Dopo aver
restaurato e adattato l'edificio storico alle nuove esigenze, l'amministrazione Varesina
ha giustamente rivolto le proprie attenzioni anche al parco della villa. Un investimento
generoso che ci permetterà di usufruire di un frammento importante di quel verde di villa
che ha storicamente identificato Varese come Città Giardino.
Villa Recalcati la conosciamo più o meno tutti, ma fino ad ora ci
è sembrata distante, un luogo amministrativo e di rappresentanza in cui si reca quando si
devono inoltrare richieste e compilare moduli. Con la prossima apertura al pubblico del
parco, potremo, forse solo fisicamente, essere più vicini e magari più interessati ad un
sede fondamentale della gestione della nostra vita quotidiana.
Il complesso è tutelato sia come bene monumentale che ambientale e
con la sua storia ci racconta il pensiero e l'evoluzione sociale degli ultimi due secoli.
La dimora seicentesca del marchese Recalcati, ha subito, soprattutto
dalla prima metà dell'800, una serie di trasformazioni: rifacimenti e aggiunte di varia
natura dovuti principalmente al gusto e ai desideri delle famiglie che l'hanno posseduta.
Tra i vari proprietari è importante ricordare Emilia Zeltner
Morosini che commissionò all'architetto Combi (allievo-collaboratore di Balzaretto che in
quel periodo progettava Villa Ponti) la realizzazione del parco, ma soprattutto di un
luogo romantico dove collocare una reliquia.
L'oggetto di culto, secondo i dettami dell'epoca, era decisamente romantico ma altrettanto
macabro. La nobildonna svizzera portò infatti con sè l'eredità di Kosciuszko,
personaggio illustre del risorgimento polacco, nella quale, per espresso desiderio
testamentale, era compreso il cuore dell'eroe.
Per molti anni la teca fu ospitata su un cippo alla confluenza di
grotte sotterranee e ninfei. Questo sistema di grotte artificiali tipicamente
settecentesco è una delle più interessanti e piacevoli parti del parco. La teca vi
rimase anche quando il giardino divenne luogo di villeggiatura per turisti europei.
Nel 1874, infatti, la struttura fu trasformata in un albergo, il
Grand Hotel Excelsior e il giardino venne arricchito con numerose specie esotiche.
Per una fortunata coincidenza storica il fallimento dell'albergo
coincise con la nascita della Provincia di Varese e nel 1931 Villa Recalcati divenne sede
amministrativa della provincia.
Dagli anni trenta ad oggi il parco non ha ricevuto particolari cure
ed è rimasto chiuso al pubblico.
Nel 1995 nasce l'idea di riaprire il parco. Dopo una meticolosa
ricerca storica, curata dal professor Cottini, l'agronomo Zanzi e l'architetto Giorgetta
hanno realizzato un progetto di restauro e adattamento della struttura che valuta con
attenzione le esigenze dei possibili fruitori.
Non si tratta solo di un intervento conservativo. Il progetto
infatti mira al potenziamento della percezione plurisensoriale all'interno del giardino.
La qualità del parco è potenzialmente molto alta. Sulla carta il progetto sembra molto
convincente: gli interventi sono puntuali, curati nei particolari e tengono conto
dell'evoluzione naturale della vegetazione.
Per quanto concerne le strutture vegetali il progetto, affidato al
Dott. Zanzi, realizzerà:
- la conservazione della struttura originaria con mantenimento degli
esemplari sani o curabili;
- il miglioramento delle potenzialità cromatiche ed odorose delle
essenze esistenti e di nuovo impianto;
- la diminuzione dell'inquinamento acustico;
- la facilitazione dell'insediamento dell'avifauna.
Per le strutture architettoniche invece, il piano di ripristino
dell'architetto. Giorgetta prevede:
- il potenziamento dei punti di accesso con ingresso anche da via
Daverio (per gli abitanti del quartiere e per chi raggiungerà al villa utilizzando le
Ferrovie Nord);
- la realizzazione di parcheggi riservati all'interno del parco;
- la sistemazione a spazio espositivo e di incontro della serra vicina
ai ninfei antichi;
- la sostituzione nei vialetti dell'insidioso ghiaietto con pietrisco
bianco rullato;
- l'inserimento nella pavimentazione dei grottoni di una corsia
centrale in lastre di serizzo;
- la creazione di punti informativi con mappe tattili alla giusta
altezza;
- il dislocamento all'interno del giardino di informazioni di natura
storica e botanica con diciture anche in braille;
- l'inserimento di panchine con e senza braccioli e di rampe per
l'accesso al parco ed alla villa.