Chi ha difficoltà di
movimento e soprattutto chi viaggia su carrozzina si imbatte quotidianamente in ostacoli
di vario genere rappresentati da scale, porte strette o che si chiudono troppo in fretta,
banconi di uffici non all' altezza giusta, mezzi pubblici inaccessibili. Cosa fare? Ecco
qui di seguito alcune risposte ad una serie di quesiti piuttosto comuni.
Uffici postali
Le operazioni da compiere per utilizzare l'ufficio
postale più vicino a casa mia sono difficilissime per me che mi muovo in carrozzina,
soprattutto per l'eccessiva altezza degli sportelli.
Il problema è lo stesso che si pone non solo negli
uffici postali, ma anche nelle banche e in molti servizi pubblici. Le prescrizioni ci
sono, ma è l'attuazione che manca. Il Dm 236/89 prevede, all'art. 8.1.4 come debbono
essere gli arredi ed in particolare stabilisce che almeno uno sportello debba avere il
piano di utilizzo a 90 cm di altezza e, se si tratta di un bancone continuo, una parte di
questo deve essere a 90 cm da terra.
Limitatamente agli uffici postali occorre dire che
è in corso di attuazione in tutta Italia l'informatizzazione di ben 4000 uffici (su
12500) e che, in questa occasione, verranno eliminate le barriere architettoniche
presenti, incluse quelle relative agli arredi. Purtroppo occorre attendere i tempi di
attuazione: d'altronde gli uffici postali locali non possono autonomamente fare modifiche
al loro interno senza l'autorizzazione della sede centrale.
Le porte degli ascensori
Mi muovo molto lentamente e spesso sono costretta,
pur abitando al secondo piano, a non prendere l'ascensore perché ho paura che le porte si
chiudano mentre sto entrando. Uso il bastone per muovermi e come può immaginare ciò non
mi consente di bloccare le cellule fotoelettriche. Nel mio condominio non è possibile
installare un montascale porta carrozzelle.
Le soluzioni tecniche da proporre all'ascensorista
sono le seguenti:
a) installazione di fotocellule supplementari a
diverse altezze per garantire l'interruzione del raggio (che mantiene aperte le porte) con
parti del corpo anziché col solo bastone;
b) aumento del tempo di apertura delle porte
(normalmente di 8 secondi). Questo intervento non può però essere circoscritto ai due
piani interessati ma riguarderebbe tutti i piani con ciò penalizzando gli altri utenti;
c) installazione di un radar di presenza posto in
alto davanti alla porta esterna dell'ascensore (come quello usato per le porte automatiche
dei supermercati) che è attivo solamente quando l'ascensore si trova al piano. Il radar,
avvertendo la presenza della persona davanti alla porta, disattiva temporaneamente
l'azione della fotocellula, mantenendo aperta la porta per tutto il tempo necessario. Una
tale modifica (che non penalizza nessuno) può essere richiesta al condominio e comunque
attuata anche in caso di dissenso (L. 13/89 art. 2) a spese dell'interessato il quale si
avvarrà della possibilità di ottenere il rimborso totale o parziale dalla Regione (L.
13/89 art. 9). Il rimborso, però, avverrà con molto ritardo in quando non è stata
ancora rinnovata la copertura finanziaria della legge.
Le porte di accesso delle banche
Per questioni di sicurezza molte banche hanno
porte d'accesso girevoli e scomode per persone che hanno una limitata possibilità di
movimento. Quale soluzione suggerisce?
Malgrado il Dm 236/89 al punto 8.1.1. stabilisca
come debbano essere le porte e gli spazi adiacenti in simili uffici, sono poche le banche
che applicano la legge. Sono in corso azioni locali presso diverse banche per combattere
l'installazione di porte girevoli, specialmente quelle a bussola cilindrica. E' un grosso
problema che interessa migliaia di istituti di credito. Il punto 5.7 della citata legge
prescrive però che, in attesa di rendere accessibile l'ingresso, dovrebbe essere
installato il cosiddetto pulsante di chiamata per fare aprire dall'interno la porta di
sicurezza ed avere un'aiuto da parte del personale della banca.
I pavimenti
Come deve essere fatto il pavimento di un locale per
consentire l'accesso a portatori di handicap in sedie a rotelle, ciechi, ecc.
Nei punti 4.2.2 e 8.2.2 del Dm 236/89 sono precisate
le caratteristiche che devono avere le pavimentazioni per non causare pericolo a chi si
muove con difficoltà. In particolare la pavimentazione deve essere antisdrucciolevole.
