Linfarto
acuto del miocardio (di seguito Ima) è una necrosi ischemica del tessuto muscolare del
cuore, cioè del miocardio. A sua volta lischemia è una lesione delle cellule
dovuto al blocco del flusso sanguigno, il che comporta una diminuzione dellapporto
di ossigeno. LIma rappresenta la principale causa di morte nei paesi occidentali. Le
patologie ischemiche comprendono forme con scarsi sintomi ed altre con manifestazioni
acute (angina stabile, angina instabile, Ima).
Cause
Alla base delle cardiopatie ischemiche stanno
diversi fattori causali che assumono importanza diversa secondo le varie forme.
Presenza di un restringimento fisso nelle arterie
coronarie che provoca una diminuzione del flusso sanguigno superiore al 75%; in tal modo
un aumento delle richieste di sangue da parte del miocardio, come accade durante uno
sforzo, non può essere soddisfatto (è il meccanismo di base dellangina pectoris).
Il restringimento è causato soprattutto dalla formazione di una placca aterosclerotica
nella parete delle arterie coronaria dovuta alla deposizione di lipidi, in particolare di
colesterolo. Uno dei modi per valutare il rischio di formazione di queste placche è la
misura della quantità di colesterolo presente nel sangue, che dovrebbe essere inferiore
ai 200mg/dl.
La placca aterosclerotica può andare incontro a
brusche modificazioni come erosioni, ulcerazioni, rotture o piccole emorragie al suo
interno. Questo può causare sia una contrazione dellarteria, con diminuzione del
suo calibro, sia la formazioni di un trombo.
Il trombo è un tappo di piastrine e fibrine che
chiude il vaso impedendo il flusso di sangue a valle. Questo processo è alla base sia
dellangina instabile (in cui il trombo si scioglie rapidamente senza danno per il
miocardio) sia dellIma in cui il trombo persiste per un certo intervallo di tempo
(superiore ai 20-40 minuti) causando un danno irreversibile alle cellule che si
distruggono andando incontro a necrosi del miocardio.
Le ischemie miocardiche come causa di invalidità
Le cardiopatie ischemiche sono malattie
altamente invalidanti in quanto causano una perdita della funzione di pompa del cuore.
La forma meno grave è langina pectoris,
caratterizzata da dolori sotto sforzo al petto per la presenza di una stenosi. Questa
malattia risulta invalidante poiché diminuisce la capacità di resistere allo sforzo e di
compiere attività fisica.
LIma a sua volta è una necrosi parziale del
muscolo cardiaco cui può seguire uno scompenso cardiaco, cioè uno sbilanciamento tra la
richiesta del corpo di essere irrorato e la capacità del cuore di pompare sangue, con una
diminuzione della capacità di compiere unattività fisica.
Infine frequentemente lIma è recidivante,
ovvero ha la tendenza a ripresentarsi in individui che ne sono stati colpiti in passato.
Diagnosi ed esami
Secondo lOrganizzazione Mondiale della
Sanità la diagnosi di Ima si basa su diversi accertamenti. Accertamenti clinici:
classicamente il paziente riferisce un dolore toracico nella regione cardiaca, sentito
come un peso schiacciante, spesso irradiato alla spalla o al braccio sinistro,
frequentemente associato ad una sensazione di ansia, agitazione o malessere. Accertamenti
strumentali: comparsa di alterazioni del tracciato elettrocardiografico, utili per capire
anche la sede, lestensione e la gravità. Accertamenti di laboratorio: dosaggio di
alcune molecole nel sangue il cui repentino innalzamento è segno di necrosi del
miocardio.
Limportanza degli accertamenti di laboratorio
è molto cresciuta nel tempo dato che almeno il 20-30% dei pazienti con Ima presentano
sintomi sfumati oppure diversi da quelli tipici. Anche lelettrocardiogramma può
presentare scarse modificazioni addirittura nel corso dellinfarto.
Per queste ragioni è cresciuta limportanza
del dosaggio in laboratorio dei cosiddetti marcatori di ischemia o di infarto, più
sensibili e più specifici. I marcatori sono degli enzimi presenti allinterno delle
cellule che fuoriescono dalla membrana quando viene danneggiata dallischemia. Il
rilascio di questi enzimi avviene in tempi e modi diversi, per questo è opportuno dosarli
ad intervalli di 3-4 ore. Il significato di questi marcatori si è accresciuto negli
ultimi anni grazie allo sviluppo della terapia trombolitica che ha lo scopo di sciogliere
il trombo e riaprire il flusso sanguigno del vaso chiuso. Questa terapia è tanto più
efficace quanto più precoce, raggiungendo la massima efficienza quando viene praticata
entro le prime due ore dallinizio dellinfarto. I marcatori servono per poter
anticipare la diagnosi e quindi linizio della terapia.
I marcatori comprendono marcatori tradizionali
(Transaminasi ed Ldh) e marcatori di più recente utilizzo (Ck-Mb, Troponine). La
Creatininfosfato-chinasi miocardica (Ck-Mb) è un enzima presente solo a livello del
miocardio. Comincia a comparire verso la 4-6 ora, raggiunge il picco dopo 24-36 ore e
torna nella norma dopo 2-3 giorni; è marcatore più sensibile e specifico tra quelli
comunemente usati ed è correlato allestensione ed alla grvità del danno.
Le Troponine: la Troponina I (Tnl) e la Troponina T
(TnT) sono enzimi solamente a livelli del cuore. Cominciano a fuoriuscire dopo 4-5 ore,
raggiungono il picco dopo 15-25 ore e rientrano nella normalità dopo circa 7 giorni. Sono
anchessi assai sensibili e specifici, permettendo di fare diagnosi in quasi tutti i
pazienti colpiti da infarto. Il loro incremento dopo la terapia è indicativo di successo.
La Mioglobina ha la funzione di immagazzinare
lossigeno nei muscoli. Aumenta dopo 1-2 ore dallevento, permettendo di
anticipare la diagnosi di qualche ora, ma purtroppo non è specifica per il miocardio.
La Transaminasi (Got e Gpt) fuoriescono dopo 8-12
ore, raggiungono lapice attorno alle 36-48 ore rientrano in 3-4 giornata. Sono
enzimi diffusi un po in tutte le cellule dellorganismo e quindi dotati di
bassa specificità del miocardio. Sono usate nella emergenza clinica perché possono
indicare danno acuto del cuore, fegato o del muscolo.
La Latticodeidrogenasi (Ldh) è un enzima molto
diffuso soprattutto in cuore, muscolo, cervello, fegato, globuli rossi; è quindi poco
specifico. NellIma viene utilizzato per la diagnosi tardiva. E utilizzato
nella pratica clinica perché è un indice di sofferenza delle cellule di diversi organi
ed un indice di infiammazione.
Terapia
La terapia dellinfarto è molto complessa:
richiede limpiego di diversi farmaci e spesso tecniche invasive. E comunque
fondamentale che venga instaurata al più presto possibile: per questo si sono cercati e
si cercano tuttora esami che permettono una diagnosi il più possibile precoce. In tal
modo si ottengono risultati sempre migliori.