Due casi (uno a Malnate e uno all'ufficio postale di via Pasubio di Varese) che denotano
la mancanza di sensibilita' di molti condomini al problema delle barriere architettoniche.
Un bel caso a Malnate
La Cooperativa Edile Costruttori Diretti chiede al Comune la Concessione edilizia per la
costruzione di un palazzo condominiale di tre piani e sottostanti box in via A. Ferrari.
Il Comune, fatta la regolare istruttoria, invita la Cooperativa a rivedere il progetto per
l'inclusione dell'ascensore in quanto lo stabile risulta essere di quattro livelli,
compreso l'interrato, e pertanto deve rispondere alle prescrizioni dell'art. 3.2 del
Dm-236/89 che prevede appunto in questo caso l'installazione dell'ascensore.
La Cooperativa si ritiene danneggiata in quanto e' costretta a rinunciare a due box e a
ridurre la superficie di qualche appartamento: produce l'integrazione al progetto per
inserire l'installazione dell'ascensore ma sostiene che quanto richiesto e' illegittimo in
quanto contrasta con l'art. 1 della Legge 13/89 che indica l'obbligatorieta'
dell'ascensore solo per gli stabili con piu' di tre piani fuori terra.
Il Comune rilascia la Concessione Edilizia alle condizioni inizialmente espresse e nello
stesso tempo, vista la presa di posizione della Cooperativa, richiede un parere scritto
dal membro della Commissione Edilizia, esperto in barriere architettoniche, l'architetto
Angelo Casanova, (componente del Comitato per una citta' senza barriere - Ccsb di Varese)
che si esprime motivando l'apparente contrasto tra la legge e la sua norma di applicazione
e confermando la corretta ingiunzione comunale.
A questo punto avviene l'incredibile: la Cooperativa Edile ricorre al Tar e cita in
giudizio sia il Comune di Malnate, per ottenere il risarcimento (205 milioni circa) dei
danni che ritiene di aver subito per essere stata costretta a installare l'ascensore, sia
il Ministero dei Lavori Pubblici affinche' annulli l'art.Ê3.2 del Dm-236/89 che prescrive
l'installazione dell'ascensore negli stabili costruiti su piu' di tre livelli includendo
nel conteggio i livelli interrati.
Conoscendo il coinvol- gimento nella normativa sulle bb.aa. da parte del Ccsb il Comune di
Malnate si e' rivolto a quest'ultimo per una disamina del problema.
A stretto giro di posta il Ccsb ha procurato al citato Comune quattro pareri espressi in
diverse epoche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del Ministero: tutti
coincidenti con quanto richiesto alla Cooperativa e favorevoli quindi alla installazione
dell'ascensore.
Vedremo come andra' a finire.
Un altro caso a Varese
Nel condominio di via Pasubio 2, a Varese, vi e' stata una presa di posizione
assolutamente negativa con minaccia di adire alle vie legali a seguito della progettata
realizzazione di una rampa all'ingresso dell'Ufficio Postale che occupa, in affitto, una
porzione del citato condominio.
Nell'ambito del programma di informatizzazione degli Uffici Postali sono in corso
drastiche ristruttura-zioni delle varie sedi con l'adeguamento alle norme e il completo
rifacimento dell'arredo. A Varese quello di via Pasubio e' il terzo ufficio postale che
sta subendo la citata ristrutturazione.
Il condominio si e' opposto inizialmente alla costruzione della rampa in quanto il
progetto prevedeva una rampa con piattaforma che avrebbe inciso molto sull'estetica
esterna.
I funzionari delle poste hanno chiesto l'intervento del Ccsb; e' stato fatto quindi un
sopralluogo e, alla presenza delle parti interessate, l'architetto Casanova ha rilevato
alcune misure e ha proposto una soluzione molto meno traumatica che e' stata fatta propria
dal tecnico funzionario delle poste e accettata in linea di principio dall'amministratore
del condominio.
E' stata prevista anche l'installazione di due corrimano ai lati della rampa, ma quando,
ancora in occasione di un sopralluogo collettivo, si e' simulata l'installazione sul
posto, il condominio si e' opposto nuovamente in quanto il corrimano in acciaio inox di
sinistra risultava posizionato troppo vicino al cancelletto d'entrata condominiale.
Del problema si e' persino occupato il Corriere della Sera che ha deplorato il fatto.
Dopo vivaci discussioni e' stato deciso di realizzare una rampa con pendenza dell'11%
posizionando il corrimano solo sulla destra e realizzandolo in ferro verniciato come il
cancelletto.
Al Ccsb e' stato richiesto di dare la propria approvazione mentre il condominio dovrebbe
confermare con una delibera assembleare la soluzione proposta.
Vi e' da dire che il Ccsb ha dovuto avviare un'azione integrativa richiedendo al Comune la
realizzazione del marciapiede mancante davanti al condominio (estendendo detto marciapiede
possibilmente fino all'ingresso della Provincia) per arrivare ad inizio rampa e per
rendere quindi effettivamente accessibile l'Ufficio Postale ed anche per raggiungere il
postamat sistemato in corrispondenza della seconda vetrina.
Vedremo ora se il Comune, a fronte di una precisa e ben motivata richiesta, realizzera'
quanto di sua spettanza.
Bruno Biasci |