SFORZO COMUNE

Il desiderio maggiore delle persone con disabilita' è di essere presente in tutti gli ambiti della vita; perciò, tutte le organizzazioni devono rivedere le loro impostazioni, al fine di permettere alle persone disabili di farne parte e di goderne i benefici. Alcuni esempi delle organizzazioni piu' interessate al tema: organizzazioni di consumatori, gruppi giovanili, associazioni religiose e culturali, ed altre organizzazioni che rappresentano categorie specifiche di cittadini. E' altresì necessario coinvolgere in questa 'ristrutturazione' i responsabili delle scelte politiche ed amministrative ed i responsabili di luoghi come musei, teatri, cinema, parchi, stadi, centri commerciali e uffici postali.

Noi, i partecipanti del Congresso di Madrid, approviamo questa Dichiarazione e ci impegnamo a diffonderla ampiamente, affinché possa raggiungere tutti i livelli della societa', e ad incoraggiare gli operatori del settore ad aderire alla Dichiarazione prima, durante e dopo l'Anno Europeo dei Disabili. Sottoscrivendo questa Dichiarazione, le organizzazioni dichiarano apertamente la loro conformita' all'obiettivo prepostosi dalla stessa, e si impegnano ad agire in modo da contribuire al processo che portera' all'uguaglianza effettiva delle persone con disabilita' e dei loro familiari.

Madrid, marzo 2002
(traduzione per SuperAbile.it a cura di Ilaria Furlan)