Come ti modifico l’ascensore


Finalmente un esempio pratico di allargamento di un ascensore per renderlo accessibile alle carrozzine.

Finalmente è stato possibile realizzare una modifica ad alcuni ascensori per renderli agibili, in grado cioè di accogliere le carrozzine senza che a queste debbano essere prima tolte le pedane e senza costringere l’accompagnatore a fare contorsionismi per entrare assieme all’accompagnato.
E’ noto che moltissimi ascensori hanno la cabina piu' piccola di quanto prevedono attualmente le norme e che quindi risultano inaccessibili sia per la larghezza insufficiente della porta che per la mancanza della profondita' necessaria per accogliere la carrozzina completa di pedane. 
Pochi sanno però che, per quanto riguarda l’allargamento dell’ingresso, non vi sono preclusioni di legge purché l’operazione sia tecnicamente possibile: è infatti attuabile la sostituzione delle antine con altre incernierate in modo diverso. 
La luce di apertura della cabina può essere allargata e allineata a quella della porta esterna (che certe volte è piu' larga) o addirittura, come è stato fatto in alcune situazioni, può essere ampliata anche la porta esterna: in questo ultimo caso è un problema di soldi ma non di impedimento di legge. 
Le carrozzine piu' recenti hanno le ruote estraibili e quindi, con la ridotta larghezza così ottenuta, possono accedere piu' o meno facilmente nelle cabine con porta stretta, ma rimane spesso il problema dello spazio necessario all’accompagnatore per entrare in quanto è evidente che se la carrozzina rimane a filo di porta per ragioni di lunghezza cabina e non di larghezza, l’ accompagnatore ha difficolta' ad entrare.
E’ importante quindi aumentare la profondita' della cabina, ma questa modifica è sempre stata impossibile non per ragioni tecniche, spesso superabili, ma in quanto non consentita dalla legge nata nel 1963 e tuttora valida anche se sempre mal interpretata. 
L’unica strada possibile è sempre stata la costosissima sostituzione dell’intera cabina con altra che, avendo dimensione e quindi portata maggiore, richiede il ricalcolo di tutto l’impianto, incluse le strutture murarie.
E’ per questa ragione che è stata necessaria una persistente azione, durata anni, da parte del Ccsb, per convincere i vari membri di una Commissione di esperti del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) che si è riunita diverse volte, per fare emettere alla fine una delibera interpretativa che consentiva finalmente di modificare le cabine ascensore aumentandone la profondita' pur lasciando invariata la portata che è l’elemento condizionante come si è detto per il ricalcolo e quindi per i costi.
E’ sulla base di questa delibera che chiunque può oggi richiedere al proprio ascensorista di verificare lo spazio esistente sul retro della cabina e, sulla base di questo spazio e di quello aggiuntivo ottenuto con l’eventuale spostamento del contrappeso normalmente presente, installare nella parete opposta all’ingresso cabina un semplice cassonetto in acciaio inox, avente le misure consentite dalla citata delibera. 
E’ proprio la presenza di questo cassonetto che consente finalmente alla carrozzina di entrare tutta intera facilitando altresì i movimenti dell’accompagnatore.
Questa modifica è stata realizzata, forse per la prima volta in Italia, con una spesa relativamente modesta (circa 1500 euro) su due vecchi ascensori condominiali di Varese. La spesa è stata sostenuta dai condomini e verra' loro rimborsata in quanto la pratica relativa al contributo di cui alla Legge 13/89 è stata accettata.
La realizzazione può costituire un ottimo precedente per chi volesse attuare analoga modifica. Per maggiori dettagli telefonare allo 0332-284814. 


Bruno Biasci

Luglio 2002