Non ci crederete, ma l'avventura di una
cittadina in sedia a rotelle sugli autobus "accessibili" di Varese, ha avuto un
seguito e, questa volta, più positivo.
Sabato 8 maggio, infatti, l'Assessorato ai Trasporti della Provincia di
Varese, ha organizzato una mostra di alcuni autobus accessibili, recentemente acquisiti
dalle aziende concessionarie, che servono le linee extraurbane.
All'iniziativa è stata invitata anche una delegazione della Lisdha,
che, salendo e scendendo dai mezzi esposti, si è prontamente trasformata in
"commissiome collaudatrice".
Qualche problema continua a sussistere, ma non dipende né dalla
psicosi degli autisti, né dal meccanismo di salita a bordo, quanto dai marciapiedi alle
fermate; infatti, se la loro sistemazione fosse stata ultimata, un disabile o una mamma
con un passeggino potrebbero entrare a bordo come se si passasse da un locale
all'altro e non più salire a mo' di arrampicata.
Alla dimostrazione era presente una vettura della linea urbana E, la
prima con cui avevo "litigato", perché aveva profondamente deluso le mie
aspettative di libertà. Guardandola, sembrava chiedermi una seconda possibilità. Ho
deciso di concedergliela. E' stato un successo. Tutti intorno a me gufavano circa il
congegno di sicurezza che dovrebbe bloccare la sedia a rotelle alla vettura:
"Questa è una sedia rotelle standard" sosteneva uno.
"E' una sedia fuori norma, questo sistema non funziona" -
profetizzava l'altro,
"Bisogna che si faccia fare una sedia a norma" - concludeva
l'ultimo.
Ingoiavo amaro. E' vero, sono una disabile fuori norma, perché sono
bloccata in una posizione non comune: me lo sono sentita ripetere un sacco di volte nella
mia vita da medici, costruttori di carrozzine e sapientoni vari; vi assicuro che non è
una bella sensazione quella che si prova.
Mentre tutti parlavano, mio papà si faceva spiegare da un autista il
funzionamento del congegno. Senza troppo badare ai pareri sfavorevoli, mi collocava nella
posizione di bloccaggio ed azionava i pulsanti; immediatamente, il bastone che blocca le
ruote è uscito, raggiungendo la posizione prevista, come se fosse stato progettato per la
mia sedia! Un oooh di meraviglia si è levato dai presenti, rimasti senza parole.
Quando, una volta scesa, siamo sfilati davanti al musone dell'autobus,
mi è sembrato di scorgere uno dei fanali dare un'abbagliatina di intesa alla mia sedia.
Ora, affinché tutte le potenzialità che la nuova stagione per i
trasporti a Varese e provincia si esprimano al meglio, è necessario che i Comuni
predispongano al più presto delle fermate accessibili e, cosa ancora più importante, che
i cittadini siano meno incivili. Gli autisti presenti, infatti, hanno denunciato con forza
questo problema: quasi sempre sulle fermate degli autobus vengono abusivamente
parcheggiate le auto; ciò impedisce all'autista di accostarsi al marciapiedi e di
azionare la predella per disabili. Dunque, Comuni e Vigili urbani adesso tocca a Voi!
Nel corso della conferenza stampa, il presidente della Provincia
Ferrario e l'assessore ai trasporti Verderio, sottolineando la valenza sociale di queste
scelte, hanno espresso un concetto che ci è caro: meno siamo visti per le nostre strade,
più difficile sarà affermare che le città devono essere per tutti; mentre se la gente
comune si abitua a vedere accanto a sé e a parlare con un compagno di viaggio un po'
diverso, la cultura della tolleranza e dell'accoglienza diventa, nel tempo, uno stile
spontaneo di pensiero e di vita.
Aveva ragione Zorba, protagonista dell'ultimo romanzo di Sepùlveda, Storia
di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare, quando consolava la piccola
gabbiana, cui aveva insegnato a volare insieme ad altri tre gatti, dicendo: " È bene
che tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo
imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. E' molto facile
accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile,
e tu ci ha aiutato a farlo".