Dopo mesi di lavoro si è svolta finalmente
l'11 aprile la 2a Maratonina Internazionale in carrozzina denominata "3 ruote intorno
al lago". La competizione, organizzata dalla Polha Varese e da Acsv Voltorre, è
stata preceduta da varie iniziative culturali e sportive, finalizzate a divulgare quanto
più possibile nella nostra provincia la possibilità di praticare attività sportiva per
gli atleti disabili e creare la giusta attesa e curiosità nei confronti della corsa.
Tra queste ricordiamo la Mostra di fotografie di Michele Cazzani
"Campioni - Champions" al Chiostro di Voltorre, il Concorso di slogan nelle
scuole dal titolo "Un disabile per amico" e la serata al Palasport di Varese,
con Jury Chechi e quasi 2.000 spettatori, per dare vita alla partita "Campioni per i
Campioni" in favore della Polha e come presentazione della maratonina.
Domenica 11 aprile circa 70 atleti hanno disputato la gara, provenienti
da tutta Italia e da 9 nazioni straniere: Austria, Danimarca, Francia, Germania,
Kazakistan, Marocco, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svizzera.
Il "via!" è stato dato quindi a Bardello, nella via Piave
vestita a festa per l'occasione, con la cittadinanza alle finestre e nelle strade, con
decine di bambini delle scuole con palloncini e bandierine multicolori che si stringevano
entusiasti intorno ai concorrenti pronti a partire.
Hanno fatto da "apripista" 8 tandem del Gruppo Ciechi
Sportivi Varesini, con 8 atleti ciechi guidati da 8 atleti-guida, che hanno preceduto di
qualche minuto la competizione vera e propria.
Alle 10.10 è quindi partito il primo gruppo di atleti in carrozzina
appartenenti alla cat. "paraplegici maschile", seguiti a distanza di circa 2
minuti dal gruppo delle donne e dei tetraplegici. Si è resa necessaria questa partenza
differenziata a causa della strettoia esistente a Bardello proprio nel punto individuato
per il "Via!", che avrebbe causato notevoli difficoltà, e per rispetto delle
normative Fisd che prevedono che le donne cat. paraplegici non stiano nella scia degli
atleti di cat. "paraplegici maschile" in caso di titolo in palio.
Infatti tra le importanti novità di quest'anno c'è da segnalare il
fatto che, con grande soddisfazione degli organizzatori, la gara è stata prescelta per
l'assegnazione del titolo di Campione Italiano di Maratonina Fisd 1999.
Da sottolineare, inoltre, la prestigiosa presenza dello svizzero Heinz
Frei, detentore del record del mondo sulla distanza della Maratona (42,195 km. percorsi in
1h21'39" a Berlino nel mese di settembre 1997).
E, come previsto, l'atleta elvetico ha subito distaccato i suoi
avversari, prendendosi un notevole vantaggio e mantenendolo fino alla fine della gara, che
ha concluso con un tempo di 42'21"15, ovviamente record del percorso.
Dopo oltre 3 minuti ha tagliato il traguardo l'olandese Thomas Gerlach
(45'54"34), seguito dal primo degli italiani e quindi Campione Italiano 1999 cat.
paraplegici maschile, l'atleta Marco Re Calegari della Polha-Varese, con un tempo di
46'04"87, nuovo Record Italiano.
Per la categoria femminile abbiamo potuto applaudire anche quest'anno
Edith Hunkeler, la bella e bionda atleta svizzera che ha vinto la categoria femminile
dell'edizione scorsa. Anche quest'anno ha tagliato per prima il traguardo con il tempo di
53'23"43 (3 minuti migliore del suo risultato dello scorso anno sullo stesso
percorso), seguita dall'italiana Cristina Sanna della Saspo Cagliari (Campionessa Italiana
1999 con 54'36"32, nuovo Record Italiano) e infine dalla "rossa" Francesca
Porcellato.
Campione Italiano cat. Tetraplegici T51 il padovano Alvise De Vidi, con
il tempo di 1h15'58"26. E' rimasto purtroppo "al palo" il varesino Riccardo
Giani, che ha perso il titolo di campione italiano cat. Tetraplegici T52 a causa di una
inopportuna foratura proprio sulla linea di partenza. La gara della sua categoria è stata
vinta dall'austriaco Christoph Etzlstorfer in 58'29"10.
Tanti gli atleti già presenti nel 1997 e tanti altri alla prima
esperienza sul percorso varesino. Tra gli atleti della Nazionale Italiana Fisd
(Federazione Italiana Sport Disabili) presenti citiamo (oltre ai già menzionati Marco Re
Calegari e Cristina Sanna) Enzo Masiello, Roberto Brigo, Michele Briano, Francesca
Porcellato, Marta Ferro, Renato Misturini, Alvise De Vidi, Paolo D'Agostini.
