Detto fra noi 

di  Laura Belloni

Figli dello stesso Padre

 Per risolvere i problemi materiali dell’umanita' sarebbe sufficiente impiegare anche solo una parte dei soldi utilizzati per le armi.

 

Siamo tutti figli di un unico Padre. Chiediamogli insieme il dono di una Pace vera.  Per giorni i Potenti della terra hanno mostrato i muscoli, le diplomazie occidentali hanno intessuto alleanze ed i servizi di controspionaggio hanno lavorato, raccogliendo prove. Poi, domenica 7 ottobre viene sferrato il primo attacco su Kabul.

Ed ecco, i poveri del mondo, che nulla hanno a che fare con i bellicosi miliardari, ricominciano ad arrancare, silenziosi come sempre, verso le frontiere dei Paesi confinanti. Scene viste troppe di volte, corriamo il rischio di abituarci e di non indignarci piu', anche perché se sono loro a soffrire, a morire di fame, Wall Street non ne subisce conseguenze e noi occidentali possiamo dormire tranquilli: i nostri risparmi sono salvi!

Non voglio fare del facile pacifismo. Sono una disabile grave e sperimento ogni giorno sulla mia pelle, da quarant’anni, che cosa vuol dire non essere autonoma, aver braccia e gambe che non servono. Molti sono gli invalidi per malattia o vecchiaia, ma moltissimi sono quelli prodotti dalle guerre che hanno insanguinato il pianeta. Mi sento, perciò, inorridire al pensiero che altri potrebbero andare ad aggiungersi a quelli per  l’orgoglio e la cupidigia di pochi, asserviti al potere del denaro.

In questi giorni, ho trovato per caso questo raccontino:

Un professore spiegava come, nel mondo moderno, una parte delle enormi somme spese per gli armamenti avrebbe potuto risolvere tutti i problemi materiali di ogni membro della famiglia umana.

“Ma perché gli esseri umani sono così stupidi?”,   fu l’immediata reazione degli studenti.

“Perché, rispose il docente con tono grave,  la gente ha imparato a leggere libri stampati e ha dimenticato di leggere quelli non stampati”.

“Dacci un esempio di un libro non stampato”, chiesero gli studenti, ma il docente non ne dava.

Un giorno, in risposta alla loro insistenza disse:

“Il canto degli uccelli, il ronzio degli insetti proclamano tutti la verita'. Le piante e i fiori indicano tutti la via. Ascoltate! Guardate! Questo è il modo di leggere!”.

Proviamo, tutti insieme, dunque, a dare una risposta non violenta, accogliendo l’invito che  Papa Giovanni Paolo II ha lanciato da Astana, lo scorso 23 settembre:

“La religione non deve mai essere usata come motivo di conflitto. Da questo luogo invito insieme cristiani e musulmani ad elevare un intensa preghiera all’unico onnipotente Dio del quale siamo tutti figli, perché il supremo bene della pace possa regnare nel mondo”.

Gli eventi degli ultimi giorni sembrano rendere inutili queste parole. Tuttavia, credo che ora sia piu' che mai necessario metterle in pratica, poiché il rischio che il conflitto si allarghi è serio. Se le nazioni coinvolte usassero le armi in loro possesso, non avremmo piu' né libri, né lettori, né vinti né vincitori.