Se un bambino è costretto, per
malattia o fasi di riabilitazione a restare a lungo (vari mesi o anni) in ospedale o
istituto, mantenendo una grave disabilità che lo rende non autosufficiente, può
facilmente sviluppare un sentimento di emarginazione. Infatti lallontanamento dai
compagni provoca un profondo senso di frustrazione che con il tempo può portare a
strutturarsi unidentità negativa e un sentimento di esclusione. Che cosa si può
fare per coinvolgere questi bambini?
Ho saputo, ad esempio, che nel reparto di pediatria dellospedale di
Padova viene adottata la zooterapia, una terapia che prevede il gioco con gli animali,
rivolta soprattutto ai bambini lungodegenti e allettati a causa della gravità della
patologia.
L.B. - Varese
Credo che il problema del bambino in ospedale sia un
problema su cui tutti (famiglie, medici, infermieri, psicologi, rappresentanti dei servizi
sociali, educatori scolastici, rappresentanti politici locali) si dovrebbero interrogare
individuando degli interventi adatti.
A Padova oltre che zooterapia funziona una scuola
elementare stabile presso la pediatria, ed è presente un servizio di counselling da parte
di psicologi e neuropsichiatri infantili.
E' molto importante che il bambino possa contare su
un "esperto di paure" che non menta e non gli impedisca di parlare dei brutti
pensieri che gli girano per la testa. Poter parlare delle proprie paure è molto d'aiuto,
sia per i bambini che per i genitori.
Personalmente non penso un gran che bene, invece,
della zooterapia poiché non è il rapporto occasionale con un animale a fare bene, ma il
rapporto personale e continuativo. Gli animali tenuti negli ospedali non vivono bene,
vengono considerati giocattoli usa e getta e, in questo modo, non possono trasmettere
nulla di buono ai bambini.
Diverso è il caso di una famiglia che adotti un
cucciolo e che lo porti tutti i giorni al bambino o l'alloggi temporaneamente dentro
l'ospedale.
In ospedale è anche molto importante curare
l'ambiente, attaccare disegni dei bambini alle pareti e creare delle stanze colorate.
Le pediatrie hanno fatto passi da giganti in questo
senso. Una volta non si permetteva neppure ai genitori di passare la notte vicino ai
bambini. Ora questo non esiste più, in ogni pediatria c'è la stanza dei giochi e ci sono
i volontari dell' Abio che propongono giochi ai piccoli ricoverati.
Ciò nonostante per i bambini allettati si deve
pensare a qualcosa di più specifico, magari utilizzando la nuova posta elettronica per
spedire e ricevere messaggi con i compagni solo apparentemente lontani.