Chi ha letto il precedente articolo sullaccessibilita' degli alberghi
della Provincia di Varese (Lisdha News n.26) sara' rimasto stupito del limitato numero
delle strutture in regola con le norme vigenti. Questa informazione, conseguente ad una
seria indagine con questionario compilato sul posto da uno specialista, è stata anche
ripresa da alcuni giornali e Tv locali.
In base al documento con cui il Ccsb (Comitato per
una citta' senza barriere) comunicava i risultati e i nomi degli alberghi accessibili, la
Provincia, a cui è devoluta la competenza di emettere ogni anno lannuario degli
alberghi, ha comunicato ai titolari degli alberghi non accessibili che avrebbe tolto dalla
pubblicazione il noto simbolo internazionale che dichiara invece la piena accessibilita'.
Apriti cielo! Alcuni albergatori si sono sentiti
offesi e, assieme allassociazione di categoria, hanno protestato vivacemente.
Evidentemente molti non si rendono conto delle
difficolta' che incontra un disabile in carrozzina quando vuole pernottare in un albergo,
scelto sulla base del simbolo pubblicato nellannuario. Questo fatto dimostra anche
la mancata conoscenza del problema delle barriere architettoniche e quindi
lapprossimazione con cui lalbergatore considera accessibile la propria
struttura.
A seguito di questa reazione la Provincia si è
trovata in difficolta' e ha richiesto al Ccsb di fornire elementi per chiarire agli
interessati i termini del problema che sono allincirca quelli che qui di seguito
riportiamo.
I dati rilevati sul posto sono stati confrontati con
quelli indicati nel Dm 236/89, decreto che contiene le Norme Tecniche di attuazione
della Legge 13/89. Il giudizio non poteva che essere conseguente. E a tutti noto che
il simbolo internazionale dellaccessibilita' deve essere utilizzato esclusivamente
per indicare la piena rispondenza di qualunque struttura aperta al pubblico alle norme
sulle barriere architettoniche.
E gia' stata fatta uneccezione indicando
arbitrariamente, con un simbolo diverso (non riconosciuto dalla legge ma utilizzato in
diversi casi), la parziale accessibilita' per non escludere qualche struttura che aveva
modeste deficienze da questo punto di vista.
Il risultato dellindagine non mette in mora
lalbergo non accessibile. Semplicemente non deve risultare allignara persona
con problemi di deambulazione che il tale albergo è accessibile per poi riscontrare
difficolta' dovute alla presenza di b.a., come è accaduto in molti casi.
Sara' il proprietario dellalbergo che dovra'
valutare lopportunita' o meno di mettere la struttura a norma e migliorare quindi la
ricettivita' e, se vogliamo, anche limmagine.
A titolo informativo possiamo solo dire che la prima
legge sulleliminazione delle barriere architettoniche per gli edifici aperti al
pubblico risale al 1971; dopo tale data i nuovi alberghi avrebbero dovuto nascere
accessibili mentre quelli gia' costruiti avrebbero dovuto essere adeguati in occasione
delle ristrutturazioni. Si sono succedute altre leggi sempre piu' incisive (in particolare
il citato DM236/89 e la Legge Regionale 6/89).
Certamente il simbolo dellaccessibilita' non
può che corrispondere a una piena accessibilita' la quale a sua volta non che può che
trovare riscontro in un documento (cioè la legge) contenente dati prescrittivi e
prestazionali.
E chiaro che la valutazione della piena
accessibilita' non puo che riferirsi al disabile che ha maggiori difficolta' a
muoversi e cioè quello in carrozzina.
E un fatto però che i disabili motori hanno
diversi livelli di mobilita' e quindi i vari soggetti, nellincontrare ostacoli hanno
diverse possibilita' per superarli; per citare un esempio: una persona con stampelle non
ha problemi di larghezza di porte e di passaggi ma è piu' sensibile allo stato di
scivolosita' del pavimento.
Questa è la ragione per cui non è stato possibile
sintetizzare con simboli specifici tutta la casistica (come si è tentato di fare in
qualche pubblicazione specializzata) e si è scelto il simbolo corrispondente alla soglia
di accessibilita' per una persona in carrozzina.
Dato che lobiettivo a cui si deve tendere è
quello di usare per quanto possibile le pubblicazioni di uso corrente, quelle cioè sempre
reperibili, sempre aggiornate e consultate da tutti (vedi appunto lannuario edito
dalla Provincia) è stato richiesto di inserire, in corrispondenza degli alberghi non
completamente accessibili, alcune misure fondamentali (presenza di gradini e loro altezza,
larghezza di porte, spazi nei servizi, ecc ) in modo che il potenziale utente sia in grado
di valutare la possibilita' di accedere o meno nella struttura scelta in relazione al
proprio grado di autonomia nei movimenti. Un esempio di questo tipo e rappresentato dalla
pubblicazione "Trentino vacanze insieme" nella quale sono stati appunto
riportati alcuni dati dimensionali che sono veramente di grande utilita'.
Ci auguriamo naturalmente che la Provincia, ora in
possesso di questi dati, li utilizzi in occasione delle prossime edizioni
dellannuario.
Bruno Biasci