Abbiamo voluto dare unocchiata alla situazione
dellaccessibilita' dei trasporti ferroviari sia pure circoscrivendo lindagine
ai treni regionali.
Allo stato attuale delle cose solamente sulla linea Milano-Varese-Porto
Ceresio, sono in circolazione diversi treni dotati di vettura accessibile. Questi treni
regionali sono definiti TAF (cioè Treni ad Alta Frequentazione), e sono normalmente
costituiti da 3 o 4 vetture a due piani.
Osservando il simbolo dellaccessibilita' stampato
sullorario delle partenze risulta che, sulla linea che interessa Varese, passano,
nellarco della giornata, 30 treni accessibili sul totale di 58. Per inciso abbiamo
osservato che 44 sono i simboli che indicano la possibilita' di caricare le biciclette.
Siamo quindi andati a vedere da vicino le vetture accessibili, che sono
normalmente poste allinizio o al termine del convoglio a seconda del senso di marcia
del treno.
Un grande simbolo dellaccessibilita' è posto in buona evidenza
sui lati della vettura interessata e sta ad indicare che, per quanto riguarda
linterno, esistono gli spazi perché i disabili, compresi quelli in carrozzina,
trovino una collocazione sicura: una volta entrati, infatti, vi è un ampio e breve
corridoio dotato di maniglioni che conduce a due sedili ribaltabili davanti ai quali è
possibile posizionarsi anche con la carrozzina e allacciarsi con una normale cintura di
sicurezza del tipo adottato nelle auto. Adiacente a questa zona vi è uno spazioso
servizio igienico dotato di maniglioni e completo di lavabo al quale è possibile accedere
da unampia porta la cui apertura è comandabile con un semplice pulsante.
Una parte di queste vetture sono però accessibili solo nel loro
interno ma non consentono limbarco di disabili in carrozzina in quanto non sono
dotate dellindispensabile pedana per salire. Quelle invece munite di pedana sono
dotate, in corrispondenza della grande porta fatta di due ante scorrevoli, di un pulsante
di avvertimento al manovratore mediante il quale è possibile far fuoriuscire la pedana
sulla quale dovrebbe salire la carrozzina e consentire quindi al disabile di entrare
tranquillamente in vettura nello stesso modo con cui si sale sui nuovi autobus
accessibili.
Ma non è così: la citata pedana in realta' è una piattaforma che
esce a sbalzo e che quindi non ha la funzione di far superare il dislivello attuale tra
marciapiede e vettura e, pertanto, è utilizzabile solamente nelle stazioni dove il piano
marciapiede è stato portato allo stesso livello degli ingressi delle vetture. La funzione
di questa piattaforma è di fare da ponte per superare il vuoto esistente tra vettura e
marciapiede in quanto non è stato possibile evidentemente ottenere la stessa stretta
fessura realizzata nelle stazioni della metropolitana.
Le informazioni fornite dicono che solamente nelle stazioni di Milano
(Certosa, Lancetti, Bovisa, Garibaldi, Repubblica, Pta Venezia) i marciapiedi sono stati
rialzati e che, per le stazioni fino a Gallarate, è imminente linizio dei lavori in
quanto è gia' stato stanziato; il relativo finanziamento; il resto riguarda un futuro
piu' o meno lontano.
Resta da domandarsi perché non sia stata adottata la stessa soluzione
degli autobus accessibili: cioè pedana che esce e che si appoggia per terra a qualunque
livello facendo da rampa per salire con la carrozzina.
Il fatto che non tutte le vetture con il simbolo siano dotate di
piattaforma fuoriuscente e che quelle senza detto dispositivo non siano distinguibili è
sorprendente in quanto, come è noto, il simbolo sta proprio ad indicare che, nel luogo
dove esso appare, laccessibilita' con carrozzina è garantita.
Il disabile in carrozzina è certamente ignaro che il treno che figura
nellorario con il noto simbolo possa essere per lui inaccessibile. Le FF.SS. non
glielo dicono. Sara' forse locchio, diventato esperto, del disabile che dovra'
individuare, sotto la porta della vettura con il simbolo, la presenza o meno della
piattaforma retratta. Certo è che, in caso negativo, dovra' attendere il treno
successivo; semprechè ovviamente quello in arrivo sia accessibile ed abbia in piu' la
piattaforma per poter entrare nella vettura.
Naturalmente, e prima di tutto, deve salire e scendere in una delle
stazioni con marciapiede rialzato, il che è tutto dire.
Bruno Biasci