L’avvocato risponde

 

Insegnante disabile ma l'aula è al secondo piano

Mia madre, invalida civile affetta da gravi problemi di deambulazione, è insegnante elementare e le è stata assegnata un’aula al 2° piano di un edificio sprovvisto sia di ascensore che di servoscale. Visto il disagio ed il pericolo sempre piu' grave per il peggioramento delle sue condizioni di salute, quali strumenti concreti possono utilizzarsi per risolvere la situazione?

 

G.P. Cerignola (Fg)

Gli edifici scolastici devono essere resi accessibili mediante l’abbattimento delle barriere architettoniche da parte dei comuni di riferimento. Questo è un dovere che in caso di inosservanza può legittimare la denuncia alla procura della Repubblica del sindaco competente. Peraltro visto il pericolo alla salute del lavoratore la responsabilita' ricade anche sull’incaricato alla sicurezza scolastica e, quindi, sul direttore scolastico che ha assegnato le aule senza prevedere le difficolta' di sua madre. Nel caso esistano aule piu' accessibili, sua madre faccia espressa richiesta di trasferimento della sua classe diffidando il direttore responsabile ad adempiere ai propri doveri di sicurezza nei confronti degli insegnanti facendo presente che, in caso di mancato tempestivo intervento, dovra' rivolgersi all’autorita' giudiziaria. In prima istanza invierei la lettera anche al provveditore e ai sindacati.

 

Ho vinto il concorso ma non mi assumono

Sono un paraplegico e, pur avendo vinto un concorso per titoli ed esami nella P.A. Regionale (Campania) con graduatoria finale approvata con delibera della Giunta e successiva nomina che mi definiva "assunto" dal 1° gennaio 2000, al termine di un corso di aggiornamento professionale previsto da uno specifico articolo del bando, sono stato sospeso in attesa che un "Organo Competente" si esprimesse in merito alla mia situazione di invalidita' e compatibilita' lavorativa. Il Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale di Napoli ha espresso un parere negativo, senza prendere una posizione definitiva, basandosi esclusivamente sull'invalidita' al 100%, ma la P.A. non mi ha comunicato alcuna esclusione, in piu' non risponde ai solleciti da me spediti ai sensi della legge Bassanini. Cosa posso fare? Preciso che sin dalla presentazione della domanda di ammissione al concorso ho specificato la mia condizione allegando documentazione medica.

Antonio Afeltra

 

Chieda di essere immediatamente reinserito nei suoi diritti tramite un legale, magari rivolgendosi ad una associazione di categoria come l'Anmic presente su tutto il territorio o anche tramite i sindacati. E' da anni che i giudici confermano la possibilita' di svolgere un proficuo lavoro anche a chi è invalido al 100%. Peraltro nel suo caso, visto che è paraplegico e quindi non ha problemi agli arti superiori, non capisco come sia ancora possibile dubitarne, a meno che si tratti di un lavoro che deve necessariamente svolgersi in piedi. Anche in questo caso dovrebbero dimostrare che nessun ausilio può permettere lo svolgimento di quella specifica attivita'. E' opportuno che si faccia rilasciare dall'Asl un certificato che specifichi che nel suo caso non vi sono incompatibilita' con il lavoro da svolgere.

 

Parcheggi riservati occupati:

come intervenire?

Recatomi alla Esselunga di Induno in un giorno di massima utenza ho visto parcheggiare un giovanotto rampante, alla guida di una potente fuori strada, sprovvista dell’apposito permesso, nell’unico posto libero riservato ai disabili. Alla mia contestazione mi ha risposto che non c'era altro posto. Contrariato mi sono recato presso la direzione del supermercato per far presente l’episodio. Mi hanno risposto di non avere alcun potere in merito e, pertanto, hanno chiamato i vigili di Induno, che a loro volta hanno dichiarato la loro incompetenza dato che il parcheggio è proprieta' privata. Come si può far rispettare il diritto dei disabili alla priorita' nei posti riservati su area privata?