Ricordiamo un dato "tecnico": la gara si è svolta su 21,097
km. che si snodano in linea intorno al lago di Varese, con i concorrenti suddivisi in 4
gruppi (o categorie) distinti, a seconda della gravità del loro handicap e del sesso.
Abbiamo quindi avuto: la categoria paraplegici "T3/T4" (atleti che hanno
compromesso l'uso degli arti inferiori ma braccia valide) suddivisi in maschi e femmine; i
tetraplegici "T2" (che hanno compromesso in gran parte anche l'uso delle
braccia) e i tetraplegici "T1" (che hanno gravi difficoltà anche alle mani).
Queste ultime due categorie sono rappresentate solo da atleti di sesso maschile.
Quest'anno abbiamo accettato l'iscrizione "fuori gara" anche
dell'atleta Alfredo Luini della Polha, "capitano" della squadra di atletica, che
molti conoscono per la sua presenza fissa ed entusiasta a tutte le partite di calcio e di
pallacanestro disputate a Varese. Alfredo ha effettuato un percorso "breve", di
soli 6 km. (con partenza alle 10.00 dai semafori della Schiranna), essendo di una
categoria di handicap molto più grave, per la quale i regolamenti non prevedono la
partecipazione a competizioni di questo genere. Al suo arrivo a Voltorre è stato accolto
da uno scroscio di applausi e da acclamazioni entusiastiche.
Il numero dei partecipanti, che confrontato con le "cifre" di
gare ciclistiche o podistiche può sembrare esiguo, è in realtà un incredibile successo
per l'Italia, perché normalmente disputiamo i Campionati Italiani di Maratonina con 20-25
iscritti da tutta la penisola! Purtroppo infatti in Italia sono ancora pochi gli atleti
disabili che praticano attività sportiva, spesso a causa anche della disinformazione
dovuta al fatto che - come per tutti gli sport "minori" - i mass media dedicano
in genere poco o nessuno spazio alle varie attività promosse dalla Federazione Italiana
Sport Disabili e dalle sue numerose Società Sportive presenti sul territorio.
Questa manifestazione che volevamo risultasse indimenticabile e unica
nel suo genere ha comportato un notevole sforzo organizzativo ed economico da parte nostra
e di tutti coloro che ci hanno aiutato concretamente (Provincia, Comuni, Prefettura,
Questura, Carabinieri, Polizia Stradale, Polizia Provinciale, Polizie Municipali ecc.),
oltre ai numerosi sponsor che hanno reso possibile la realizzazione della nostra
Manifestazione, e che - come noi - credono in iniziative di questo genere, a carattere
sportivo ma con notevoli risvolti sociali e culturali.
Dopo l'esperienza decisamente positiva della prima edizione della
"3 ruote intorno al lago", abbiamo voluto dar vita alla seconda edizione (che
crediamo sarà senz'altro seguita dalla terza, tra due anni) perché grazie ad eventi di
rilievo come questo, molti giovani disabili sentano il desiderio di iniziare una qualsiasi
attività motoria, che non deve necessariamente portare all'agonismo, ma che è
indispensabile per il benessere fisico di chiunque, e a maggior ragione di chi si trova in
condizioni fisiche disagiate. Talvolta lo sport può essere semplicemente la
"molla" , o la "scusa" per far uscire di casa chi, spesso a causa di
un incidente, si ritrova la vita improvvisamente sconvolta dal fatto di dover vivere con
un handicap. La nostra esperienza ci fa dire che la compagnia di persone con problemi
simili, la pratica sportiva, l'impegno costante e serio per seguire dei programmi di
allenamento o dei corsi di apprendimento, fanno sì che la persona disabile riacquisti via
via fiducia in se stesso, nelle proprie capacità, nella propria "interezza" ed
integrità di "Uomo".
Ecco perché è importante che si parli di sport-disabili quanto più
è possibile e quanto meglio è possibile, senza la solita compassione, l'eccessivo
stupore o la pietà... Cerchiamo di giudicare le gesta di questi atleti come eventi
sportivi veri, anche se in effetti il cammino che li ha portati a compierli è stato per
ciascuno di loro lungo e difficile, e se tutti loro hanno avuto bisogno, almeno
all'inizio, di una notevole determinazione e caparbietà.
Di fondamentale importanza è stata la presenza del pubblico lungo il
percorso, numeroso, caloroso, prodigo di applausi e di incoraggiamenti. Decine e decine di
bambini delle scuole con i loro insegnanti e i genitori, che con gli striscioni realizzati
in occasione del concorso "Campioni per i Campioni", accoglievano entusiasti i
concorrenti che transitavano davanti a loro, chiamandoli per nome e incitandoli.
Il lavoro è stato tanto, ma la soddisfazione Impagabile... peccato che
la "3 ruote intorno al lago" torni a Varese solo nel 2001!
Daniela Colonna Preti
Polha - Varese