Il coraggio dell'amore

 


Un incidente d’auto costringe Paolo, poco piu' che ventenne, sulla carrozzina. Seguono anni duri affrontati con l'aiuto della fede.

Poi, l’incontro con Chiara ed una nuova vita a due.

Oggi Paolo e Chiara dicono: "Abbiate la pazienza di attendere la persona giusta. Come si puo’ capire quale sia? A volte un indizio può essere la propria volonta' di sacrificarsi per l’altro".

Nell'editoriale dello scorso numero si sottolineava l'importanza di essere attenti alla realta' quotidiana dell'handicap, senza concentrarsi su fatti eccezionali o spettacolari.

Presentiamo allora, con la speranza che sia apprezzata dai lettori del Lisdha News, l’ordinaria storia di Chiara e di Paolo: due giovani ed il loro amore.

E’ uno spaccato di vita vissuta con slancio ed impegno; vi sono le paure e le difficolta' che potrebbero riguardare chiunque fra noi alle prese con un problema piu' grande di se stesso: la perdita dell’autonomia ed una vita "in salita" percorsa, all’improvviso, su due ruote. Ma tutto "ruota" intorno a questa meravigliosa realta' che è l’amore - l’amore dell’uomo e l’amore di Dio - da cui i protagonisti traggono la forza per affrontare le piccole battaglie quotidiane.

Davvero non mi riesce di scorgere nella realta' umana niente di piu' prezioso, di piu' raro e di piu' straordinario dell’amore scambiato che porta frutto!

Come vi siete conosciuti?

Chiara "La nostra storia è un po’ particolare. Ci siamo conosciuti al mare nell’agosto del 1996, otto anni dopo l’incidente d’auto di Paolo che era ospite di un comune amico. Abbiamo vissuto insieme alcuni momenti di preghiera organizzati dalla parrocchia locale ed una cena in compagnia. Ci siamo salutati con la promessa di rivederci a Como, magari per andare insieme alla catechesi di Radio Maria.

In seguito, Paolo mi scrisse un biglietto per comunicarmi il suo nuovo numero telefonico ed a me sembrò logico rispondergli con una lettera. Così, quasi senza accorgercene, iniziammo la nostra corrispondenza e, dopo circa dodici lettere ciascuno, poche telefonate ed un solo incontro di persona, alla fine del mese di giugno, Paolo uscì allo scoperto: si presentò a Roma, dove mi trovavo per partecipare al concorso di magistratura, con un eloquente mazzo di rose rosse!"

Talvolta, nel caso di persone disabili, vi sono difficolta' nel comunicare i propri sentimenti o comunque un "interesse particolare" verso l’altro sesso: si teme di essere rifiutati e di soffrire ulteriormente... non mi sembra sia stato il caso di Paolo...

Chiara "Il fatto di esserci conosciuti "per iscritto" ci ha permesso di accantonare quella che poteva essere la presenza di una carrozzina, lasciando che a parlare fossero semplicemente due persone con i loro sentimenti e modi di essere".

Paolo "Dopo poche lettere raccontai a Chiara del mio incidente: accadde nell’ottobre del 1988, nell’ultima sera del periodo di leva. Mi trovavo in auto con altri commilitoni quando il conducente perse il controllo dell’automezzo ed uscimmo fuori strada. Il destino volle che proprio io rimanessi paraplegico avendo riportato una lesione midollare alle vertebre D11 e D12...".

E poi cosa accadde? In particolare, quale è stato il tuo stato d’animo, Chiara, all’inizio della vostra relazione: non hai temuto d’incominciare una storia d’amore con una persona disabile per le maggiori difficolta' che ciò poteva comportare?

"Devo confessare che ripensando a quei momenti sorrido ancora per la mia candida ingenuita': credevo che Paolo fosse venuto a Roma per trascorrere una giornata con una sua amica, per accertarsi se "dal vivo" ci potesse essere quel dialogo profondo e sincero instauratosi per lettera e invece...".

"Ma figurati se venivo da Bologna fino a Roma solo per una semplice conoscenza! -interviene Paolo - inoltre, data la grande distanza tra le nostre citta' di origine (Como e Bologna) una situazione intermedia non avrebbe avuto senso: o si tentava o si lasciava perdere tutto!".

"Beh, lì per lì - continua Chiara - mi sembrò una cosa azzardata: d’altra parte vi erano state solo dodici lettere e all’incirca sei telefonate... decisi, comunque, di buttarmi: in quell’istante ebbi, infatti, la netta sensazione che quella fosse la mia strada...

Certamente, all’inizio non è stato per nulla semplice: da un lato ero piena di gioia perché mi rendevo conto che si trattava di una storia importante, dall’altro c’era la carrozzina e la gente ci guardava... Da subito, quindi, decisi di combattere quel timore che provavo dentro di me ed incominciai a prendere Paolo per mano in mezzo alla strada...

