Varese -
Nellultimo Lisdha news abbiamo parlato della costituzione di due gruppi di lavoro
della Conferenza permanente dellarea handicap, emanazione del Coordinamento
Volontariato Varese (CVV) di via Maspero. Si è detto che i due gruppi si sono divisi per
disabilita' psichica e fisica e abbiamo pubblicato integralmente il programma di
questultimo. Continuiamo a seguire questo secondo gruppo con la speranza, da una
parte, di fare partecipare il maggior numero di persone alla realizzazione dei principi
della vita indipendente, dallaltra parte sperando di incentivare iniziative simili
in altre citta'.
Nellincontro di fine settembre i lavori sono iniziati rileggendo
il programma steso prima delle vacanze, nel quale erano gia' stabiliti i primi passi:
1) reperire i numeri delle persone con disabilita' grave (non
autosufficienti) presenti nel comune, divisi per fasce di eta', al fine di valutare in
modo approssimativo leta' dei famigliari e prevedere statisticamente quando sara'
necessario avere servizi sostitutivi oltre che di supporto;
2) fare una mappa dei servizi e delle risorse pubbliche e private del
territorio per confrontarle con i bisogni, interrogando i responsabili di vari enti;
3) organizzare incontri con responsabili di associazioni di altre
citta', che da anni promuovono lattivazione di servizi alla persona e hanno gia'
realizzato, anche in modo parziale, alcuni obiettivi perseguiti dal gruppo;
4) concordare con il Presidente del Coordinamento Volontariato Varese,
dott. Trotti, una lettera di presentazione con indicazione degli attuali componenti e del
referente per avere una identita' autorevole nei confronti dei responsabili degli enti
pubblici e privati con cui dovremo rapportarci;
5) reperire la normativa statale, regionale e locale che regola i
servizi per i disabili non autosufficienti con particolare riguardo alla vita
indipendente.
Ci si vuole avvantaggiare dellesperienza di persone che, in altre
realta' locali, hanno gia' affrontato la fase iniziale e possono aiutarci ad evitare
errori e adottare gli interventi che si sono rivelati piu' efficaci e produttivi. Perciò
si è incaricato Fabrizio Chianelli di concordare con il presidente Trotti la lettera di
presentazione e di selezionare un elenco di domande da sottoporre ai responsabili degli
enti pubblici (Comune, Asl, Provincia) e privati (Associazioni, cooperative, gestori di
case famiglia, comunita' alloggio, servizi domiciliari).
Il responsabile del gruppo Roberto Feraboli, ha assunto l'incarico di
fissare un incotnro ufficile, possibilmente congiunto, entro il mese di novembre, con i
dirigenti degli enti e delle organizzazioni territoriali per raccogliere i dati e le
informazioni sopraelencati. Si spera così di instaurare un rapporto di lavoro con le
persone piu' autorevoli, a livello locale, per realizzare gli obiettivi perseguiti.
Chianelli e Chini organizzeranno invece degli incontri con persone
provenienti da altri comuni che abbiano gia' esperienze nella organizzazione ed attuazione
di servizi alla persona e vita indipendente. Raccoglieranno inoltre le leggi e gli altri
testi normativio vigenti e in materia e comunque utili agli scopi del gruppo.
Si è poi deciso di dare un nome al gruppo: si chiamera' "Avi
Varese" (dove la sigla sta per Assistenza e Vita indipendente). Peraltro si è
costatato che loriginaria suddivisione dei gruppi per disabilita' fisica e psichica,
non rispecchia la realta' e può addirittura essere fuorviante. In effetti i gruppi si
sono divisi in funzione degli scopi perseguiti. Il cosiddetto gruppo della disabilita'
fisica di cui si è parlato fin qui, infatti, intende attuare i principi della vita
indipendente anche per le persone con disabilita' psichica, anche se per queste ultime
occorrera' prevedere dei modi specifici per raggiungere i medesimi obiettivi.
