Anche
per loro... vacanza ! |
In provincia di Como la cooperativa Sim-patia sta realizzando un villaggio che
accolga disabili motori che vogliano risiedervi singolarmente o insieme alla propria
famiglia in ambienti personalizzati.
Costituita nel febbraio del
1989 la Cooperativa Sim-patia (il cui, nome significa letteralmente "patire
insieme") ha lo scopo dichiarato di realizzare strutture adatte ad ospitare disabili
fisici gravi per residenza o vacanza, fornendo servizi adeguati non solo per la cura della
salute fisica, ma soprattutto per consentire una vita "normale" e in buona
compagnia anche a chi vive particolari difficoltà.
Le ideologie ispiratrici sono state due: la prima
(è anche lo slogan di Sim-patia) è di Helder Camara "Se un uomo sogna da solo il
sogno rimane solo un sogno. Ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa
realtà", l'altra del professor Scarpat (affetto da sclerosi multipla) della Bocconi:
"Per ogni persona la stagione delle vacanze è un tempo benedetto, per noi è un
periodo di disperazione: chi come me non è autosufficiente si trova senza volontari,
senza gli aiuti abituali e alla fine l'unica soluzione è il ricovero in un ospedale di
lunga degenza per alleggerire la famiglia dalla fatica dell'assistenza quotidiana.
A me è capitato, e dire che fu una vacanza sarebbe
un eufemismo: nella mia camerata c'era una rappresentanza significativa delle
"tragedie umane"".
Sim-patia ha quindi realizzato un progetto per
aiutare proprio i più deboli, gli handicappati e le loro famiglie.
La Cooperativa ha acquistato nel Comune di Valmorea
(Como) uno stabile da ristrutturare (una ex-discoteca) e un' ampia area verde su cui ha
realizzato il Centro residenziale per disabili motori. Questo centro è una residenza
protetta collettiva per accogliere soggetti con gravi o gravissime limitazioni
dell'autonomia funzionale che necessitano di un supporto assistenziale specifico,
prestazioni sanitarie e sono impossibilitati a rimanere in via temporanea o permanente nel
proprio nucleo familiare.
L'obiettivo di questo centro - come sottolinea la
vice presidente Pia Pullici - è quello di offrire a quella fascia di persone con handicap
compresa tra i 18 e i 65 anni di età (che al momento non riceve supporti sanitari) e alle
loro famiglie, un luogo di soggiorno e vacanza in un'atmosfera serena; in ambienti
personali, dignitosi, pieni di ricordi e vissuti, non semplici camere asettiche di
ospedale.
Si sottolinea quindi il diritto di vivere la vacanza
in uno spazio adeguatamente attrezzato e con un'assistenza mirata a creare momenti
socializzanti per ritemprare le energie psico-fisiche degli ospiti.
Per il momento si è potuto realizzare solo una
parte del progetto e cioè il centro con 28 posti letto, di cui 24 per residenza e 4 per
il pronto intervento (ma ci sono già 40 richieste). Il sogno più grande però rimane
sempre quello di creare un vero e proprio "villaggio protetto" dove i disabili
potranno vivere da soli o insieme alla famiglia.
Un villaggio aperto al territorio e alla comunità,
con numerose strutture di riabilitazione e ricreazione, come un parco giochi o una sala di
musicoterapia. Con un struttura di questo tipo le persone portatrici di handicap
potrebbero soggiornare in uno spazio tutto loro, tipo monolocale, invece di essere
condannati a condividere una semplice stanza da letto con un persona "mai vista
prima".
Avere uno spazio più ampio a disposizione, con
soggiorno e cucina, permetterebbe loro finalmente di poter scegliere di convivere con il
proprio compagno/a e avere una vita normale.
Lo spirito di fondo non è quello di creare un'oasi
che potrebbe rivelarsi un'isola lontana, strappata dal contesto sociale, ma rendere
l'intero complesso il più aperto possibile alla comunità sociale. Tutto ciò potrebbe
costituire un faro di speranza per quelle famiglie su cui grava l'incognita
dell'affidamento del proprio congiunto disabile nel momento in cui non avesse più parenti
su cui contare.
La rigidità e la difficoltà imposte dalle legge
ritardano purtroppo il tutto, insinuandosi anche negli aspetti della terapia e modalità
di svolgimento della stessa.
Per legge, per esempio, la fisioterapia è
riconosciuta solo a soggetti non autosufficienti con più di 65 anni di età, è evidente
quindi che una grossa fetta di popolazione ne viene tagliata fuori e crea non poche
possibilità per il centro.
Altro grosso problema è dato dal fatto che lo sport
non è riconosciuto come terapia.
Eppure: l'ippoterapia, con il contatto diretto con
l'animale, permette di guardare il mondo dall'alto in basso e non soltanto dal
"fondo" di una carrozzina; il nuoto offre possibilità di movimento impensabili
sulle due ruote di una carrozzina; la scelta di esercizi ben specifici, offre ai portatori
di handicap concrete opportunità di sviluppo psico-fisico.
Di fronte a questa rigidità e freddezza
dell'apparato burocratico ciò che più lascia delusi è che non ci siano forme di
collaborazione tra le diverse associazioni legate alla realtà dell'handicap e che non si
cerchi di portare avanti un lavoro di équipe per raggiungere obiettivi comuni.
Questo "sogno" costato parecchio e
purtroppo non ancora terminato, è partito grazie ad una sottoscrizione pubblica lanciata
dal giornale "La Provincia" che nel 1990 ha raccolto quasi un miliardo di lire a
testimonianza della lunga e consolidata tradizione di generosità dei comaschi.
Anche i "Pivej del '39" hanno svolto
un'attività preziosa, assegnando il "Premio stecca '89" a Pia Pullici,
assicurando tutti gli anni un contributo finanziario a Sim-patia e organizzando iniziative
di solidarietà che hanno coinvolto numerosi enti, associazioni, aziende, ecc.
La Regione ha concesso per il progetto Sim-patia un
finanziamento Frisl (Fondo ristrutturazione infrastrutture sociali) di due miliardi e
mezzo; 750 milioni sono a fondo perso, mentre la restante quota dovrà essere restituita
in 10 anni ma senza il computo degli interessi.
Anche il "Premio alla Professionalità"
assegnato dai Rotary club del distretto 2040 a Pia Pullici e l'assegno di 50 milioni hanno
contribuito alla realizzazione dell'opera.
E' importante ricordare che è stata costituita
un'associazione denominata "Amici di Sim-patia" che per l'adesione chiede un
impegno economico di lire 100.000 l'anno per dieci anni (in tutto un milione di lire,
ma... a rate e senza interessi);
Si possono fare anche offerte "una tantum"
o, nel caso di ditte, associazioni di volontariato e simili partecipare anche in modi
diversi fornendo materiale, mano d'opera e altri contributi. Si possono contattare
direttamente : Pia Pullici - Drezzo tel 031-440.023, Gemma Tavasci - Valmorea - tel. 031-
806.616.
Queste offerte potrebbero essere una goccia in
favore di una grande impresa che si compone di tante gocce frutto di sacrifici e
genersità; un'impresa che fa onore a chi ha deciso di affrontarla e merita una mano,
ciascuno secondo le proprie possibilità, ma tutti uniti dalla volontà di compiere un
atto d'amore, di solidarietà umana che si concretizzi in un'opera esemplare.
Barbara Sguaizer
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