Detto fra noi

di Laura Belloni


 

Vita da invalido


Le umilianti visite di accertamento dell'invalidità fanno sognare un mondo in cui politici e amministratori vengano periodicamente sottoposti ad una minuziosa verifica dei requisiti di "abilità" a governare stati e città.

 

In questi anni, ho cercato di accompagnare i lettori di Lisdha News, i non disabili, nel mondo dell'handicap, a volte con rabbia, altre con rassegnata ironia.

Oggi, il viaggio sembra promettente ed inizia, come in ogni racconto che si rispetti, con i due squilli del postino che arriva, come sempre, mentre mangiamo: "Raccomandata da firmare". Mio papà scende di corsa; di lì a poco, rientra trafelato con una busta intestata "Ministero del Tesoro del Bilancio e della Programmazione Economica-Direzione generale dei servizi vari e delle pensioni di guerra". Sospiro. Credo di conoscerne il contenuto. Apriamo, e dalla busta esce un foglio di carta velina, copia-carbone di un dattiloscritto quasi illeggibile, perché, evidentemente, il ministero ha programmato male, ha finito il nastro di inchiostro e non l'ha più ricomprato. Leggo:

"Si comunica che la S. V., ai sensi della Legge 26.7.1988 nr. 291 e dell’art. 4 della legge 8.8.1996 n. 425, è risultata compresa nel programma delle verifiche da effettuare nell'anno 1997 (!!!).

Pertanto la S. V. è invitata a presentarsi, munita di un valido documento di riconoscimento, il giorno 24.11.1998, alle ore 8,30 (ho il sospetto che tutti gli invalidi sottoposti a visita in quel giorno siano stati convocati alla stessa ora; faccio qualche telefonata: il sospetto diventa realtà: sarà il caos, come ogni volta) presso la sede della commissione medica per le pensioni di guerra (oh, perbacco) e di invalidità civile di Varese - via Speroni, 5 (si tratta di una zona con pochissimi parcheggi e per un invalido...) per essere sottoposta a visita diretta, (forse esistono anche le visite indirette, via satellite o internet).

In tale sede la S. V. potrà presentare la documentazione sanitaria in suo possesso nonché eventuali accertamenti sanitari recentemente effettuati presso una struttura pubblica...

In caso di assenza alla visita senza giustificazione da parte della S. V. o qualora il certificato prodotto non sia conforme a quanto sopra richiesto, sarà sospesa, come per legge, la provvidenza economica in godimento" (Le minacce finali, poi, sono un pugno allo stomaco).

Come sempre, non riesco ad evitare che mi venga il magone, in nome di centinaia e centinaia di veri invalidi, costretti a simili umilianti inutili visite. Sì, inutili, perché presso le Commissioni esiste la documentazione completa circa le cause dell’invalidità, per cui, con un po' di buon senso si potrebbero escludere gli invalidi permanenti. Certo, nella lettera si dice che, in caso di "obiettiva impossibilità e sotto responsabilità propria del medico di famiglia, è possibile chiedere una visita domiciliare "inviando (a Roma) apposita richiesta per raccomandata espresso con avviso di ricevimento con allegato il certificato medico..."

Nel tentativo di sdrammatizzare ne parliamo tra veri invalidi, tutti piuttosto gravi. Per un momento, ci concediamo di sognare un mondo alla rovescia; subito sboccia un progetto da realizzare in questo nuovo mondo: sottoporre tutti i politici, parlamentari, amministratori locali, ad una minuziosa visita di verifica circa la permanenza dei requisiti di abilità (inabilità?) a governare stati, città e villaggi, ma è solo un sogno.