Occorre localmente evidenziare l'importanza del problema e richiedere che non si peggiori
la situazione con l'applicazione sul pavimento di prodotti che aumentano la scivolosità,
provvedendo invece con accurate pulizie a togliere i residui oleosi che capita di trovare
in certi ristoranti.
Bus e metropolitane
Sono una disabile e vivo a Roma e per me, come per
tutti i cittadini della mia città, il traffico sempre più caotico e la scarsità di
parcheggi (nonostante i posti riservati per noi disabili) sono un problema che devo
affrontare ogni volta che decido di uscire in macchina. Vorrei usare i mezzi pubblici, ma
i gradini degli autobus sono troppo alti e le porte della metropolitana si chiudono troppo
in fretta. Esistono soluzioni a questo problema?
Ormai in moltissime città d'Italia sono in uso un
grande numero di autobus accessibili (dotati cioè di pedana che fuoriesce dal mezzo e si
posa sul marciapiede e di un sistema che consente di abbassare o inclinare su di un lato
l'interno automezzo per ridurre i dislivelli esistenti). E' accertata la presenza di
questi nuovi autobus urbani a Varese (metà del parco bus), Rimini, Milano, Pescara e in
altre località.
Occorre informarsi, ma è da ritenere che anche a
Roma ce ne siano in circolazione parecchi. La legge prevede che i bus che cessano
l'attività vengano sostituiti da bus accessibili: ci vorrà ancora del tempo, però
l'operazione è in corso ed è irreversibile.
Per la metropolitana vale quanto prescritto all'art.
24 del Dpr 503/96. Sono in corso comunque proposte di migliorie al citato testo per tener
conto anche dei non vedenti. Le porte delle vetture non si chiudono automaticamente, ma
sono comandate dal guidatore, il quale dovrebbe provvedere alla chiusura solo quanto vede
che tutte le persone, comprese quelle che si muovono lentamente, sono salite. Occorrerebbe
certo che le persone con difficoltà potessero salire per prime, con le porte sicuramente
aperte, ma questo, si sa, è un problema di educazione civica.
Al posto delle scale
Abito in un vecchio quartiere della mia città. Dal
portone condominiale si accede ad un androne, poi si passa ad un piccolo cortile interno
dove sono ubicate le porte dei palazzi che costituiscono il condominio. Il problema è che
l'accesso dall'androne al cortile è ostacolato da sei scale abbastanza ripide. Fino ad
ora sono entrata dall'accesso riservato alle autovetture, vorrei sapere se esistono
soluzioni che mi consentano di usare l'altro passaggio.
Per superare dislivelli la scelta da fare in ordine
preferenziale è:
a) costruzione di una rampa. Per un dislivello di
sei gradini (scale?), e cioè di circa 110 cm, lo sviluppo della rampa (art. 8.1.11 del Dm
236/89) è di circa 12 m quindi possono esserci difficoltà a reperire lo spazio
necessario.
b) Installazione di un elevatore (o piattaforma
elevatrice) secondo le prescrizioni dell'art. 8.1.13 del citato Dm. Rispetto alla rampa
richiede periodica manutenzione e ne va gestito l'uso, ma se la collocazione è possibile
l'elevatore certamente ingombra poco.
c) Installazione di un servoscala che deve
rispondere allo stesso articolo di cui copra. Esso richiede che la scala sia larga almeno
120 cm. Il servoscala è l'ultima risorsa a cui ricorrere, soprattutto in caso di
installazione in luogo aperto al pubblico per motivi di gestione, manutenzione, cautela
nell'uso dell'ingombro durante il movimento, facilità di manomissione.
Contributi per l'abbattimento delle barriere
architettoniche
Siamo un'organizzazione sindacale che sta
provvedendo ad un'ampia ristrutturazione dei propri uffici, siti in un vecchio palazzo. In
caso di iniziative finalizzate all'abbattimento delle barriere architettoniche esistenti
(esempio installazione di un ascensore) di quali contributi o agevolazioni potremmo
usufruire?
Trattandosi di una ristrutturazione di edificio
privato aperto al pubblico sarebbe d'obbligo l'eliminazione delle barriere
architettoniche, come prevede la legge 13/89 art. 1. L'art. 9 prevede la concessione di
contributi a fondo perduto per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al
superamento e all'eliminazione delle barriere architettoniche. La Finanziaria 2000 prevede
inoltre che, per le spese di ristrutturazione (incluse quindi le opere di eliminazione
delle barriere architettoniche) vi sia la detrazione del 36% delle imposte sui redditi e
la riduzione dell'Iva dal 20 al 10% per interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Bruno Biasci