Chi ha avuto la pazienza di leggere fino a questo punto pretendera' di
sapere cosa si intende con lespressione Vita indipendente. Abbiamo gia' parlato sul Lisdha
news della questione, anche presentando lattivita' dellassociazione Enil
Italia (European Network on Indipendent Living) che dal 1991 si è adoperata per divulgare
ed attuare i principi dellomonimo movimento, nato tra gli studenti disabili
delluniversita' americana di Berkeley nel lontano 1960. Come dice il nome,
lassociazione fa parte di una rete che intende divulgare in tutta Europa la
filosofia dellautodeterminazione dei disabili e le diverse esperienze gia'
realizzate con successo in paesi come lOlanda, la Danimarca e la Svezia.
Nei prossimi numeri approfondiremo il tema. Nel frattempo chi vuole
può troavre tutto il materiale informativo dal sito di Enil Italia
http://www.agora.stm.it/enil4/ e nei link in esso segnalati.
Il gruppo AVI Varese aderisce in pieno ai principi esposti nel
manifesto della vita indipendente (vedi riquadro). Peraltro, poiché esistono diverse
tipologie di disabilita' e diversi gradi di maturazione tra le persone disabili, il gruppo
intende promuovere la realizzazione sul territorio di modelli di assistenza differenziati.
In ogni caso lobiettivo rimane lattuazione della massima autonomia possibile
in ciascun servizio (domiciliare, casa famiglia, comunita', ecc.) e lincentivazione
a passare a gradi sempre maggiori di vita indipendente, seconde le esigenze personali dei
singoli soggetti.
In attesa del prossimo numero, chi volesse approfondire questi temi
anche con spunti pratici per la stesura di un programma di vita indipendente e
lattuazione pratica dello stesso, può leggere i libri a cura di Raffaello Belli
pubblicati dalleditore Franco Angeli nei mesi scorsi ed intitolati: "Liberta'
inviolabili e persone con disabilita'" "Assistenti personali per una vita
indipendente". Entrambi i testi sono dotati di un dischetto floppy per consentire la
lettura dei volumi anche a persone con disabilita' tali da non consentire lutilizzo
del supporto cartaceo, inclusi i non vedenti.
Fabrizio Chianelli
Vita
Indipendente è, fondamentalmente, poter vivere proprio come chiunque altro:
avere la possibilita' di prendere decisioni riguardanti la propria vita e la capacita' di
svolgere attivita' di propria scelta, con le sole limitazioni che hanno le persone senza
disabilita'.
Vita Indipendente vuol dire affrontare tutte le
questioni che riguardano specificatamente le persone con disabilita' secondo una
particolare filosofia che potremmo chiamare della liberta' nonostante la disabilita'.
Vita Indipendente non dovrebbe essere definita in
termini di "vita per conto proprio", magari con un lavoro adatto alle proprie
capacita' ed ai propri interessi, o con una intensa vita sociale.
Vita Indipendente non coincide neppure con il
"fare da sé" le cose, con lessere autonomi. Questi sono, o meglio possono
essere solo alcuni aspetti del vivere in maniera indipendente.
Vita Indipendente ha a che fare con
lautodeterminazione. È il diritto e lopportunita' di perseguire una linea di
azione ed è la liberta' di sbagliare e di imparare dai propri errori, esattamente come le
persone che non hanno disabilita'.
Vita Indipendente riguarda soprattutto le persone
con disabilita', tuttavia chi la persegue sa che attorno a ogni persona con disabilita'
che sia libera, si aprono spazi di liberta' per madri, padri, fratelli, sorelle, figli,
figlie, mogli, mariti, compagne, compagni, amiche, amici con esse in relazione.
Vita Indipendente non è facile, e può essere
rischiosa, ma milioni di persone con disabilita' considerano questo obiettivo ben piu'
elevato rispetto ad una vita di dipendenza, di delega, con limitate possibilita' ed
aspettative mancate.
Il testo integrale del manifesto e altre informazioni sono reperibili sul
sito di Enil Italia http://www.agora.stm.it/enil4/ .