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Preferisco i fiori, grazie
di Laura Belloni
“Tutti vogliamo un mondo migliore per i bambini, ma fino ad ora noi adulti abbiamo saputo dare solo ordini. È giunto il momento di ascoltare cosa voi avete da dire”.
Così lo scorso 6 maggio a New York, Kofi Annan, rivolgendosi ad alcuni piccoli ospiti, apriva i lavori del forum organizzato in previsione della prossima assemblea sulla situazione dell’infanzia. Subito dopo è intervenuta una bambina che, emozionata, ma con espressione piena di dignita' e fermezza ha dichiarato: “Voi dite che siamo il vostro futuro, ma noi siamo anche il presente!” Quelle parole, sentite per caso nel corso di un telegiornale, mi hanno fatto pensare al ruolo profetico che i bambini e i giovani hanno sempre avuto nella Sacra Scrittura. Ancora una volta, da un piccolo arriva un mònito chiaro ed urgente: non riempiamoci troppo la bocca di verbi coniugati al futuro, faremo, cercheremo…Il futuro è gia' qui.
Qualche giorno piu' tardi, un’altra notizia, trasmessa dalla televisione Svizzera, mi ha convinta che i timori espressi da quella bambina fossero giustificati. Sembra infatti che i risparmiatori di tutto il mondo, delusi dagli sconsiderati investimenti finanziari e conseguenti crolli borsistici, si stiano buttando sull’oro, con grande gioia dei proprietari di miniere, che stanno facendo ottimi affari.
Ricordare le avventure di Paperon de’ Paperoni, compagno della mia infanzia, è stato un riflesso automatico della memoria. Quando il piu' famoso dei taccagni voleva godere di un momento di sommo relax, indossava degli slipponi di lana, confezionati, per risparmiare, da Nonna Papera, e via a far nuotate nell’oro di uno dei suoi forzieri stracolmi. Ogni tanto scopriva una monetina, falsa; un urlo lacerava l’aria. Accorreva Paperino, il nipotastro sfortunato, sempre minacciato di essere diseredato. Un’annusatina a qualche banconota e zio Paperone era pronto a continuare la nuotata aurifera. Un incubo costante turbava i sonni del riccone: i piani malvagi della Banda Bassotti, per svuotare i suoi forzieri.
Pensavo ai grandi del mondo, che parlano di commerci, soldi ed economia. Pensavo ai bambini di oggi, il nostro futuro. Mi è venuta voglia di raccontare una storia:
Un saggio indiano aveva conosciuto degli europei in visita al suo Paese e li aveva accompagnati a conoscerlo. Divenne amico di uno di loro e un giorno lo andò a trovare. L’europeo abitava in una grande e frenetica citta', ricca di bellissime opere d’arte che voleva far ammirare al suo ospite.
Mentre passeggiavano per una delle piazze piu' importanti della citta', ad un tratto, l’indiano con il suo viso bruno, la barba nera ed il giallo turbante trasalì e si fermò in ascolto. “ Qui vicino c’è un grillo che canta“, disse l’indiano. “ Figurati. Io sento solo il frastuono delle macchine”, rispose l’europeo. “ Non mi sbaglio. Sento proprio il canto di un grillo!”, replicò l’indiano, mentre frugava testardamente tra le foglie di alcuni cespugli sopravvissuti a stento.
“ Eccolo! ”, gridò l’indiano, indicando all’amico che lo guardava sbalordito un magnifico esemplare di grillo canterino, intento ad esibirsi. “ E’ vero, voi indiani avete l’udito piu' fine di noi bianchi ”, ammise l’europeo. “Questa volta, amico mio, ti sbagli tu ”, sorrise il saggio indiano, lasciando cadere dalla tasca una monetina. Immediatamente quattro o cinque frettolosi passanti si voltarono a guardare.
“ Hai visto. Questa monetina ha fatto un rumore molto piu' flebile del canto di quel grillo, eppure hai notato quanti bianchi hanno sentito?”.
Vorrei che gli adulti, oggi, non inaridissero il cuore dei bambini, ma li educassero ad affinare i loro cinque sensi per gustare tutte le meraviglie in cui siamo immersi. L’umanita' avrebbe un futuro.
Luglio 2002
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