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Cosa cerca il turista disabile
Non bastano le guide create faticosamente dalle associazioni per dare al turista indicazioni sull'accessibilità, occorre che siano i normali opuscoli "turistici" stampati dagli enti locali a riportare queste informazioni.

Abbiamo provato, in fingerci "turisti in carrozzina" arrivati a visitare la città di Varese. Ci siamo quindi rivolti all'ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (quello che in tutte le città è identificato con una grossa i minuscola). A Varese si trova in pieno centro nello stabile della Camera di Commercio ed è raggiungibile solamente superando una scala di ben 12 gradini; infatti non esiste ascensore o servoscala.
C'è un'impiegata e, su un espositore, una quantità di depliant che decantano le bellezze dei diversi luoghi di interesse (castelli, musei, parchi, ecc..) della città o situati nelle varie località del Varesotto. Naturalmente vi sono indicazioni di orari e del come raggiungere questi luoghi: nulla invece è dato di sapere circa la possibilità effettiva di accesso da parte di persone con difficoltà di deambulazione.
Nel caso specifico esiste la Guida all'accessibilità "Varese per tutti" edita meritoriamente dal Cesvov (Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese) ma questa non fornisce quanto è necessario: sia per l'incompleta elencazione dei posti visitabili sia per l'informazione che è ridotta, come hanno fatto le guide di altre città, a semplici simbolini "semaforici".
Ora, chi vive il mondo della disabilità sa per certo che esistono moltissime forme di handicap; ci sono i disabili "fisici" con diversissime situazioni: da chi si serve di stampelle a chi si serve di carrozzina manuale o addirittura elettrica; ci sono i disabili sensoriali, in particolare i ciechi e i non vedenti con tutt'altre necessità.
Riteniamo che debba essere l'Ente pubblico, cioè il Comune o la Provincia, o gli enti che si occupano di promuovere la conoscenza dei luoghi di interesse ad inserire nelle proprie pubblicazioni le informazioni quanto più dettagliate circa l'accessibilità. Starà poi al disabile valutare l'effettiva possibilità di accedere alla struttura in base alle proprie limitazioni e alle proprie possibilità di essere accompagnato o meno. Certamente l'interessato conoscerà peso e dimensioni del proprio mezzo di locomozione per valutare se l'ampiezza delle porte "critiche" è sufficiente o se la portata del servoscala ne consente l'imbarco (una persona in carrozzina elettrica può arrivare anche a 200 kg).
Sarebbe sufficiente che, al termine della descrizione delle bellezze e dei valori storici del sito di cui viene proposta la visita, venissero aggiunte le informazioni di cui sopra.
Certo è importante la valutazione oggettiva dell'accessibilità basandosi soprattutto sul Dm-236/89 e non sul giudizio di una singola persona sia pure disabile. Il Dm è già il risultato, certamente migliorabile, dei giudizi espressi da diverse associazioni di disabili.
Occorre quindi fare opera di persuasione nei confronti di chi pubblica gli opuscoli o i pieghevoli turistici affinché vengano inserite le informazioni necessarie al disabile. Certo che occorre dare la propria qualificata disponibilità per la raccolta di dette informazioni.
Le risorse economiche degli Enti consentono di emettere più edizioni aggiornate nell'arco del tempo, cosa che non sempre è possibile se a pubblicare una guida cartacea se ne fa carico un singolo gruppo associativo.
L'eventuale presenza del sito internet corrispondente alla guida consente certo di pubblicare informazioni aggiornabili ma è anche vero che non sono molti gli utilizzatori di sistemi informatici e neppure molti quelli che si organizzano a priori la visita turistica, passo passo, di una città. Molti trovano più agevole consultare i depliant, data la loro ampia diffusione e possibilità di conservazione, e decidere quindi dove andare.
Bruno Biasci

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