Successivamente, grazie ai preziosi consigli di una amica fisioterapista, Michela, fui "introdotta nel mondo della paraplegia": imparai molto sui problemi pratici che inevitabilmente si incontrano in questi casi, sforzandomi - in realta' mi era spontaneo - di immaginare la giornata in compagnia della sedia a rotelle. Inoltre trovai conforto nella dolce tenerezza di Michela, la quale mi esortava a proseguire in questo cammino dicendomi: "Non ti preoccupare del fatto che gli altri ti dicano che non siete normali: voi vivete la vostra normalita'!""

Quali sono state le reazioni dei tuoi genitori e parenti, Chiara, quando hai comunicato che ti saresti sposata con Paolo? E quelle dell’ambiente esterno, amici e conoscenti?

"Per i miei genitori non è stato facile, anche perché erano all’oscuro di tutto; d’altro canto non ero neppure così sicura che Paolo fosse convinto ad andare " fino in fondo "... diciamo che i miei si sono trovati dinnanzi al fatto compiuto e mi pare piu' che comprensibile che fossero molto preoccupati anche perché, come se non bastasse, Paolo ed io decidemmo di sposarci nel giro di due mesi e di stabilirci a Bologna... una rivoluzione in piena regola!

In seguito, si sono molto affezionati a Paolo: le loro resistenze e perplessita' erano concentrate, diciamo, sulla particolarita' della situazione, sulla vita certamente piu' complessa cui sarei andata incontro, tuttavia, devo riconoscere, che mi hanno lasciata libera di decidere.

Quanto agli amici e conoscenti si sono sempre mostrati pronti a sostenerci sia moralmente che materialmente; spesso mi sono sentita ripetere "ci sono molti matrimoni con persone handicappate nella testa... altro che nelle gambe!""

Quanto e cosa ha significato la fede nella vostra vita, soprattutto nell’affrontare le prove che avete incontrato?

Chiara "Abbiamo sempre affidato a Dio la nostra storia. Personalmente ricordo ancora molti dei momenti trascorsi davanti al Tabernacolo per chiedere a Gesu' se Paolo era la persona speciale che Egli aveva pensato per me, chiamandomi alla vita matrimoniale. All’inizio della nostra storia decidemmo insieme di porci sotto la protezione della Madonna: andammo a pregare e Le portammo le famose rose rosse che Paolo mi aveva appena regalato!"

Paolo "La fede in Dio è per noi fondamentale, il motore di tutto: spesso ci chiediamo cosa sara' di noi quando saremo anziani e sicuramente non piu' autosufficienti... Ma grazie al cielo sono tranquillo perché so che questa è la strada che Dio ha pensato per noi e che Egli non ci lascera' mai".

Paolo, quali sono le tue attuali condizioni di salute e quale è il tuo grado di autosufficienza?

"Le mie condizioni sono relativamente buone. Purtroppo, ho quei problemi alla vescica ed ai reni che sono le classiche conseguenze delle lesioni midollari: devo, pertanto, assumere una medicina specifica e sottopormi periodicamente a controlli medici. Nel complesso, però, grazie alla lesione midollare "bassa" ed a una notevole forza nelle braccia, godo di un’ottima autonomia: posso guidare e caricare da solo la mia carrozzina sull’automobile, riesco, persino, a superare piccoli gradini...".

So che hai un buon posto di lavoro presso una societa' che elabora software per persone disabili...

"Sì, lavoro come programmatore multimediale a Bologna. Ho avuto la fortuna di trovare un ambiente dove ci sono persone che mi vogliono bene ed anche i miei datori di lavoro conoscono le mie esigenze e cercano di venirmi incontro".

E tu, Chiara, che attivita' svolgi ?

"Sono avvocato, ma per ora non esercito la professione a tempo pieno".

Come è la vostra vita di coppia e come vivete il problema della sessualita'?

"Possiamo ripetere la frase della nostra amica fisioterapista "Voi vivete la vostra normalita'!".

Credo che la nostra sia una vita come quella di tante altre coppie: quando sto con Paolo è come se la carrozzina non ci fosse. Scherziamo, bisticciamo e facciamo la pace come tutti...

Anche dal punto di vista della sessualita' non ci sono mai stati problemi particolari. Insomma, il fatto che Paolo sia paraplegico non è un muro davanti al quale fermarsi, ma una presa d’atto per andare avanti".

Pensate anche di avere dei figli?

