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L'Avvocato risponde |
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Possono toglierle la pensione d'invalidita'? A mia madre è stata riconosciuta una invalidita' civile dell'80%. Sul verbale di invalidita' c'era scritto "Rivedibile tra tre anni". Ora i tre anni sono passati ma mia madre non è stata ancora stata richiamata e continua a percepire la pensione di invalidita'. Il Patronato Inca della mia citta' sostiene che l'invalidita', anche se sono trascorsi i tre anni, continua a valere in quanto è compito dell'ente che ha rilasciato l' invalidita' chiamare la persona per la revisione. E vero? Mia madre è preoccupata di dover restituire tali soldi. Pina Rocca Dica a sua madre di stare tranquilla. Il patronato le ha dato informazioni correttissime. Solo dopo un eventuale visita con esito negativo inizia a decorrere l'obbligo della restituzione. Pensione percepita in buona fede Nel 1996 a mia madre venne revocata la pensione di invalidita' civile. Il pagamento delle competenze, però, è stato sospeso con due mesi di ritardo rispetto alla data di perdita del diritto che coincide con quella del verbale di revoca. Mia madre riscosse in buona fede le somme ma nel 2002 il Ministero dell'Interno ha diffidato mia madre a restituirle minacciandone il recupe- ro coattivo. Cosa posso fare? Giuseppina Zelli La nostra lettrice è molto ben informata e continua la sua lettera parlando di leggi e giurisprudenza (sentenze di giudici che hanno valutato casi simili) che tutelano chi ha percepito e detenuto in buona fede a titolo di pensione assistenziale emolumenti che l'Amministrazione ha erroneamente erogato e che comunque avrebbe dovuto recuperare nell'immediato. E' certo che anche in questo caso puo' essere eccepito il principio di irripetibilita' valevole per le pensioni Inps e che, atteso il lungo tempo trascorso (1996 - 2002), il diritto dell'Amministrazione a recuperare tali provvidenze è da considerarsi tardivamente azionato. Per quanto riguarda i riferimenti normativi per confezionare una domanda "fai da te" sono particolarmente critico. Nel mondo di internet sta dilagando l'errata convinzione di trovare tutte le nostre risposte da soli, senza nemmeno il bisogno di incontrare chi ci consiglia e ci indirizza. Con le mie risposte di oggi voglio iniziare a discutere con voi del problema. Come ho gia' detto, la cosa migliore da fare è quella di cercare una persona con la quale sentiamo di poterci fidare dietro allo sportello di un patronato o di una associazione, possibilmente con esperienze nel caso specifico. Rimborso successivo all'acquisto Mia madre vedova, che abita in provincia di Venezia ed ha 59 anni, ha richiesto la pensione di invalidita' lo scorso anno a giugno. All'inizio di quest'anno è stata vista da una commissione medica che ha prescritto un'ulteriore visita neurologica con EMG per grave spondilodiscoartrosi lombare: infatti da qualche anno soffre terribilmente di dolori alla schiena e non riesce a stare in piedi se non con l'aiuto del busto con stecche di ferro che toglie solamente alla notte. La visita è stata fatta a giugno di quest'anno, ma ad oggi non ha ancora ricevuto nessuna risposta dalla Direzione Sanitaria della Asl. Dal momento che ha urgente bisogno di sostituire il busto può farlo anche ora ed essere rimborsata dopo che ha ricevuto la risposta? Sedovesse essere negativa e fa il ricorso, è valido lo stesso il rimborso se accettata in futuro la domanda? Tempi di attesa così lunghi sono "regolari"? Lettera firmata In linea di principio tutti gli effetti della dichiarazione di invalidita' retroagiscono alla data della domanda e, quindi, l'Asl dovrebbe accettare di avviare la pratica per la fornitura sulla base di tale domanda. Per alcuni ausili, come le protesi uditive, si pretende comunque il verbale con l'accertamento positivo della commissione. Si informi dapprima presso la segreteria per le invalidita' civili sullo stato della pratica. Non è chiaro se la commissione ha gia' esaminato il referto EMG. Successivamente può sentire l'ufficio protesi della Sua Asl e, anche nel caso di risposta negativa, insista per incontrare il responsabile al fine di fare avviare la pratica almeno per il rimborso successivo all'accertamento dell'invalidita'. Ho