Autonomia Frenata

 

Troppo incerti e limitati i finanziamenti della legge sull'assistenza. Inviata alla Regione Lombardia una proposta per migliorarne l'applicazione.

N
el numero prece dente ci eravamo lasciati con l'aspettativa di un'incontro con gli operatori di Asl, Comune di Varese e Provincia al fine di esaminare tutti gli elementi necessari alla stesura dei progetti di vita indipendente e, soprattutto, al loro finanziamento. L'assessore provinciale Orlini ci ha contattati confermandoci la piu' ampia disponibilita' a collaborare per il sostegno del nostro lavoro nel gruppo di Coordinamento provinciale e in tutti gli ambiti di sua pertinenza precisando che nello specifico dei progetti di vita indipendente la Provincia non ha alcuna competenza.
Per l'Asl ha partecipato all'incontro la coordinatrice del Servizio Disabili, dottoressa Rita Patriarca e l'Assistente Sociale dell'Unita' Operativa Handicap (U.O.H.) del Distretto di Varese, dottoressa Rosanna Centomo. Per il Comune erano presenti le assistenti sociali che si occupano dell'area handicap Maria Albanese e Lisa Pignataro.
L'incontro e' stato per tutti noi una "doccia fredda": sono stati evidenziati i limiti della 162/98 soprattutto per cio' che riguarda l'incertezza dei finanziamenti e la loro limitatezza nel tempo. Ad oggi, infatti, si ignora l'entita' dello stanziamento e i criteri di ammissione dei progetti. Peraltro, non si e' in grado di stabilire se i progetti approvati nell'anno precedente saranno rifinanziati e, quindi, in che misura puo' essere data continuita' e certezza ai vari interventi programmati.
E' stato rilevato che la Regione Lombardia ha scelto di accettare solo progetti proposti dagli Enti Locali e dagli Organismi di Privato Sociale. Per cio' che riguarda la vita indipendente, questi enti dovrebbero concordare con la persona disabile un protocollo d'intesa che definisca le modalita' di realizzazione del progetto facendosi garanti dell'efficacia dello stesso nonche' del controllo della spesa. Poiche' la 162/98 finanzia i progetti a rimborso della spesa gia' pagata fino ad un massimo del 80% del costo complessivo, gli enti che presentano i progetti di regola devono essere in grado di mettere a bilancio la spesa relativa sul presupposto che il rimborso gli sara' erogato dopo circa 2 anni. L'esiguita' dei fondi comunali dedicati all'assistenza e i rigidi criteri di accesso ai finaziamenti previsti dagli stessi regolamenti comunali limitano fortemente il diritto dei disabili ad una vita indipendente.
A fronte di questi problemi e' stato evidenziato che sino ad ora sono stati finanziati tutti i progetti presentati, in regola con i requisiti previsti dalla legge, e che lo stanziamento per l'Asl di Varese e' raddoppiato nei due anni di attuazione, permettendo di dare continuita' ad alcuni progetti ammessi nel primo anno.
La dottoressa Patriarca ha ribadito che l'Asl e' l'ente competente a valutare i progetti e che sono stati ammessi esclusivamente quelli in regola con i criteri previsti dalle circolari regionali.
A seguito delle informazioni ottenute abbiamo deciso innanzitutto di chiedere alla Regione delle rettifiche nell'applicazione della 162/98 attraverso il coordinamento Regionale per la Vita Indipendente e la Fish regionale (Federazione Italiana per il Superamento dell'handicap), che hanno inoltrato la lettera riportata a fianco. Inoltre, abbiamo invitato le persone interessate ad inviare le richieste di finanziamento di progetti di vita indipendente con la speranza che questo faccia emergere il bisogno e favorisca il finanziamento dell'assistenza in forma indiretta (cioe' pagata direttamente dall'utente). Riportiamo nella pagina a fianco la formula della lettera di richiesta tratta dalla rivista di Enil Italia.
Vi ricordiamo che il gruppo AVI si incontra tutti gli ultimi luned“ del mese alle ore 16,30 presso la sede del Coordinamento delle Associazioni di Volontariato del Comune di Varese in via Maspero 10.
Fabrizio Chianelli

Scheda di domanda per richiedere
il finanziamento di progetti di vita indipendente


            Al Sig. ..........
            Assessore ai Servizi sociali del Comune di......
               
            p.c.
            Al Sig. ........
            Assessore ai Servizi Sociali della Regione......

OGGETTO: domanda di assistenza personale, gestita in forma indiretta, per il conseguimento di una vita indipendente come previsto dalla LEGGE 21 maggio 1998, n.162. "Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n.104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave"- GAZZETTA UFFICIALE n.123.