"Purtroppo, a questo riguardo, abbiamo ricevuto un risultato non incoraggiante delle analisi effettuate qui a Bologna. Tuttavia non intendiamo arrenderci e stiamo gia' pianificando un viaggio nella capitale dove abbiamo saputo che esiste una famosa equipe diretta dal professor Mancuso, noto ginecologo cattolico, che si occupa da anni con successo di studiare e risolvere i problemi di fertilita' della coppia. In ogni caso siamo entrambi convinti che la fecondita' della coppia non si limiti a quella fisica ed abbiamo deciso di comune accordo che, comunque vada, adotteremo dei bambini".

Quali sono i problemi pratici che maggiormente ostacolano il cammino di una coppia in cui una meta' è portatrice di handicap?

Paolo - "Si tocca un tasto dolente...I miei problemi sono gli stessi di un qualsiasi disabile. Per mia fortuna sono quasi completamente autonomo perché Bologna, la citta' in cui viviamo, non agevola certamente le persone portatrici di handicap, come a volte si lascia credere. Basti pensare che l’ufficio per il rinnovo del tagliando dell’auto per disabili ha un gradino...

A Bologna l’unica linea di autobus adattati è quella che collega la citta' con l’aeroporto, i marciapiedi hanno scivoli spesso ripidi e malridotti - quando ci sono. Il Comune non riserva ai disabili che lavorano o vivono in una determinata strada nessun posto auto, come, invece, accade per i cittadini "normali" che, sulla base della residenza, ottengono un tagliando che attribuisce loro il diritto al parcheggio.

Qualche anno fa noi disabili sfidammo il Sindaco e la Giunta invitandoli a percorrere le strade della citta' sulla sedia a rotelle, affinché si rendessero conto delle numerosissime barriere che quotidianamente ci ostacolano il cammino: non si presentò nessuno, salvo i membri dell’opposizione e a distanza di anni la situazione non è cambiata!

Nonostante tutto sono ottimista riguardo al futuro e fortunatamente l’aiuto di parenti ed amici non manca".

Quali sono, se esistono, le agevolazioni da parte dello Stato o della Regione di cui avete beneficiato?

Paolo - "Gli aiuti regionali finalizzati alle cure mediche presso istituti convenzionati sono molto scarsi. Nella scorsa primavera ho seguito un programma di riabilitazione presso la clinica "Villa Margherita" di Vicenza, ove con l’ausilio di tutori e di un deambulatore, sono riuscito a stare in posizione eretta ed a camminare molto meglio di quanto non avvenisse in precedenza. Solo tra circa sei mesi la Regione mi corrispondera' una somma a titolo di rimborso che copre solo un terzo delle spese che ho dovuto sostenere.

Una ragazza emiliana disabile di mia conoscenza non ha potuto avvalersi di questo moderno programma di riabilitazione perché non disponeva di risorse economiche sufficienti. Se pensiamo che la Regione Sicilia, grazie forse al suo Statuto Speciale, provvede al rimborso integrale delle spese mediche ...beh, c’è ancora molta strada da percorrere!"

Ho sentito che tra breve traslocherete in un’ altra casa: la nuova abitazione risponde meglio, per come è strutturata, alle esigenze di una persona costretta a circolare sulla sedia a rotelle?

Paolo - "Chiara ed io abbiamo potuto sposarci grazie all’ospitalita' di mia madre che ci ha accolti in casa fino a che abbiamo trovato una abitazione ben accessibile in carrozzina e che fosse " adatta anche alle nostre tasche". Davvero siamo stati costretti a scartare un’infinita' di appartamenti, anche di recente costruzione, perché avrebbero richiesto costose modifiche indispensabili per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Contributi regionali in tal senso ve ne sono, ma è arduo beneficiarne!"

Quali le attese per il prossimo futuro ?

"Se rispondessimo a bruciapelo, diremmo tanti bambini - adottati o nostri, non ci interessa - prima, però, sarebbe bello che Paolo potesse continuare il programma di riabilitazione a Vicenza e risolvesse i problemi renali.

Poi, vorrei trovare, qui a Bologna, uno studio legale a cui appoggiarmi: è così difficile farsi strada in una citta' che non ti conosce e che da sé "produce" avvocati. Vedremo cosa ci riservera' il futuro: non mettiamo limiti alla Provvidenza".

Volete lanciare un messaggio ai lettori del Lisdha News che potrebbero avere una storia analoga alla vostra?

"Innanzitutto, vi ringraziamo di averci dato l’opportunita' di raccontarvi la nostra storia. Il messaggio che vorremmo dare è di non arrendersi di fronte alle difficolta', al "chissa' cosa diranno". Se si ama una persona e si è convinti di voler condividere la vita con lei bisogna lottare per questo traguardo, anche se alle volte sembra che ti manchi la terra sotto i piedi!".

Grazie anche a voi, Chiara e Paolo, per averci insegnato con semplicita' che le difficolta' che la vita riserva possono, se lo vogliamo, divenire occasione di amore.

Maria Cristina Gallicchio