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Indispensabi ausili |
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Carrozzine
e comode, ma anche montascale e deambulatori, compagni indispensabili per
gli vive il problema dell’handicap.
Gli
ausili tecnici fanno parte dei presidi necessari alla persona per aiutare
quest’ultima a esplicare le sue attivita' quotidiane, malgrado la
presenza di situazioni invalidanti, e consentire piu' facili rapporti con
le altre persone. Come ausili tecnici dobbiamo intendere tutto ciò che è
strettamente connesso alla mobilita' e cioè: carrozzine manuali o
elettriche, comode, deambulatori e stampelle, montascale, sollevatori,
ecc... Per quanto riguarda
tutta la materia in generale, e cioè non solo quella relativa agli ausili
per la mobilita' che qui intendiamo trattare ma tutti i presidi con i
relativi prezzi, le modalita' di erogazione, gli aventi diritto, ecc..,
occorre riferirsi al D.M. 27 agosto 1999, n. 332 (sinteticamente
definito come Nomenclatore Tariffario) con le varianti contenute nel
Regolamento pubblicato sulla G.U. n. 183 dell’8/8/2001. Dove
sono elencati Gli ausili per la
mobilita' della persona che l’Asl può assegnare sono elencati nel
citato Nomenclatore Tariffario che viene emesso periodicamente sotto forma
di legge. Non è indispensabile disporre di detto documento in quanto è
comunque disponibile presso l’Asl, presso il fisiatra prescrittore,
oltre che presso i fornitori di ausili. Chi ha diritto alla loro assegnazione Chiunque sia titolare
del Certificato di Invalidita' dal quale risulti un’invalidita'
superiore a 1/3 oppure sia nella condizione di necessita' in base a
diagnosi espressa dall’ente sanitario e in attesa del certificato. Per i
minorenni (cioè fino agli anni 18) tale documento non è richiesto, è
sufficiente il certificato medico. Come si fa ad ottenerli Occorre rivolgersi ad un
fisiatra facente parte di una struttura sanitaria pubblica (Asl, Ospedale,
Istituto convenzionato, ecc.). In relazione ai diversi casi può essere
necessario o meno sottoporsi a una visita durante la quale vengono
valutati da un team specialistico (fisiatra, fisioterapisti, ecc..), oltre
che gli aspetti strettamente medici, anche quelli di tipo ambientale quali
ad esempio la possibile mobilita' interna di una carrozzina o di una
comoda nell’appartamento in cui vive la persona interessata. Per ottenere la visita
specialistica del fisiatra e la conseguente possibilita' di avere in
assegnazione l’ausilio è necessario esibire il documento di
richiesta rilasciato dal medico di base. Si può avere la visita a domicilio? Nei casi accertati di
impossibilita' di spostamento della persona richiedente l’ausilio è
possibile ottenere la visita a domicilio rivolgendosi al “Servizio di
fisiochinesiterapia domiciliare” che a Varese ha sede presso l’Asl di
via O. Rossi 9, mediante una richiesta da parte del medico di base.
