Estate amara per chi resta
Tutti al mare
ma, forse, non proprio tutti.
Pigramente, i giorni scivolano verso lestate,
tempo di vacanze e svago. Come ogni anno, i mezzi di comunicazione suggeriscono consigli
per non scottarsi e per trarre tutto il giovamento possibile dal meritato riposo. Siamo,
inoltre, aggiornati, sulla pulizia dei nostri mari e sui costi di una vacanza: i più
ricchi potranno affittare per 20 milioni al giorno splendide ville con parco, in località
riservatissime della Costa Smeralda. Poi, per fortuna, sono previste soluzioni per tasche
meno piene. Esiste, tuttavia, unaltra faccia della medaglia ed è quella che vorrei
portare allattenzione dei lettori.
Per chi ha gravi problemi di assistenza o di salute,
lavvicinarsi del periodo estivo diventa fonte di disagi e preoccupazione: nelle
città, tutto sembra bloccarsi. Gli ospedali riducono drasticamente i posti letto, i
Comuni sono costretti a limitare i servizi di assistenza e chi sostiene in proprio il peso
economico dellassistenza non sta meglio, perché deve sostituire chi se ne va, e non
si trova personale disponibile.
Non voglio puntare il dito contro i diritti
sindacali di chi lavora. Desidero solo esprimere le ansie dei tanti che, quando per gli
altri è festa, sono costretti a lottare ancora di più per sopravvivere, perché non
dimentichiamo che sto parlando di bisogni vitali. Se si richiede qualche servizio nei mesi
estivi, non è raro sentirsi rispondere: voi dovete capire che ad agosto il personale è
ridotto. A costoro voi pacatamente rispondete: non è colpa nostra se ci ammaliamo in
agosto, e se, anche in agosto, abbiamo bisogno di nutrirci, di lavarci e di vestirci
Dovrebbero essere cose ovvie, ma la nostra società
è un po matrigna e non è molto sollecita nel prendersi cura di chi ha delle
difficoltà.
Mentre scrivo queste riflessioni, continua ad
affacciarsi alla mia mente un episodio che ha come protagonisti un cane ed un gatto.
Bobi è un setter ormai anzianotto, che vive con
Gabriella e Franco, i suoi padroni, e tre o quattro gatti, quasi tutti scovati da lui,
abbandonati da qualcuno nel suo giardino. Come molti cani, Bobi ha una paura folle dei
temporali. Quando ne scoppia uno, corre a rifugiarsi accanto ai padroni e attende che gli
si metta una mano sul testone bianco e nero.
Una notte, il temporale fu veramente violento. Bobi
si acquattò accanto al letto di Gabriella, grattando continuamente la coperta; nemmeno la
mano in testa riusciva a placarlo. Stanca, Gabriella si alzò e seguì Bobi, che la
guidava verso la porta dingresso, facendole capire di aprirla. Un po
titubante, Gabriella aprì; entrò il gatto preferito da Bobi, che era rimasto chiuso
fuori, sul pianerottolo. I due si accucciarono vicini e, finalmente, Bobi si addormentò.
Che dite? Per imparare a prenderci cura luno
dellaltro dovremo imparare dagli animali?
A proposito di problemi estivi:
Non abbandonate i vostri amici a quattro zampe!
Laura Belloni