Salute e prevenzione
 

L’esercizio che fa bene

Una regolare attivita' fisica è uno dei metodi piu' efficaci per prevenire l’aterosclerosi

Frequentemente gli anziani vengono colpiti da "ictus", una patologia che si presenta come un deficit delle funzioni neurologiche di durata variabile. L’ictus è estremamente diffuso. Sembra che sia responsabile dell’8.5 –10% dei decessi nei pazienti anziani. Alla base vi è un’ importante malattia degenerativa della parete arteriosa: l’atero- sclerosi.

L’aterosclerosi è caratterizzata dalla formazione di una placca fibrotica, che presenta un cuore ricco di lipidi attorno a cui si organizza una capsula fibrosa ma estremamente fragile. Questa malattia è alla base di numerose malattie assai gravi che portano alla morte o a gravi condizioni di handicap, come l’infarto del miocardio, l’infarto cerebrale, e gli aneurismi aortici e di malattie acute e croniche legate ad una diminuzione del flusso sanguigno arterioso: la gangrena agli arti inferiori, le occlusioni mesenteriche ed l’infarto intestinale, la patologia ischemica cronica del miocardio e le encefalopatie croniche ischemiche, che causano spesso le cosiddette demenze vascolari.

Alla base dell’ateroscle rosi sta un accumulo incontrollato di lipidi nelle cellule della parte piu' interna della parete arteriosa. I lipidi che si accumulano sono rappresentati principalmente da colesterolo e da esteri del colesterolo e formano il nucleo centrale della lesione attorno a cui si dispongono varie cellule che formano un rivestimento fibroso piuttosto fragile.

 

I fattori di rischio

Molti studi hanno preso in considerazione i fattori di rischio dell’aterosclerosi, cioè quei fattori che se presenti possono aumentare (ma non necessariamente causare) il rischio di insorgenza di una malattia.

I fattori di rischio sono innanzitutto l’eta', il sesso maschile, la predisposi- zione famigliare (significa che un individuo i cui genitori o fratelli hanno avuto per esempio l’infarto, sono piu' a rischio di contrarre questa malattia) e alcune malattie genetiche particolari e piuttosto rare. È bene chiarire subito un concetto: sempre piu' di frequente la scienza scopre la presenza di un rischio genetico per l’aterosclerosi e per molte malattie assai comuni (vedi l’ipertensione, per esempio): si tratta però in questi casi di alterazioni che coinvolgono il patrimonio genetico e che rappresentano una predisposizione o un rischio aggiuntivo, nonostante i quali un individuo potrebbe benissimo non sviluppare mai questa adottando nuove abitudini di vita e alimentari ed eventualmente alcune terapie farma- cologiche. Altri fattori di rischio sono: l’ipertensione, il fumo di sigaretta, il diabete e l’iperlipidemia. Il fumo è notoriamente assai pericoloso sia perché nel fumo sono contenuti potenti agenti cancerogeni, sia perché nel fumo sono contenute delle sostanze che stimolano la perossidazione lipidica.

A questi vanno aggiunti alcuni fattori di rischio minori o di significato ancora non ben definito come l’obesita', l’inattivita' fisica, lo stress, l’alcolismo, alcune infezioni, soprattutto quella da clamidia pneumoniae. Da tutto questo si può capire come l’aterosclerosi sia una malattia multifattoriale (cioè per determinare la quale devono concorrere diverse cause sia contemporaneamente che in diversi tempi). Recentemente si da' un particolare enfasi alle alterazioni genetiche. Certamente l’aterosclerosi ha una base ereditaria (basti pensare come in certe famiglie si possa avere una lunga storia di infarti, ictus o altre malattie su base aterosclerotica) e alcuni importanti disturbi metabolici come alcune dislipidemie, il diabete stesso o l’ipertensione sono malattie che hanno una base anche ereditaria, ma altri fattori di rischio legati alle abitudini di vita e a quelle alimentari sono di grande importanza.

 

 

Frutta, verdura e vino rosso

Per l’insorgenza, la prevenzione e la cura dell’aterosclerosi è di importanza estrema l’apporto di lipidi nella dieta, nonché una adeguata introduzione di frutta e verdura per avere un apporto vitaminico adeguato. Studi scientificamente molto validi dimostrano che la dieta mediterranea con molta frutta e verdura, poca carne, cereali (pasta, riso e pane) e lo scarso uso di grassi animali (il burro!) rappresenta la dieta meglio bilanciata e consigliata a molti individui dislipidemici in associazione con eventuali terapie farmacologiche.

