Azzannare e
azzannarsi sembra essere diventato un comune modo di mettersi in relazione gli uni con gli
altri: nervosismo, irritabilità, impazienza, infestano il nostro vivere quotidiano. Non
ci capiamo più: non si parla, si farfuglia, e i malintesi sono all'ordine del giorno.
Poiché il comunicare è uno dei bisogni primari dell'uomo, non dovremmo meravigliarci se
tra giovani e giovanissimi esplodono frequenti manifestazioni di feroce violenza, come
quella dei baby-killer.
Nel corso di un servizio giornalistico trasmesso dalla televisione
della Svizzera italiana, una magistrata del Tribunale dei minori individuava nei ritmi
frenetici imposti dalla nostra società, la causa principale di un diffuso malessere. La
fretta - sosteneva il giudice minorile - impedisce ai giovani di spiegare ciò che vivono
e provano. Chi mi ascolta? E' un ritornello ricorrente e non è solo dei giovani. Il loro
disagio, infatti, è la spia di un male di vivere comune a molti.
Gli uomini di governo propongono soluzioni, seguendo la via
legislativa; la "ministra" della solidarietà sociale del Governo Prodi, Livia
Turco, per esempio, ha recentemente presentato un disegno di legge, elaborato ascoltando
associazioni giovanili e singoli giovani, per tentare di affrontare il problema. Tuttavia,
credo che anche la miglior legislazione rischierà di non ottenere gli effetti sperati, se
ciascuno di noi non si sforza di cambiare il modo di pensare. Nel suo "Il piccolo
principe" che racconta l'amicizia tra un piccolo principe ed una volpe, Antoine de
Saint-Exupéry scrive:
Per favore ... addomesticami disse (la volpe)
Volentieri - rispose il piccolo principe - ma non ho molto tempo,
però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose.
Non si conoscono che le cose che si addomesticano - disse la volpe -
gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già
fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu
vuoi un amico, addomesticami!
Addomesticare significa creare dei legami, prendersi cura; ci vuole
tempo per creare dei legami e si creano con la dolcezza.
Un proverbio orientale recita: Se hai un amico va spesso a trovarlo,
perché le spine e le erbacce invadono il sentiero che non viene percorso.
Per guarire questa vita senza Vita, ricominciare a comunicare e a
capirci, accettiamo l'invito che il bambino di una poesia, imparata in prima elementare,
rivolgeva ad un ruscello: