Ai disabili libero accesso
sulla proprietà altrui

La Corte Costituzionale ha pronunciato di recente una sentenza di notevole rilevanza per la mobilità delle persone con disabilità: ha previsto la possibilità per le persone affette da malattie o invalidità che rendono loro difficile la locomozione, di passare sulla proprietà altrui se questo rende loro più agevole l'entrata o l'uscita dall'abitazione.

Il Codice civile (art. 1052) prevede che chi possieda un fondo completamente circondato (intercluso) da proprietà altrui possa ottenere dall’autorità giudiziaria una servitù di passaggio che gli consenta di accedere all’immobile o al terreno che gli appartengono.

In via eccezionale il Codice prevede la medesima possibilità anche per i fondi che sono solo in parte circondati da proprietà altrui (parzialmente interclusi) ma che non possano essere raggiunti se non con notevole dispendio o disagio. La servitù di passaggio, in questi casi, poteva fino ad oggi, essere concessa solo per esigenza di agricoltura o industria.

La recente sentenza n. 167 del 1999 ha ammesso questa possibilità anche per esigenze abitative connesse all’accessibilità da parte di persone disabili. Può essere il caso di un disabile la cui abitazione è compresa fra proprietà altrui, tranne che per un accesso alla via principale costituito però da una lunga gradinata o da un ingresso molto difficoltoso; in questa ipotesi deve essere concessa la servitù di passaggio in uno dei fondi confinanti.

Non solo le esigenze produttive, dunque, ma anche la maggior comodità degli invalidi, giustificano un sacrificio delle proprietà confinanti.

Ma la sentenza si spinge anche oltre: nelle ipotesi dei fondi parzialmente interclusi la servitù deve essere concessa indipendentemente dal fatto che vi risieda un disabile: la Corte Costituzionale richiama, a questo proposito, il concetto di visitabilità espresso dalla normativa vigente in materia di barriere architettoniche e di integrazione delle persone con disabilità.

Il caso che ha dato luogo all'importante sentenza è quello di un portatore di handicap di La Spezia che, per raggiungere la strada dal suo appartamento, doveva affrontare una discesa di 75 gradini. In alternativa avrebbe potuto passare attraverso un orto, sito sul retro della palazzina e di proprietà di alcuni condomini, dal quale è possibile raggiungere agevolmente la via pubblica con percorso pianeggiante. Visto che i vicini gli avevano però rifiutato il permesso, egli si è rivolto al giudice che ha sollevato al questione di fronte alla Corte Costituzionale.