una figlia disabile di 10 anni e abito in un condominio costituito da 18 villette a schiera. La mia abitazione è situata all'estremo della schiera e vorrei installare un ascensore esterno, posizionato nella porzione di giardino di mia proprieta', per rendere agibili i tre piani dell'edificio a mia figlia. E' possibile? Daniele Orlandini (Monza) La legge prevede che lei faccia espressa richiesta all'assemblea condominiale dell'installazione - inoltri all'amministratore una raccomandata con avviso dei ricevimento chiedendo di mettere tale questione all'ordine del giorno - e anche nel caso in cui non vi sia l'accordo della maggioranza lei può comunque installare l'ascensore a sue spese. Questo anche se l'installazione deve effettuarsi negli spazi comuni e quindi a maggior ragione nel suo caso dove, invece, si intende installare il dispositivo sulla sua porzione di terreno esclusiva. Il professionista che le fornira' i progetti sapra' consigliarla al meglio altrimenti lo cambi anche perché deve aiutarla a presentare la domanda per il contributo per l'eliminazione delle barriere architettoniche ed ottenere tutte le agevolazioni previste a suo favore. Negata l'autorizzazione per lo scooter Ho un'amputazione all'avambraccio destro e sono provvisto di una protesi mioelettrica che mi consente di guidare una normalissima auto dotata di servosterzo. In occasione del rinnovo della patente ho chiesto di la possibilita' di guidare uno scooter oltre i 50 cc con adattamenti (acceleratore sx frenata di tipo integrale cambio automatico) e mi è stata negata senza alcuna spiegazione anche davanti all'evidenza dei fatti e alle leggi (art. 119 e seguenti). Cosa posso fare? Lettera firmata Gli organi competenti in questa materia hanno un margine di discrezionalita' ineliminabile per l'enorme varieta' dei casi che devono essere valutati singolarmente. Gli organi sono nella realta' delle persone con cultura e sensibilita' variegata e per questo sono previsti ricorsi, anche giudiziari, contro le loro decisioni. Si rivolga ad una associazione specializzata in materia e se proprio non riesce a trovare la soluzione potrebbe considerare la possibilita' di passare l'esame presso qualche clinica convenzionata in Italia o in un paese europeo dove sono piu' avanzati e aperti rispetto ai diritti di mobilita' e liberta' dei disabili. Sono invalido al 100% e ho svolto presso un ente pubblico della Provincia Autonoma di Trento un Progetto di formazione e reinserimento lavorativo riconosciuto come tale dall'Agenzia del Lavoro di Trento. L'ente presso cui ho presentato domanda di assunzione e da cui non ho avuto risposta, ha stipulato una convenzione con la stessa Agenzia del lavoro per la copertura di quattro unita' nominative da inserire in pianta organica entro il 31/12/02. Può il Comprensorio rifiutare la mia domanda? E se sì per quali motivazioni? Rientro a pieno titolo in tutti i criteri previsti dalla convenzione firmata dalla giunta dell'ente e approvata dall'Agenzia del lavoro. Sono l'unico disabile ad avere svolto un periodo di tirocinio così lungo e il primo in realta' ad essere accolto come impiegato nell'ente stesso. Mi giungono voci che gli amministratori che sono in carica non riescono a decidere sulla mia assunzione perché questo comporterebbe uno stravolgimento notevole sia dal punto di vista logistico che organizzativo. Alessandro Nonostante la precisione con cui espone il caso mancano molti dati indispensabili per dare una risposta professionale e utile. Un rapporto epistolare come questo non può pretendere di risolvere tutti i casi in due righe come per magia. E' per questo che continuo a consigliare i lettori come Lei, Alessandro, a uscire dalla solitudine e dal senso di impotenza e cercare associazioni e persone che hanno gia' risolto problemi come il suo. I sindacati in questo caso sono le organizzazioni di riferimento. Non fermatevi né alla prima risposta, né al primo sportello se non vi convincono le persone e soprattutto se vi sembrano demotivate. Intorno a voi, magari in una citta' vicina, c'è sempre qualcuno in grado di aiutarvi. Ci vuole costanza ma i risultati sono sicuri. Per quanto posso capire da questa distanza io ritengo che lei abbia il diritto ad essere assunto. Ma oggi tale diritto non può prescindere da valutazioni