Per conoscere gli orari di apertura e per gli appuntamenti occorre
telefonare al n. 0332-277223 (225). Se, a seguito della
visita la persona ha diritto a ricevere l’ausilio, il medico specialista
abilitato compila la parte I e II del modulo “Erogazione forniture
protesiche” (quello riprodotto nella pagina a fianco) prescrivendo
quale ausilio (ed eventuali accessori) deve essere fornito al richiedente
tra quelli codificati nel Nomenclatore tariffario. Il modulo è
accompagnato da un secondo modulo identificato come “Programma
terapeutico per l’erogazione di forniture protesiche” che è compilato
interamente dal medico specialista. Tornando al documento
principale, il richiedente firma la parte III accettando alcuni impegni e
indicando quale ditta sceglie tra quelle convenzionate (riproduciamo a
parte l’elenco per la provincia di Varese) e consegna il modulo all’Asl
la quale, prima di convalidare la scelta, valuta se tra gli ausili di cui
gia' dispone (e giacenti presso la Ditta incaricata della revisione e
riparazione) vi è quello che soddisfa i requisiti della prescrizione
medica. In questo caso incarica la citata ditta a consegnare a domicilio
l’ausilio così individuato. Nel caso non vi sia
questa disponibilita' l’Asl invia il documento alla ditta fornitrice la
quale espone nello stesso modulo il preventivo di spesa e lo rimanda
all’Asl la quale firma nella parte IV l’autorizzazione alla spesa. A questo punto il
documento torna al fornitore il quale comunica all’interessato la
disponibilita' per la consegna dell’ausilio e fa firmare, come ricevuta
all’atto della consegna, la parte V. L’ultimo atto riguarda
l’accertamento da parte del medico prescrittore che, se l’ausilio
fornito è conforme alla prescrizione, firma la parte VI del documento
autorizzando così l’Asl al pagamento della fornitura. Di chi è l’ausilio fornito? L’ausilio fornito
rimane di proprieta' dell’Asl alla quale deve essere restituito quando
cessa di servire oppure perché l’interessato, dopo un certo numero di
anni (vedi tabellina riprodotta), ha diritto ad averne uno nuovo o
revisionato. Per tutto il periodo in cui la persona utilizza l’ausilio
tecnico quest’ultimo può essere oggetto, su richiesta indirizzata
all’Asl, di intervento manutentivo a domicilio comprendente la
sostituzione di parti (ad esempio le batterie se si tratta di carrozzina
elettrica) o dello stesso ausilio con altro avente caratteristiche simili.
Quanto detto non si
applica se, nella fase di acquisto a spese dell’Asl, vi è stata
un’integrazione di spesa da parte dell’interessato per ottenere
componenti o migliorie non previste o non riconducibili a voci elencate
nel Nomenclatore Tariffario. In questo caso l’ausilio diventa di
proprieta' della persona che ha sostenuto la spesa aggiuntiva la quale
dovra' però provvedere in proprio per le eventuali riparazioni
necessarie. Che destinazione hanno gli ausili restituiti? Dei singoli ausili che
vengono restituiti all’Asl viene fatta una valutazione da parte della
ditta che ha in appalto le riparazioni, la quale concorda con l’Asl
stessa la convenienza o meno della rimessa a nuovo. In caso negativo
l’ausilio è destinato alla rottamazione, in caso positivo invece
l’ausilio viene rimesso in efficienza sostituendo le parti usurate ed
eseguendo una accurata pulizia e disinfezione. Carrozzine, comode, ecc..
revisionate rimangono nel magazzino della ditta in attesa di essere
utilizzate dall’Asl per nuove assegnazioni come piu' sopra riportato. Problemi Il riciclare gli ausili,
cosa che avviene solamente da pochi anni, comporta evidentemente un
notevole risparmio all’Asl, ma nello stesso tempo causa alcune
limitazioni nella scelta da parte dell’utente e qualche diffidenza sullo
stato igienico di un’apparecchiatura che rimane a stretto e lungo
contatto con la persona. Secondo il settimanale
“Il Salvagente” nella sola Asl di Milano 1 a fronte di 29.700 presidi
prescritti (quindi non solo ausili tecnici) 5.184 sono stati forniti
mediante riciclo, con un rapporto pertanto di uno a sei. Su questo argomento vi
sono critiche da parte di persone, riportate anche dalla stampa, come pure
esistono perplessita' da parte dei medici prescrittori sull’inutile
duplicazione dei documenti che sono costretti a compilare. Vi è da considerare
infine il lavoro che sta svolgendo un’apposita Commissione Ministeriale
per il completo riordino della materia. A livello della Regione Lombardia
si è costituito un gruppo di lavoro, allargato ad associazioni e ad
operatori professionali, nell’intento di elaborare proposte per un
diverso modo di valutare le esigenze di chi deve utilizzare gli ausili,
per una loro estensione e per l’adeguamento ai moderni ritrovati. |