Spett.le Assessore,
la/il sottoscritta/o..........nata/o a.....(..) e residente a......(.) in via...... n.,
chiede l'assegnazione di un aiuto personalizzato per il raggiungimento del proprio diritto a una vita indipendente che intende conseguire mediante l'assunzione di assistenti personali per un totale di ... ore all'anno, gestite in forma indiretta, come previsto dalla legge 21 maggio 1998 n. 162 (Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n.104) concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave.

La/il sottoscritta/o dichiara che:
-    e' persona con disabilita' permanente,
-    e' persona con grave limitazione all'autonomia personale nello svolgimento si piu' funzioni essenziali alla vita;
-    gli ausili che adopera non sono non sono sufficienti a consentirle di espletare le funzioni vitali ne' il diritto a una vita indipendente;
-    inoltre.........................
.................................................................................................................
Rimanendo a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti, in fede, porge cordiali saluti

data firma





Pubblichiamo il testo della lettera che il Comitato Lombardo per la Vita Indipendente e la Fish Lombardia hanno inviato alla Regione per chiedere delle rettifiche nell'applicazione della 162/98.

Secondo quanto previsto dal Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali 2001-2003 "le Regioni sono chiamate ad esercitare un ruolo incisivo nella programmazione dei servizi alle persone, attraverso la predisposizione di piani regionali secondo i tempi stabiliti dall'articolo 18, comma 6, e le modalita' previste dall'articolo 3 della legge 328/2000, volti a selezionare le priorita', a definire le risorse disponibili, a precisare le modalita' di funzionamento del sistema integrato e a verificare i risultati raggiunti."
Entro 120 giorni dall'emanazione del Piano Nazionale, cioe' entro la prima decade di agosto, anche la Regione Lombardia deve presentare il Piano Socio Assistenziale Regionale, nel quale dovra' essere inserito e regolamentato quanto da decenni auspicato e richiesto dai Movimenti per la Vita Indipendente in Italia e nel mondo, riconosciuto come diritto dalla L.N. 162/98 e previsto nel Piano Nazionale Sociale 2001-2003 nella Parte II, Obiettivo 4 nel seguente modo: "sperimentazione di programmi di assistenza, anche in forma indiretta ed autogestita, per la vita indipendente delle persone non autosufficienti."
La Fish e il Comitato lombardo per la Vita Indipendente hanno rilevato che lo stato di applicazione della L.N. 162/98 e', ad oggi, caratterizzato da una pericolosa e forte spinta politico-culturale che favorisce l'erogazione a pioggia dei gia' scarsi fondi da essa assegnati.
Ulteriori problemi vengono inoltre creati dalla complessa organizzazione amministrativa in cui devono interagire la Regione, le Aziende Sanitarie Locali, e i Comuni, l'iter amministrativo previsto costringe le persone con disabilita' ad un umiliante, scoraggiante e faticoso percorso burocratico ad ostacoli per l'ottenimento di finanziamenti incerti, sia per quantita' che per tempestivita', spesso insufficienti e a titolo di rimborso.
Con la presente ci rivolgiamo a Lei affinche' si adoperi presso il suo Assessorato per attivare l'emanazione di un Piano Regionale Socio-Assistenziale che preveda:
1.    progetti personaliz- zati, gestiti anche in forma indiretta, di persone con disabilita' in grado di autodeterminarsi,che ne facciano richiesta, per l'assunzione di assistenti personali per il conseguimento di una vita indipendente;
2.    finanziamenti completi ai progetti di cui al punto 1.: per molte persone con disabilita' doversi addossare la spesa del 20% del totale significa dover rinunciare del tutto a espletare il proprio diritto a vivere una vita indipendente;
3.    l'integrazione con fondi regionali di quanto gia' disposto dalla L. N. 162/98 a completamento dei costi;
4.    la destinazione prioritaria dei fondi della L.162/98 ai progetti di vita indipendente;
5.    l'istituzione di un fondo, costituito dai proventi della L. 162/98 e da altre risorse, per il finanziamento di progetti di Vita Indipendente almeno pluriennali;
6.    che sia la persona disabile interessata a fare richiesta di finanziamento all'Asl per il suo progetto di vita indipendente;
7.    lo snellimento dell'attuale iter amministrativo-burocratico;
8.    il finanziamento dei progetti a preventivo e non a consuntivo;
9.    che i Comuni singoli o consorziati istituiscano il Savi (servizio di aiuto per la vita indipendente) e si dotino di relativo regolamento, prevedento un apposito capitolo di spesa.

Ci proponiamo fin da ora per collaborare alla stesura in tempi brevi di un Disegno di Legge regionale che recepisca i punti precedentemente elencati e che offra linee guida univoche riguardo alla valutazione dei progetti in modo da evitare applicazioni arbitrarie.

Restiamo in attesa di una risposta scritta ai sensi e per effetto della legge n. 241/90.

Comitato Lombardo per la Vita Indipendente



Fish Lombardia