di opportunita' senza le quali l'ottenimento forzoso del posto rappresenta una perdita della qualita' della vita per lei e per la comunita' in cui deve essere inserito. Esiste una legge per ottenere l'autorizzazione alla sosta permanente della mia auto munita di contrassegno invalidi all'interno degli spazi condominiali dedicati alla sosta (con criterio di rotazione) nel mio condominio dove sono proprietario di un appartamento? Lettera firmata Esiste una legge per ottenere tale autorizzazione al parcheggio su suolo pubblico mentre nessuna previsione legislativa consente lo stesso su suolo privato. Qualora lei abbia l'assoluta necessita' di parcheggiare in quello spazio le consiglio di inoltrare richiesta all'amministratore affinché metta all'ordine del giorno di un'assemblea straordinaria la questione. In caso di risposta negativa può tentare la strada del Giudice di pace. Ho un fratello di 27 anni invalido al 100% affetto da epilessia oligofrenia. La nostra abitazione si trova su di un promontorio distante dalla strada principale e per accedervi dobbiamo lasciare l'auto a circa 300 m. in una proprieta' privata, percorrere circa 100 m di strada trafficata, aprire un'anta di un cancello, attraversare una proprieta' salendo una scalinata ripida di 57 gradini. I proprietari del fondo servente ci consentono solo un passaggio pedonale, nonostante vi sia la possibilita' di poter realizzare un tracciato carrabile alternativo fino al portone di casa nostra. Possiamo fare qualcosa? Preciso che mio fratello peggiora di giorno in giorno, mio padre, di 76 anni, è affetto da diabete con disturbi circolatori e relative difficolta' di movimento. Entrambi sono costretti a stare sempre chiusi in casa. Mia madre, che ha 65 anni, non ce la fa piu' a percorrere 2/3 volte al giorno tutta questa strada per le varie necessita' familiari. Marilena Cesarino - Maratea (Pz) Nella Carta costituzionale è prevista una funzione sociale della proprieta' privata ma nel complesso il nostro ordinamento attribuisce alla proprieta' immobiliare una tutela amplissima. Lei descrive un fondo intercluso, il suo, che per avere sbocco alla via pubblica deve obbligatoriamente aprirsi un passaggio attraverso il fondo del vicino. Se questo è vero ci sono probabilita' di presentare una domanda al giudice affinché dichiari la sussistenza necessaria, ex lege, di una servitu' di passaggio anche con uso di automobili ai soli fini residenziali. Si rivolga ad un avvocato per verificare la fattibilita' della cosa. Prima di iniziare un vero e proprio processo potrebbe chiedere direttamente al Giudice di Pace di tentare una conciliazione con il suo vicino. Sono stato dichiarato invalido civile al 100% nel 2001 in quanto affetto da sclerosi multipla con gravi problemi di deambulazione. Percepisco la pensione di invalidita' come categoria 4 (invalido con totale e permanente inabilita' lavorativa ai sensi della legge 118/71), ma poiché mi ritengo appartenere alla categoria "superiore" 5 (invalido con totale e permanente inabilita' lavorativa e con impossibilita' a deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore) vorrei sapere cosa devo fare per ottenere l'indennita' di accompagnamento e se ne ho diritto, in quanto la commissione medica che mi aveva esaminato mi aveva semplicemente chiesto se ero in grado di compiere i quotidiani atti casalinghi cosa che io posso fare, ma il vero problema è quando esco di casa! Mauro Ledda, Como Le consiglio di interpellare un medico legale convenzionato con l'Aism o con qualche associazione che tutela i diritti dei disabili. Con il medico potra' valutare se ripresentare la domanda per aggravamento o fare ricorso. Ho 63 anni, sono sordomuto, invalidido al 50% e con la legge 104. Ho la patente speciale e da sempre viaggio in auto. Vorrei sapere se, date le mie condizione mi è possibile avere il contrassegno di libera circolazione e di sosta. Sportelli Franco - Mi Per quanto riguarda i contrassegni per usufruire dei parcheggi riservati e delle corsie riservate mi permetta di ricordare a tutti i nostri lettori che il giorno che vi saranno piu' contrassegni che posti per parcheggiare l'automobile il contrassegno diventera' inutile. Nel suo caso non so dirle se ha diritto o meno, dipende dal grado di difficolta' nella deambulazione. |