G. L. - Induno (Va)

E' vero che essendo privato il parcheggio i vigili urbani possono avere problemi di competenza. Peraltro la direzione del supermercato ha il dovere di mettere a disposizione un certo numero di posti riservati ai disabili in proporzione alla portata complessiva del parcheggio. Essendo la proprieta' libera di destinare a chi vuole una parte dei propri spazi, qualora vi siano abusi, può ricorrere alle forze pubbliche chiedendo di far rispettare la propria volonta'. Anche i vigili urbani potevano intervenire visti i poteri attualmente loro assegnati. Peraltro, culturalmente, interventi sulle proprieta' private possono trovare maggiore risposta chiedendo l’intervento ai carabinieri od alla polizia. Chiederemo comunque alle associazioni di svolgere una campagna di sensibilizzazione dei dirigenti dei supermercati e anche dei vigili.

 

Barriere architettoniche in un cimitero

Sono un’operatrice del Servizio Informa-handicap di Racale (Le). Un utente mi ha inoltrato la seguente richiesta: il cimitero del paese è strutturato su tre livelli raggiungibili tramite scale; ne deriva l’impossibilita', sia per gli anziani che per i disabili, di raggiungere da soli il livello superiore. Ciò sarebbe possibile solo con l’installazione di un servoscala il cui costo, però, la Confraternita (di cui l’utente fa parte) non è in grado di sostenere per intero. La domanda è la seguente: chi può concorrere a tale spesa visto anche che trattasi di "abbattimento di barriere architettoniche"?

S. C. di Racale (Le)

Anche in questo caso valgono le norme relative all’abbattimento delle barriere architettoniche negli immobili pubblici. Se il cimitero non è di nuova costruzione ed addirittura rientra tra i beni di valore storico-artistico è difficile immaginare modifiche rilevanti alla struttura. Se, invece, non vi sono particolari vincoli, deve essere considerato come un qualsiasi altro edificio pubblico ed il Comune ha l’obbligo di garantire la fruibilita' dell’immobile ai disabili, provvedendo all’inclusione dello stesso nel proprio piano di eliminazione delle barriere architettoniche.

 

 

Ha bisogno

di un assistente ma il Comune non ha i soldi

Nostro figlio frequenta la scuola materna e necessita di un assistente per le necessita' quotidiane. Siamo stati costretti a sollecitare il Comune diverse volte per l’assegnazione di personale specializzato all’inizio di ogni anno scolastico. Il Comune può rifiutarsi di inviare un assistente per mancanza di fondi?

Famiglia Negri

La scuola materna non rientra nell’obbligo scolastico e pertanto non si può invocare la responsabilita' degli organi della scuola dell’obbligo. In questo caso, la competenza è del Comune il quale, purtroppo, ha ampia discrezionalita' nell’assegnazione delle risorse relative all’assistenza. La legge al momento è alquanto carente, soprattutto nell’individuazione dei doveri degli enti preposti. Speriamo che venga approvata al piu' presto la legge quadro sull’assistenza.

 

Reddito e case comunali

Ho una disabilita' al 100% e lavoro come impiegato nell’amministrazione scolastica. Avendo ormai raggiunto l’eta' di anni 45 vorrei trasferirmi in un appartamento nel Comune in cui svolgo la mia attivita' anche come presidente di una associazione. Preciso che attualmente sono comproprietario della casa in cui abito, insieme a mia madre e a mia sorella.

Quest’ultima abita nell’appartamento superiore mentre mia madre ed io abitiamo in quello a piano terra dove non c’è nemmeno una stanza autonoma per me. Ho fatto domanda per partecipare all’assegnazione delle case comunali ma mi è stato detto che il mio reddito verra' calcolato insieme a quello di mia madre, visto che attualmente coabitiamo. In questo modo sara' difficile avere il punteggio sufficiente per l’assegnazione. E’ possibile fare qualcosa?

C. E. – Varese

Effettivamente le norme che regolano la materia prevedono che la domanda del disabile convivente con altri familiari contenga anche la documentazione dei redditi di questi ultimi ai fini del calcolo dei requisiti. La motivazione di queste norme risiede nel fatto che molti nuclei familiari, pur non avendone il diritto, hanno usufruito dell’alloggio assegnato al familiare disabile. Consiglio comunque di presentare ugualmente la domanda corredata di tutti i documenti richiesti con una lettera accom- pagnatoria nella quale si presenta la necessita' di autonomia della persona disabile allegando magari anche una dichiarazione dei familiari conviventi nella quale questi ultimi attestino di non avere alcuna intenzione di trasferirsi e si impegnano a non farlo. Nel caso di mancata assegnazione del punteggio relativo al solo disabile senza considerazione dei familiari conviventi potra' essere fatto ricorso alla commissione competente.