Anche il vino è molto importante perché contiene una serie di molecole antiossidanti come i flavonoidi, estremamente efficaci nel prevenire l’ossidazione lipidica. L’introduzione di vino deve essere moderata: non oltre 1 bicchiere di vino a pasto: eccedere con il vino significa non piu' prevenire, ma danneggiare l’organismo. Si noti che il vino rosso è quello piu' efficace; birra, vino bianco e superalcolici non sembrano avere effetto benefico sull’organismo per quanto riguarda la prevenzione dall’ossidazione lipidica.

 

Gli esami da fare

Per studiare il metabolismo lipidico e mantenerlo sotto controllo sono sufficienti alcuni semplici esami di routine: il dosaggio dei trigliceridi, della colesterolemia totale e della colesterolemia HDL. Queste poche analisi ci danno numerose informazioni preziose.

Il colesterolo totale è un valore che deve essere monitorato e mantenuto sotto controllo. La colesterolemia varia notevolmente da una popolazione all’altra. Si è osservato che i paesi dove si fa piu' ampio uso di grassi animali sono quelli con i livelli di colesterolemia piu' alti e quelli con una maggiore incidenza delle malattie cardiovascolari da atero- sclerosi. Non esiste un valore di colesterolo oltre al quale parlare con sicurezza di patologia: è vero però che il livello di colesterolo e quello di LDL (le lipoproteine trasportatrici del cole- sterolo verso la periferia dal fegato) a cui è correlato sono proporzionali al rischio di malattia aterosclerotica. L’Oms parla di un valore consigliato inferiore ai 200mg/dL: si tratta di un valore inferiore al quale è molto improbabile che si sviluppino malattie cardiovascolari artero alterosclerotiche, ma si badi bene, superato il quale non si può parlare di patologia in modo assoluto. Certo che valori elevati di colesterolo (superiore a 240 mg/dL) dovrebbero essere controllati con la dieta od altri provvedimenti. È importante ricordare come il livello di colesterolemia cambi tra le diverse popolazioni, tant’è che nell’Italia settentrionale è attorno a 210-215 mg/dL.

Anche la trigliceridemia è importante: il suo valore è molto influenzato dalla dieta. Si parla di trigli- ceridemia elevata qualora superi il valore di 400 mg/dL.

Il dosaggio del coleste- rolo HDL (lipopro- teine che rimuovono il colestero dalla periferia) è utilizzato per valutare il livello di un importante fattore preventivo di queste malattie aterosclerotiche: infatti livelli bassi di HDL si correlano con un aumento del rischio che tende a diminuire secondo l’incremento delle HDL.

Anche il glucosio deve essere tenuto sotto controllo. Il diabete rappresenta, infatti, un fattore di rischio importante per la patologia aterosclerotica. Questa malattia è caratterizzata da alti livelli di glucosio nel sangue dovuti ad un cattivo controllo della glicemia per un alterazione della secrezione dell’insulina. Studi recenti hanno portato a 127 mg/dL in nuovo valore soglia oltre al quale è necessario indagare a fondo le persone alla ricerca di una eventuale patologia diabe- diabetica. Questo perché si vuole anticipare la diagnosi di un eventuale diabete proprio per la conoscenza dei gravi effetti della malattia diabetica sull’organismo, molti dei quali legati proprio all’aterosclerosi.

 

L’importanza del moto

Una regolare attivita' fisica quotidiana permette di prevenire l’aterosclerosi. Secondo alcuni studi, pare che percorrere circa 2-4 chilometri a piedi tutti i giorni, sia all’aria aperta che al chiuso o compiere attivita' analoghe (le pulizie di Pasqua o sbattere i tappeti, rastrellare il giardino o zappare l’orto) rappresenti uno dei piu' importanti sistemi di prevenzione della malattia aterosclerotica a nostra disposizione.

Da questa breve trattazione risulta chiaro come la malattia aterosclerotica sia chiaramente una malattia estremamanete complessa. È stato però ampiamente dimostrato che le abitudini di vita e quelle alimentari siano molto importanti sia nel determinare che nel prevenire questo tipo di malattia.

È ormai largamente accettato che la dieta mediterranea, una regolare assunzione di frutta e verdure associata magari ad un piccolo bicchiere di vino ai pasti, perdere la pessima abitudine di fumare e combattere la vita sedentaria con dell’esercizio fisico aerobio poco faticoso e anche tutto sommato rilassante possano consentire una buona prevenzione della malattia diabetica, un invecchiamento migliore e forse una vita piu' serena.