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Non smette di sorridere quando
parla dei suoi hobby e delle serate trascorse con le amiche.
Capita spesso di vedere che
chi è affetto da un handicap fisico o psichico è talvolta piu' capace di apprezzare le
piccole cose della vita.
E' il caso di Giuliana, 23 anni di
Varese, affetta da tetraparesi spastica dalla nascita a causa di un parto traumatico, con
gravi conseguenze a livello fisico e psichico, in parte però superate nel tempo. Ora le
difficolta' di movimento riguardano il braccio destro e la gamba sinistra e il ritardo
mentale di cui soffre non le ha impedito di frequentare con interesse la scuola e di
appassionarsi a vari hobby. Giuliana parla con grande entusiasmo delle sue giornate,
divise tra la lettura ("mi piacciono i libri che parlano di mitologia e di
storia"), l'apprendimento del computer, attraverso il quale prepara delle brevi
lettere per le amiche e la nonna, le lezioni di pianola, le serate in oratorio o davanti
alla Tv ("mi piacciono i film polizieschi").
Giuliana sorride quando ricorda le
sue amiche e commenta "A me non piace stare sola, insieme si sta bene, è bella
l'amicizia" e soffre quando le vede litigare. Aggiunge anche di avere un fidanzato di
cui i suoi non sanno nulla e sembra neanche lui.
Le piace tanto uscire anche se le
da' fastidio essere osservata, le sembra che le venga ricordato sempre di essere diversa
dagli altri.
La madre mi racconta dei primi anni
di vita di Giuliana, dei tanti problemi per farla parlare ("aveva la lingua
legata") e di quando a cinque anni ha cominciato a camminare.
- Come avete vissuto quegli anni?
"Male, anche se io da ragazza
avevo gia' passato vari momenti difficili e quindi diciamo che ero gia' un po' abituata a
soffrire. A vivere la cosa con piu' serenita' mi ha aiutato molto il pellegrinaggio a
Lourdes che feci parecchi anni fa con l'Unitalsi, dove mi resi conto di quante persone
portavano sofferenze molto piu' grandi della mia".
- L'impatto con la scuola come è
stato?
"Ci sono state situazioni
positive e negative, dovute soprattutto alla diversa sensibilita' degli insegnanti.
Giuliana è riuscita in ogni modo ad imparare a leggere e a scrivere ed ha potuto
frequentare la scuola per segretaria d'azienda".
- Dopo Giuliana non avete avuto
altri figli?
"No, una figlia così ti
impegna talmente tanto... anche se lei un fratellino lo avrebbe desiderato".
- Che tipo di impegno richiede seguire un figlio con dei problemi?
"Un grande impegno e tanta
pazienza. Faccio un esempio: tempo fa le avevamo preso un registratore: appena ha
cominciato ad usarlo l'ha subito rotto. Dopo di quello ce ne ha rotti altri cinque. Ci
sembrava che non valesse la pena di ritentare. Poi abbiamo pensato: ci sono genitori che
comprano giocattoli molto costosi per i loro figli... e allora abbiamo deciso di comprarne
ancora un altro e ora lo usa spesso. Io vorrei fare molto di piu' per mia figlia e spesso
sono dispiaciuta perché vorrei avere delle competenze che non ho. Una cosa che comunque
ho capito in questi anni è che è importante soprattutto che un genitore sia sereno,
perché questo si trasmette al figlio".
- Che atteggiamento avete riscontrato
dalle persone che vi stanno intorno?
"Ci sono persone che ci sono
state molto vicine in questi anni. Ad esempio, una delle mie sorelle, gli amici
dell'Unitalsi e alcuni medici, tra cui mi piace ricordate il dottor Borgati e la
dottoressa Moroni.
A volte, certo, intorno a noi
abbiamo visto un po' di freddezza, e ci è capitato magari di accorgerci che non eravamo
molto graditi in un locale... Mi sono però un po' abituata a certi atteggiamenti, do per
scontato che non tutti siano sensibili e poi devo dire che il modo di porsi nei confronti
dell'handicap mi sembra migliorato negli ultimi anni, prima la gente era molto piu'
indifferente. Incide molto comunque anche la modalita' con cui il disabile e la sua
famiglia si pongono nei confronti degli altri, perché a volte quando ci si trova in
questa situazione si rischia di chiudersi rimanendo isolati".
Ora Giuliana si prepara ad
affrontare una nuova tappa e cioè il suo primo incontro con il mondo del lavoro. Tra poco
andra' a lavorare presso una cooperativa sociale di Malnate.
Marcella Codini |
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